venerdì 18 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che YHWH non sia il vero e unico “Dio Trascendente”

Confutazione:

Le tesi che YHWH non sarebbe "Dio Trascendente" sono confutate dalla stessa Bibbia. 
Se Dio è, se Dio perdona i peccati, se salva, se giudica e se redime, Egli non può essere che l'unico e vero "Dio Trascendente":

IO SONO è:

Esodo (3, 14):

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”»

Nel libro di Daniele (9, 9), si afferma che Dio perdona i peccati:

al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono, perchè ci siamo ribellati contro di lui, 

IO-SONO è il primo e ultimo

Libro di Isaia (44, 6):

Così dice il Signore, il re d’Israele,
il suo redentore, il Signore degli eserciti:
«Io sono il primo e io l’ultimo;
fuori di me non vi sono dei.

IO-SONO salva

Libro di Isaia (43, 3):

poichè io sono il Signore, tuo Dio,
il Santo d’Israele, il tuo salvatore.
Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto,
l’Etiopia e Seba al tuo posto.

IO-SONO giudica

Salmi (96, 13):

davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

IO-SONO redentore

Libro di Isaia (48, 17):

Dice il Signore, tuo redentore,
il Santo d’Israele:
«Io sono il Signore, tuo Dio,
che ti insegno per il tuo bene,
che ti guido per la strada su cui devi andare.

Mostriamo ora alcuni passaggi dei Salmi che dimostrano che le tesi di Mauro Biglino sono assurde: 

Salmi (3,3):

Ma tu, o Yahweh, sei uno scudo attorno a me; tu sei la mia gloria e colui che mi solleva il capo”. 

Secondo la traduzione di Biglino kavod vorrebbe dire “astronave”. Per tanto la sua assurda traduzione sarebbe: 

"Ma tu, o Yahweh, sei uno scudo attorno a me; tu sei la mia astronave e colui che mi solleva il capo". 

Assurdo!

Salmi (3, 8):

La salvezza appartiene a Yahweh; la tua benedizione sia sul tuo popolo”.

Strano no? Per Biglino Yahweh sarebbe un potente extraterrestre, ma il salmista ritiene che Yahweh possa dare la salvezza, e la salvezza la da solo Dio. 

Salmi (7, 8)

L'Eterno giudicherà i popoli; giudicami, o Yahweh, secondo la mia giustizia e la mia integrità”. 

Strano no? Per Biglino Yahweh sarebbe un potente extraterrestre, ma il salmista ritiene che Yahweh possa giudicare, e il giudizio supremo appartiene solo a Dio 

Salmi (8, 1):

Quanto è magnifico il tuo nome su tutta la terra, o Yahweh, Signor nostro, che hai posto la tua maestà al di sopra dei cieli!” 

Strano no? Per Biglino Yahweh sarebbe un potente extraterrestre che voleva dominare solo su Israele, ma il salmista ritiene che Yahweh abbia un nome magnifico su tutta la terra e abbia posto la sua maestà al di sopra dei cieli, caratteristiche di Dio.   

Salmi (9, 7-10):

Ma Yahweh rimane per sempre; egli ha stabilito il suo trono per far giudizio. Egli giudicherà il mondo con giustizia, giudicherà i popoli con rettitudine. Yahweh sarà un rifugio inespugnabile per l'oppresso, un rifugio inespugnabile in tempi di distretta. E quelli che conoscono il tuo nome confideranno in te, perchè tu, o Yahweh non abbandoni quelli che ti cercano”. 

Strano no? Per Biglino Yahweh sarebbe un potente extraterrestre, invece il salmista sostiene che Yahweh giudicherà il mondo con giustizia e inoltre sarà un rifugio per gli oppressi, caratteristiche di Dio. 

Salmi (10, 3-4):

perchè l'empio si gloria dei desideri dell'anima sua, benedice il rapace e disprezza Yahweh. L'empio, nell'arroganza del suo volto, non cerca Yahweh; tutti i suoi pensieri sono: «DIO non c'è».” 

Strano no? Biglino dice che Yahweh non è Dio. Mentre il salmista dice che colui che non cerca Yahweh è empio, cioè blasfemo.

Salmi (10, 16):

Yahweh è re per sempre; le nazioni sono scomparse dalla sua terra”

Strano no? Per Biglino Yahweh sarebbe un potente extraterrestre che vorrebbe conquistare Israele, invece per il salmista Yahweh è re di tutta la terra, caratteristica di Dio. 

Salmi (10, 17-18)

O Yahweh, tu dai ascolto al desiderio degli umili; tu rafforzi il loro cuore, le tue orecchie sono attente, per far ragione all'orfano e all'afflitto, affinchè l'uomo fatto di terra smetta d'incutere spavento”.

Strano no? Per Biglino Yahweh sarebbe un malvagio extraterrestre, invece il salmista sostiene che escolta gli umili, rafforza il loro cuore, quindi ha misericordia, caratteristica di Dio. 

Salmi (11, 5):

Yahweh prova il giusto; ma l'anima sua odia l'empio e colui che ama la violenza”. 

Strano no? Biglino sostiene che Yahweh sia un malvagio extraterrestre, invece il salmista sostiene che Egli odia i blasfemi e odia i violenti. 

Salmi (11, 7):

Poichè Yahweh è giusto; egli ama la giustizia; gli uomini retti contempleranno il suo volto”.

Strano no? Biglino sostiene che Yahweh sia un malvagio extraterrestre, pero’ il salmista sostiene che Yahweh ami la giustizia e gli uomini corretti lo potranno vedere. Caratteristiche di Dio. 


Salmi (12, 6-8):

Le parole dell'Eterno sono parole pure, come argento raffinato in una fornace di terra, purificato sette volte. Tu, o Eterno, li proteggerai e li preserverai da questa generazione per sempre. Gli empi si aggirano impunemente dappertutto, quando tra i figli degli uomini viene esaltato il male”.

Strano no? Biglino sostiene che Yahweh sia un malvagio extraterrestre, pero il salmista sostiene che le sue parole sono pure e che Yahweh avversa i blasfemi e i malvagi. 

Salmo (18, 31):

Infatti chi è DIO all'infuori di Yahweh? E chi è Rocca all'infuori del nostro DIO?” 

Strano no? Biglino afferma che Yahweh sia un malvagio extraterrestre, mentre il salmista afferma che non vi Dio all’infuori di Yahweh. 

Salmi (18, 46):

Viva Yahweh, sia benedetta la mia Rocca e sia esaltato il DIO della mia salvezza!” 

Strano no? Biglino sostiene che Yahweh sia un malvagio extraterrestre, mentre per il salmista Yahweh da la salvezza, che è una caratteristica di Dio. 


Salmi (19, 7-8-9):

La legge di Yahweh è perfetta, essa ristora l'anima; la testimonianza di Yahweh è verace e rende savio il semplice. I precetti di Yahweh sono giusti e rallegrano il cuore; il comandamento di Yahweh è puro e illumina gli occhi. Il timore di Yahweh è puro, rimane in eterno; i giudizi di Yahweh sono verità, tutti quanti sono giusti;

Strano no? Biglino sostiene che Yahweh sia un malvagio extraterrestre, mentre il salmista sostiene che la sua Legge è perfetta, la sua testimonianza è verace, i suoi precetti sono giusti, il suo comandamento è puro, e i suoi giudizi sono verità. Carattersitiche di Dio. 

Yuri Leveratto

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html


domenica 13 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che YHWH sia stato "uno dei tanti Elohim"

Confutazione:

La assurda tesi di Biglino che YHWH sia stato “uno dei tanti Elohim”, si confuta facilmente: "Elohim", oltre che il suo significato principale (“il forte”, il poderoso, Divinita’ suprema), puo’ indicare anche falsi dei, o dei pagani. Ecco pertanto che vediamo che in Giudici (11, 24), ci si riferisce al falso dio Kemosh. Vediamo il passaggio: "Non possiedi tu quello che Kemosh, il tuo dio, ti ha dato di possedere? Così anche noi possederemo il paese di quelli che l'Eterno ha scacciato davanti a noi." --- La differenza si capisce qui: (link alla nota 1) - In pratica mentre Kemosh essendo il dio dei Moabiti viene citato poche volte nella Bibbia (la sua etimologia si riferisce alla dea Shamash), YHWH viene citato 6823 volte nella Bibbia e la sua etimologìa significa “essere”, ossia l’essenza, la Causa Prima. E’ evidente che la parola Elohim si riferisce a volte all’unico e vero Dio ossia YHWH (quando il verbo che segue e’ al singolare), mentre altre volte si riferisce a dei pagani, ossia agli dei adorati dai popoli pagani (e spesso in questo caso il verbo e’ el plurale, anche se altre volte e’ al singolare come in questo caso). D’altronde anche in italiano si puo’ dire: “il tuo dio e’ il sole , mentre io credo nell’unico e vero Dio”. Anche in questa frase si utilizza lo stesso termine, ossia la parola “Dio”, ma se chi la pronuncia e’ credente in Dio come concetto Trascendente, si riferisce al dio sole come falso dio. E’ la stessa cosa, ma Biglino questi concetti li occulta astutamente.


Yuri Leveratto

Nota1-
http://biblehub.com/interlinear/judges/11-24.htm

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

sabato 12 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che Mosè ed Elia siano stati rapiti da astronavi

Confutazione:

Dopo aver interpretato fantasiosamente l'evento della Trasfigurazione, Mauro Biglino, nella pagina 157 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio”, torna a sviluppare la sua tesi degli "antichi astronauti", e si dedica ad analizzare i personaggi di Mosè ed Elia. Biglino riporta una frase del Libro "Antichità Giudaiche" di Giuseppe Flavio dove si afferma che una nube scese su di lui e quindi scomparve. In pratica Biglino vuole mostrare che Mosè non morì, ma fu asceso al cielo. In realtà questo fatto potrebbe essere parte di una tradizione extra-biblica. Però nella Bibbia vi è scritto chiaramente che Mosè morì, vediamo il passaggio corrispondente, in Deuteronomio (34, 5-8):

Così Mosè, servo dell'Eterno, morì là, nel paese di Moab, secondo la parola dell'Eterno. E l'Eterno lo seppellì nella valle del paese di Moab, di fronte a Beth-Peor; e nessuno ha conosciuto fino ad oggi il luogo della sua tomba. Or Mosè avevacentovent'anni quando morì; la sua vista non si era indebolita e il suo vigore non era venuto meno. E i figli d'Israele lo piansero nelle pianure di Moab per trenta giorni; poi i giorni di lutto e di pianto per Mosè terminarono.

Ma perchè Biglino vuole far credere che Mosè non morì ma fu rapito in cielo?
Biglino vuol far passare la falsa tesi che anche Mosè sia stato rapito in cielo, perchè vuole dimostrare che anche Mosè come Elia fu rapito da “una macchina volante”, sua tesi che spiega nella pagina 158. 
Biglino inizia a spiegare una delle sue tesi principali: Elia fu rapito in cielo da una macchina volante. Si riferisce al passaggio biblico 2 Re (2, 11): 

Mentre continuavano a camminare conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo.

Per Biglino questo passaggio è una prova certa che Elia fu rapito da una astronave guidata dagli Elohim. Nella pagina 158 riporta parte del verso 2, 11 in ebraico, con le sue traduzioni corrispondenti in italiano. 
Naturalmente questa è l’interpretazione fantasiosa di Biglino. Invece l’autore biblico potrebbe aver descritto l’episodio realmente avvenuto raffigurando Elia assunto in cielo da Dio in un carro trainato da possenti cavalli. 
Ma Biglino aggiunge una frase ad effetto: 

“Ciò che ci interessa qui è rilevare che il ruach che preleva Elia è una struttura assolutamente materiale, meccanica, cioè il mezzo volante con cui Elia lascia quel territorio per andare dagli Elohim.”

Il problema è che nel verso (2 Re 2, 11) non si nomina il termine ebraico רוח ruach, e neppure nei versi seguenti fino al (2, 14). Potete verivicare al link citato nella nota 25.
Quindi da dove tira fuori Biglino la parola ruach? Non sappiamo. Comunque Biglino nella pagina 159 fa una serie di domande fantasiose, ipotizzando che fu un astronave (Biglino scrive: oggetto volante) a rapire Elia. 
A pag. 160 Biglino ritorna a focalizzarsi sul Nuovo Testamento e conclude che Mosè ed Elia sono entrambi stati rapiti in cielo (ma come ho fatto notare nella Bibbia non si afferma che Mosè fu rapito in cielo, ma solo che non si conosce il luogo della sua sepoltura). 
Sempre a pagina 160 Biglino riporta il passaggio del Vangelo di Matteo (17, 10)

Allora i discepoli gli domandarono: «Perchè dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?».

Ma poi Biglino sorvola sulla giusta interpretazione. Infatti la risposta di Gesù è questa: Vangelo di Matteo (17, 11-13):

Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista. 

Quindi è lo stesso Matteo che ci rivela che Gesù stava parlando di Giovanni il Battista. 
Nell’ultima parte della pagina 160 Biglino riporta un passaggio delle "Antichità Giudaiche" di Giuseppe Flavio, con lo scopo di rafforzare la sua tesi su Elia. E’ strano come Biglino citi spesso "Antichità Giudaiche" di Giuseppe Flavio dando per certo che sia un testo affidabile, e poi non citi mai il passaggio dello stesso libro detto "Testimonium Flavianum", dove si descrive la vita e la Risurrezione di Gesù (Antichità Giudaiche, XVIII 63-64), oppure dove si descrive il martirio di Giovanni il Battista (Antichità Giudaiche, XVIII 116-119), oppure dove si descrive il martirio di Giacomo il minore (Antichità Giudaiche, XX 200).


Yuri Leveratto

Nota:

25- http://biblehub.com/interlinear/2_kings/2-11.htm

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

giovedì 10 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che Paolo di Tarso "abbia inventato il Cristianesimo”

Confutazione:

A pag. 136 del suo libro "Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio", Biglino continua a sviluppare la sua tesi sostenendo che fu Paolo di Tarso ad inventare la cristologia, ossia il kerygma. 
Questa è una tesi falsa, che è stata smontata ampiamente nel corso della storia, ma periodicamente qualcuno la riutilizza, con lo scopo di portare avanti le sue tesi. 

1- Paolo di Tarso non ha inventato nulla, ma al contrario riporta quello che ha ricevuto. (lo dice lui stesso 1 Corinzi 15, 3).
Paolo di Tarso non predicava in modo diferente dagli Apostoli. E’ lui stesso che ci comunica (Lettera ai Galati cap. 1-cap 2), che aveva incontrato Pietro e Giacomo tre anni dopo la sua conversione e poi quattordici anni dopo (Nel 49). In quell’occasione Pietro e Giovanni diedero la “destra” a Paolo in segno di approvazione. Vediamo:

Lettera ai Galati (2, 9):

“e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Bàrnaba la destra in segno di comunione, perché noi andassimo tra le genti e loro tra i circoncisi.”

Inoltre per lo studioso J. Carmignac il Vangelo di Matteo sarebbe stato scritto nel 45 d.C. inizialmente in aramaico (12). Inoltre secondo lo studioso O’Callaghan, uno dei frammenti dei Rotoli del Mar Morto, sarebbe parte del Vangelo di Marco, e risalirebbe addirittura al 50 d.C. (13), (quindi entrambi sarebbero stati scritti prima delle Lettere paoline). 

2-In secondo luogo è improprio dire che Paolo di Tarso avrebbe influenzato gli altri Apostoli e gli Evangelisti. Innanzitutto se prima del concilio di Gerusalemme gli Apostoli si fossero resi conto che Paolo di Tarso sosteneva delle tesi non coincidenti con il messaggio centrale di Gesù Cristo, ossia il kerygma, lo avrebbero allontanato e scomunicato e non gli avrebbero permesso di predicare la parola del Signore. 

3-Non c'è alcuna contraddizione tra i precetti indicati nella Lettera ai Romani (ossia che ci si salva per fede nell’espiazione dei peccati da parte di Gesù Cristo sulla croce) e il Vangelo di Matteo, vediamo infatti questo passaggio del Vangelo di Matteo (1, 20-21):

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Quindi si afferma che Gesù e' venuto per salvare il suo popolo (ossia i figli di Dio), dai peccati, morendo e versando il suo sangue. Vediamo questi altri passaggi: (20, 28), dove si ribadiscono concetti simili:

Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti»

Vediamo un ultimo passaggio del Vangelo di Matteo (26, 27-28):

Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perchè questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. 

Come si vede il concetto del “riscatto” ossia della morte vicaria, non è tipico di Paolo di Tarso, ma è insito nel Vangelo di Matteo.

4-Le Lettere di Paolo furono dirette alle comunità cristiane dei tessalonicesi, dei corinzi, dei galati, dei filippesi, dei romani, degli efesini e dei colossesi. Pertanto queste lettere inizialmente non giunsero al cospetto degli altri Evangelisti, che quindi non avrebbero certo potuto copiarne i contenuti. 

5-Bisogna considerare che Paolo di Tarso non viaggiò in Egitto, ne a Bisanzio (Costantinopoli), ne in Armenia, ne in Etiopia, ne in Persia e tantomeno in India. Pero' in quei posti si diffuse il kerygma fin dal I secolo, ossia il messaggio centrale del Cristianesimo basato sul pentimento dei propri peccati, sull’espiazione dei peccati da parte di Gesu' Cristo sulla croce e sulla Risurrezione di Gesù Cristo. Chi diffuse il kerygma in quei territori dove Paolo di Tarso non viaggiò? Gli Apostoli, naturalmente. Se Paolo di Tarso avesse inventato qualcosa, e se il suo predicare non fosse stato perfettamente coincidente con l’insegnamento di Gesù Cristo, ne sarebbe risultato che nei luoghi che ho citato si sarebbe diffuso un qualcosa di diverso, mentre solo nelle aree visitate da Paolo si sarebbe diffuso il kerygma, ma come sappiamo non fu così, per esempio in Egitto si diffuse il kerygma e il Cristianesimo apostolico, esattamente uguale al Cristianesimo diffuso da Paolo, e il primo che lo diffuse fu l’Evangelista Marco. E via di seguito per gli altri luoghi da me citati: Andrea per Bisanzio, Giuda Taddeo e Bartolomeo per l’Armenia, Tommaso per l’India ecc. 

6-Paolo di Tarso è andato al martirio pur di non rinnegare quello che aveva detto e scritto su Gesù Cristo. Nessuno va alla morte per divulgare delle menzogne che lui stesso ha inventato. Naturalmente le fonti storiche sul martirio di Paolo di Tarso sono numerose. (14)

7- Inoltre sia Clemente che Policarpo lo descrivono come un beato, quindi veritiero. Vediamo:

Prima Lettera di Clemente XLVII,1:

"Prendete la lettera del beato Paolo apostolo"

Policarpo, Lettera ai Filippesi:

"Poiché né io né un altro come me potrà mai raggiungere la sapienza del beato e glorioso Paolo, il quale, mentre si trovava tra voi, alla presenza degli uomini d’allora, insegnò con tanta esattezza e sicurezza la parola della verità, e, quando fu lontano, vi scrisse lettere , nella cui meditazione voi potrete confermare la fede che vi fu data".

Yuri Leveratto

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

Note: 

12-J. Carmignac, Nascita dei Vangeli sinottici, San Paolo, Cinisello Balsamo, 1986.
13-http://www.statveritas.com.ar/Varios/JLoring-01.htm
14-  Abbiamo varie fonti storiche del martirio di Paolo di Tarso, avvenuto probabilmente nel 67 d.C., vediamone alcune:

Lettera di Ignazio di Antiochia agli Efesini (110 AD)

XII. So chi sono e a chi scrivo. Io sono un condannato, voi avete ottenuto misericordia. Io in pericolo, voi al sicuro. Voi siete la strada per quelli che s'innalzano a Dio. Gli iniziati di Paolo che si è santificato, ha reso testimonianza ed è degno di essere chiamato beato. Possa io stare sulle sue orme per raggiungere Dio; in un'intera sua lettera si ricorda di voi in Gesù Cristo.

Lettera ai Romani di Dionigi, vescovo di Corinto (166-174 AD), in Eusebio di Cesarea - Storia Ecclesiastica 25-8

“Con una tale ammonizione voi avete fuso le piantagioni di Roma e di Corinto, fatte da Pietro e da Paolo, giacchè entrambi insegnarono insieme nella nostra Corinto e noi ne siamo i frutti, e ugualmente, dopo aver insegnato insieme anche in Italia, subirono il martirio nello stesso tempo”

Tertulliano –Prescrizione contro le eresie (200 AD)

Come felice è la sua chiesa, su cui gli apostoli riversano tutta la loro dottrina insieme con il loro sangue! Dove Pietro subisce la passione come il suo Signore! Dove Paolo vince la corona in una morte simile a quella di Giovanni, dove l'apostolo Giovanni fu immerso, illeso, in olio bollente, e quindi rimandato in esilio nella sua isola! Vedete ciò che ha imparato, ciò che ha insegnato, e quello che ha avuto comunione con le nostre chiese in Africa!

Lattanzio, De Mortibus Persecutorum (318 AD)

I suoi apostoli erano allora undici di numero, al quale sono stati aggiunti Mattia, al posto del traditore Giuda, e poi Paolo. Poi si dispersero per tutta la terra a predicare il Vangelo, come il Signore loro Maestro gli aveva ordinato; e durante venticinque anni, e fino all'inizio del regno di Nerone, si occuparono di gettare le fondamenta della Chiesa in ogni provincia e città. E mentre Nerone regnava, l'apostolo Pietro è venuto a Roma, e, attraverso la potenza di Dio che gli fu affidata, fece certi miracoli e, convertendo molti alla vera religione, costruì un tempio fedele e saldo al Signore. Quando Nerone sentì parlare di queste cose, e osservò che non solo a Roma, ma in ogni altro luogo, una grande moltitudine di persone abbandonava ogni giorno il culto degli idoli, e, condannando le loro vecchie abitudini, si avvicinava alla nuova religione, lui, un esecrabile e pernicioso tiranno, decise di radere al suolo il tempio celeste e distruggere la vera fede. Fu lui che per primo ha perseguitato i servi di Dio; lui ha crocifisso Pietro e ha fatto uccidere Paolo.

mercoledì 9 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che gli autori del Nuovo Testamento non siano quelli indicati dalla tradizione

Confutazione:

A pag. 135 del suo libro "Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio", il Biglino scrive: 

Per il Nuovo Testamento in particolare gli autori cosidetti “canonici” (anche supponendo che siano veramente quelli che conosciamo, cosa che non è più accetata da nessuno studioso), non hanno mai conosciuto il personaggio di cui parlano”. 

In questa frase Biglino ha fatto alcune considerazioni, che possono essere facilmente smentite. Biglino scrive che “nessuno studioso accetta che gli autori cosidetti “canonici” siano veramente quelli che conosciamo”. Bisognerebbe che Biglino portasse le prove documentali che gli autori dei Vangeli non corrispondono effettivamente a Matteo, Marco, Luca e Giovanni. In realtà, il dibattito sulla paternità dei Vangeli dura da circa 1700 anni, fin dai tempi di Eusebio di Cesarea (IV secolo). Sebbene vi siano stati vari studiosi che abbiano proposto che gli autori dei Vangeli non siano stati i quattro tradizionali autori, nessuno ha mai portato una prova definitiva che dimostra questa tesi. Al contrario, vi sono varie prove indirette che dimostrano che gli autori dei quattro Vangeli sono stati proprio i quattro evangelisti citati dalla tradizione, ossia Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Per esempio per Giovanni Apostolo, abbiamo la citazione di Ireneo, che testimonia che lui è l’autore del quarto Vangelo (8). A conferma di questa tesi abbiamo poi il frammento muratoriano, dove si descrive Giovanni come l’autore del quarto Vangelo, coaudiuvato dall’Apostolo Andrea (9). Anche per gli altri Vangeli e per gli altri scritti del Nuovo Testamento vi sono fonti documentali che provano l’attribuzione dell’opera proprio agli otto tradizionali autori (Matteo, Marco, Luca, Giovanni, Paolo di Tarso, Giacomo, Pietro, Giuda)(10). Pertanto vediamo que questa considerazione di Biglino non è basata su fatti storici, ma è solo una sua elucubrazione. Anche la seconda considerazione di Biglino: 

gli autori cosidetti “canonici” non hanno mai conosciuto il personaggio di cui parlano”, 

non ha basi storiche ma è piuttosto una sua considerazione personale. 

Yuri Leveratto

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

Note: 
8- «Giovanni, il discepolo del Signore, colui che riposò sul suo petto (Gv 13,3), ha pubblicato anche lui un Vangelo mentre dimorava ad Efeso in Asia» (Adversus Haereses III, 1, 1)
9-testo in latino del frammento muratoriano dove si conferma l’attribuzione a Giovanni del quarto Vangelo: “[...] quarti euangeliorum Iohannis ex discipulis. cohortantibus condiscipulis et episcopis suis dixit Conieiunate mihi hodie triduum, et quid cuique fuerit reuelatum alteratrum nobis enarremus. eadem nocte reuelatum Andreae ex apostolis, ut recognoscentibus cunctis, Iohannes suo nomine cuncta describeret [...]
10-Per esempio per il Vangelo di Marco abbiamo fonti documentali di Eusebio di Cesarea, che riporta questo scritto di Papia di Ierapoli:
« Anche questo il presbitero era solito dire. Marco, che fu interprete di Pietro, scrisse con cura, ma non in ordine, ciò che ricordava dei detti e delle azioni del Signore. Poichè egli non aveva ascoltato il Signore nè era stato uno dei suoi seguaci, ma successivamente, come ho detto, uno di Pietro. Pietro adattava i propri insegnamenti all'occasione, senza preparare un arrangiamento sistematico dei detti del Signore, cosicchè Marco fu giustificato a scrivere alcune delle cose come le ricordava. Poichè egli aveva un solo scopo, non tralasciare nulla di quanto aveva ascoltato e di non scrivere nulla di errato. »
(Papia, citato in Eusebio di Cesarea Storia ecclesiastica, 3.39.15)
Inoltre abbiamo, sempre per il Vangelo di Marco, fonti documentali di Ireneo (Ireneo, Contro le eresie, 3.1, 10.6) e di Tertulliano (Tertulliano, Contro Marcione, 4,5).

martedì 8 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che il peccato originale o ereditato non esiste nella Bibbia

Confutazione:

Innanzitutto vediamo il Salmo 51:

[Al maestro del coro. Salmo di Davide, quando il profeta Nathan venne a lui, dopo che egli aveva peccato con Bathsceba.] Abbi pietà di me, o DIO, secondo la tua benignità; per la tua grande compassione cancella i miei misfatti. Lavami completamente dalla mia iniquità e purificami dal mio peccato. Poiché riconosco i miei misfatti, e il mio peccato mi sta sempre davanti. Ho peccato contro di te, contro te solo, e ho fatto ciò che è male agli occhi tuoi, affinché tu sia riconosciuto giusto quando parli e retto quando giudichi. Ecco, io sono stato formato nell'iniquità, e mia madre mi ha concepito nel peccato. Ma a te piace la verità che risiede nell'intimo, e m'insegni la sapienza nel segreto del cuore. Purificami con issopo, e sarò mondo; lavami, e sarò più bianco della neve. Fammi sentire gioia e allegrezza; fa' che le ossa che hai spezzato festeggino. Nascondi la tua faccia dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità. O DIO, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo. Non rigettarmi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito. Rendimi la gioia della tua salvezza e sostienimi con uno spirito volenteroso. Allora insegnerò le tue vie ai trasgressori, e i peccatori si convertiranno a te. Liberami dal sangue versato, o DIO, DIO della mia salvezza, e la mia lingua celebrerà con giubilo la tua giustizia. O Signore, apri le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la tua lode. Tu infatti non prendi piacere nel sacrificio, altrimenti te l'offrirei, né gradisci l'olocausto. I sacrifici di DIO sono lo spirito rotto; o DIO, tu non disprezzi il cuore rotto e contrito. Fa' del bene a Sion per la tua benevolenza, edifica le mura di Gerusalemme. Allora prenderai piacere nei sacrifici di giustizia, negli olocausti e nelle offerte da ardere interamente; allora si offriranno torelli sul tuo altare.

Come vediamo tutto il Salmo 51 dimostra che gli ebrei credevano nel peccato ereditato, in particolare il verso (51, 5): "Ecco, io sono stato formato nell'iniquità, e mia madre mi ha concepito nel peccato".

Nella pag. 134 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio” Biglino inizia a delineare quella che è la sua tesi principale, la tesi che gli ha occupato vari hanni della sua vita: dimostrare che Gesù Cristo non è il Figlio di Dio, e che non ha tolto il peccato del mondo. 
Infatti scrive: 

Ma noi dobbiamo prendere atto di due elementi che si presentano con evidenza agli occhi di chi legge la Bibbia con mente libera dai condizionamenti dottrinali. Così facendo apprendiamo che i due elementi fondamentali che spiegherebbero e giustificherebbero la venuta di Cristo sulla Terra sono in realtà fallaci o meglio ancora inesistenti: 
-Il Dio padre sarebbe (secondo la dottrina), il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, cioè Yahweh, ma è chiaro che Yahweh non è Dio, bensì solo uno dei tanti Elohim, che si sono spartiti il territorio.
-Nella Bibbia non c’è traccia di peccato originale.”  

In questi frasi di Biglino che ho appena riportato si delinea tutta la sua strategia, infatti nelle sue conferenze Biglino dice spesso: “Siccome YHWH non è Dio allora Gesù di chi è figlio?”. 
Ma nelle sue elucubrazioni sull’Antico Testamento, Biglino non ha dimostrato che IO SONO - YHWH non è Dio, e non ha neppure dimostrato che gli ebrei dell’epoca pre-cristiana non credessero in YHWH come puro Spirito e Creatore del cielo e della terra. Ovviamente Biglino nei suoi libri e nelle sue conferenze ha fatto risaltare i passaggi che secondo lui indicano qualche forma di violenza da parte di YHWH (dimenticando invece che era semplicemente la punizione che Dio attuava nei confronti di peccatori che lui già sapeva non si sarebbero convertiti, vedere nota 5), e non ha fatto risaltare i passaggi, innumerevoli nell’Antico Testamento, dove gli ebrei si rivolgono a YHWH come puro Spirito, il Creatore del mondo, l’Onnipotente, l’Onniscente, l’Onnipresente, tutte caratteristiche peculiari di Dio, ossia della Causa Prima, e non di un essere alieno (al quale spesso il Biglino allude, insertandosi in un filone, quello degli antichi astronauti, molto di moda in questo periodo, anche per i fantasiosi episodi che appaiono su History Channel). 
Per quanto riguarda il peccato originale, Mauro Biglino afferma spesso che nella Bibbia questo concetto non sarebbe presente. Innanzitutto si può far notare che vi sono correnti nell'ebraismo che invece credono nel concetto del peccato originale e altre che non vi credono, come fa risaltare per esempio l’autore Shaul Magid (2008), nel suo libro “From Metaphysics to Midrash: Myth, History, and the Interpretation of Scripture in Lurianic Kabbala”. (Indiana University Press. p. 238. Retrieved 9 February 2014). (vedi il link alla nota 1a)
(traduzione mia dall’inglese): 

“Ci sono varie fonti antiche rabbiniche che indicano la nozione di un peccato “ereditato” (si intende ereditato da persona a persona), per esempio Pirkei de Rebbe Eliezer 13 e 21, Genesi Raba 12, 5; Levitico Raba 21: 4, Deuteronomio Raba 11, 9. Cohen suggerisce tre categorie basilari di come gli antichi rabbini si sono occupati dell’argomento: 1-Corruzione della stirpe da un punto di vista ereditario 2- Il peccato di Adamo punito attarverso la sua progenie 3- Tutti i peccati sono il risultato delle azioni di Adamo. Cohen suggerisce che molti rabbini ortodossi abbiano optato per il punto 3, mentre Paolo di Tarso optò per il punto 1”. 

Infatti il punto fondamentale è che furono gli Apostoli e gli Evangelisti, che erano ebrei, e che conoscevano molto bene il Tanakh, che diffusero il concetto che Gesù Cristo venne per togliere il peccato. Quindi l’importante è vedere quello che loro credevano, e quello per cui erano disposti a morire. 

Yuri Leveratto

Nota 1a: 
(https://books.google.com.co/books?id=YUbGlHdhBaUC&pg=PA238&lpg=PA238&dq=Lev.+17:11+original+sin&source=bl&ots=bY5eRjixUI&sig=JlHJxlm5rvnNAfZmRCmHC0uC8Ps&hl=en&sa=X&ei=Sr33UsmfM4qTyQHw6IH4AQ&redir_esc=y#v=onepage&q=Lev.%2017%3A11%20original%20sin&f=false)  

Per approfondire: Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

lunedì 7 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che vi sia stato un complotto di falsari del Nuovo Testamento

Confutazione:

A pag. 135 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio” Mauro Biglino scrive: 

Da questo si comprende che il problema del Nuovo Testamento non risiede tanto nelle traduzioni forzate (anche se sono ben presenti), o nelle interpretazioni di un testo scritto in greco, bensì in ciò che hanno deliberatamente inventato quando l’hanno scritto.

Qui Biglino scopre le sue carte e scrive che il Nuovo Testamento sarebbe un libro inventato. La tesi dell’invenzione a tavolino dei Vangeli e della Divinità di Gesù è stata già proposta in passato, ma è stata scartata per vari motivi. 
Ammettiamo per un attimo che Biglino avesse ragione: è stata tutta un’invenzione e la figura di Gesù è stata divinizzata. Qui prodest? Chi ci guadagnava da tutto cio? Nessuno, anzi. 
Innanzitutto analizziamo un primo punto per confutare la tesi di Biglino. Sappiamo che gli autori del Nuovo Testamento furono otto e di questi otto almeno sette erano ebrei (vi sono comunque teorie che anche Luca fosse ebreo, ma comunque è maggioritariamente accettato che Luca fosse un ellenico giudaizzato). Per quale motivo otto ebrei, fedeli quindi alla Legge mosaica, avrebbero dovuto inventare qualcosa di falso, dichiarando il falso e improntando tutta la loro vita con lo scopo di sostenere il falso?
In quel tempo andare in giro a dire che Gesù Cristo era il Figlio di Dio ed era risorto dalla morte era molto pericoloso. Non solo era considerato blasfemia dagli ebrei (che infatti lapidarono molti cristiani, a cominciare da Stefano), ma era pericoloso anche sostenerlo davanti ai romani, per i quali l’imperatore era considerato dio. Quindi, il supposto gruppo di falsari dei Vangeli e degli altri libri del Nuovo Testamento cosa ci guadagnava? Di solito si trama un complotto, e si diffondono idee false per poter lucrarci sopra, o per acquisire alcun potere, ma i primi cristiani non ambivano a nessun potere terreno, anzi, rifuggevano il potere, che consideravano uguale alle tenebre, e e cercavano la Verità, che consideravano essere esattamente una persona: Gesù Cristo. Quello che ho appena scritto deriva dallo studio dell’età patristica prenicena, che a sua volta si basa su documenti storici e ritrovamenti archeologici (tombe cristiane) (7).
Inoltre c’è un altro punto, ancora più importante del primo, che smonta le tesi di Biglino: anche ammesso che un limitato gruppo di persone si fosse unito e abbia scritto i Vangeli a tavolino, come sarebbe stato possibile divulgare la nuova credenza, basata su eventi soprannaturali, alle masse? 
Con un semplice libro non si può convincere qualcuno della Divinità di Cristo e della sua Risurrezione dai morti. Per convincere un non credente a credere, bisognava predicare nelle strade, e bisognava predicare con le lacrime agli occhi, ossia credendoci veramente. Infatti il Cristianesimo non è una credenza in un dio impersonale come per esempio le religioni misteriche, dove si descriveva un’anima universale lontana e fredda. Il Cristianesimo è basato su fatti realmente accaduti e se il predicatore non crede veramente in quello che sta predicando, nessuno gli crederebbe. Ve lo immaginate il gruppo di complottisti falsari, quelli che Biglino dice che scrissero a tavolino i Vangeli, andare a predicare in qualcosa che non credevano loro stessi per primi? E in piu andare a predicare sapendo di poter essere uccisi? La logica stessa sconfessa le tesi del Biglino. 

Yuri Leveratto

Nota 7: http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/11/il-cristianesimo-antico-leta-patristica.html --- http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/02/la-condanna-morte-del-console-manio.html

Per approfondire:
Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

domenica 6 marzo 2016

Mauro Biglino sostiene che la Chiesa Romana abbia diffuso false tesi

Confutazione: 

A pag. 133-134 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio” Biglino scrive:

“Queste stesse persone che hanno compreso la natura del Vecchio Testamento, compiono però un passo sucessivo che appare incoerente: affermano che il Nuovo Testamento è diverso e contiene parole di verità pronunciate dal figlio di un Dio di amore che tendeva rivolgere il suo messaggio all’umanità intera inserendola nel suo disegno di salvezza. Un’affermazione semplicistica e immotivata che trova fondamento solo nelle convinzioni della fede che accetta acriticamente le verità diffuse dalla Chiesa romana, perchè bisogna invece prendere atto di una realtà ben diversa”. 

Da questa frase si evince l’acredine che contraddistingue il Biglino, che dimostra di essere risentito con la Chiesa Cattolica romana, per motivi a noi ignoti. Dimostra però di non conoscere affatto la storia del Cristianesimo antico (mi riferisco ai primi tre secoli della nostra era). Come traspare da questa frase, Biglino sosterrebbe che la Chiesa romana abbia costruito un qualcosa di falso, per scopi occulti. Peccato però che la Chiesa romana, nei primi tre secoli della nostra era, (l’era di Cristo), era soltanto una delle Chiese del Cristianesimo, e non vi era una Chiesa dominante. Fino al quinto secolo, infatti, le sedi apostoliche erano cinque: Gerusalemme, Alessandria d’Egitto, Antiochia (attuale Siria), Costantinopoli e Roma. Tuttavia, al di fuori dell’impero romano si erano sviluppate comunità di cristiani sin dal primo secolo, per esempio in Etiopia, in Armenia, ad Edessa (2), in Persia, e persino in India. Tutte queste comunità di Cristiani seguivano l’insegnamento di Cristo per una semplice ragione: perchè qualcuno glielo aveva trasmesso. Chi era quel qualcuno? Gli Apostoli, naturalmente. 
Se la Chiesa romana avesse diffuso delle “false tesi”, spacciandole per verità, non si spiega come queste stesse tesi, ci riferiamo al kerygma, naturalmente, ossia la credenza che Gesù Cristo è l’incarnazione del Verbo, è morto in croce per i nostri peccati ed è risorto dai morti il terzo giorno, si siano diffuse anche in tutte le altre comunità che ho citato. Il kerigma, e tutti il libri del Nuovo Testamento erano già letti e diffusi nel 170 d.C., (come dimostra il frammento muratoriano, vedi nota 3), pertanto la Chiesa romana, il cui potere si è consolidato a partire dal IV secolo, quando Costantino ha ufficializzato il culto (4) e ha attuato un sincretismo con alcuni culti pagani, non ha diffuso alcuna “falsa verità”. 

Yuri Leveratto

Note:
2-Oggi Şanlıurfa, nella Turchia sud-orientale
3-https://en.wikipedia.org/wiki/Muratorian_fragment
4-http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/01/lepoca-post-costantiniana-il-dominio.html

Per approfondire: 
Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento: http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/07/confutazione-alle-tesi-di-mauro-biglino.html

sabato 5 marzo 2016

Considerazioni sull’Antico Testamento e sulla missione di Gesù Cristo, il Figlio di Dio



Non è una novità che ci siano persone che negano la veridicità della Bibbia e che negano che Gesù Cristo sia il Figlio di Dio. Molti lo negano perché sono spinti dall’anticlericalismo, altri invece lo negano perché il messaggio di Gesù Cristo è stato un messaggio esclusivo. In pratica lui ha dichiarato in modo solenne di essere il Figlio di Dio, (Vangelo di Marco, 14, 62) e ha dichiarato di essere la Verità e che solo per mezzo di Lui si va al Padre, (Vangelo di Giovanni 14, 6):

Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Queste, naturalmente, sono frasi inaudite, che nessun essere umano aveva detto prima di lui.
Alcune persone si sentono inconformi con la rivelazione di Dio al mondo. Altri ancora sono risentiti con Dio, per qualche ragione. Pertanto lo negano, ma non si rendono conto che mentre lo negano, lo stanno affermando. Negano Gesù Cristo con ogni mezzo. Alcuni affermano addiritura che non sia mai esistito, (è la teoria del “mito di Gesù”). Questa strategia però non ha dato frutti, in quanto le testimonianze sulla storicità di Gesù, sono talmente tante che oggi nessun storico serio avalla questa strampalata teoria.
Altri affermano che era un rivoluzionario armato, e s’illudono di smontare Gesù Cristo con gli stessi Vangeli. Ma anche questa strategia non ha avuto successo.
Qualcuno invece, adotta una strategia più sottile ed astuta, e riprende le antiche tesi degli gnostici del secondo secolo della nostra era, che non negavano l’esistenza di Gesù Cristo, ma affermavano che egli era un grande saggio, e che però non era il Figlio di Dio. Secondo questa tesi non avrebbe potuto “togliere il peccato del mondo” (Vangelo di Giovanni 1, 29) e naturalmente non avrebbe potuto risorgere dai morti il terzo giorno. Per mostrare Gesù Cristo solo come “grande saggio”, ma non come il Figlio di Dio (che peraltro sono le tesi del Deismo e della Massoneria), si segue anche un’altra vecchia tesi dello gnosticismo: la negazione del Dio vetero-testamentario, il cui nome è IO-SONO (Esodo, 3, 14).
Secondo alcuni studiosi (1) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”.
Naturalmente Dio, nella Bibbia viene citato innumerevoli volte anche con altri termini: Elohim, El, Shaddai, Elyon, Adonai, ecc. (Kyrios in greco, ossia: Signore) (2).
Ora torniamo alla strategia usata per screditare Gesù Cristo. Si nega il Dio veterotestamentario, con lo scopo ultimo di denigrare Gesù Cristo, in quanto si afferma: “Gesù non può essere Figlio di Dio, perché il Dio vetero-testamentario non era Dio”. Con questo scopo si procede in due modi: con l’etimologia e con la critica testuale con fini denigratori. Nel primo caso alcuni negazionisti sostengono in modo sfacciato che “la Bibbia non descriverebbe Dio”, e affermano che le parole bibliche אלהים (Elohim), יהוה (YHWH), non si riferiscono a Dio, ma hanno altri significati. Queste tesi però sono state confutate da riconosciuti biblisti e studiosi di ebraico (3)(4). Nel secondo caso i negazionisti affermano che il Dio della Bibbia non potrebbe essere Dio in quanto viene mostrato come “violento e sanguinario”.
Queste tesi non sono una novità, ma risalgono ai testi gnostici antichi. Chi persegue l’obiettivo di denigrare Dio, il Dio della Bibbia, si dimentica che nell’Antico Testamento la punizione violenta era relazionata primariamente alla santità di Dio e alla concezione della giustizia.
In generale gli scritti gnostici, che sono stati confutati 1900 anni or sono,  rispecchiano una visione negativa della creazione. Il Dio vetero-testamentario (IO-SONO, YHWH), sarebbe, nella visione gnostica del II secolo, il demiurgo, che ha creato un mondo imperfetto. Ecco perché per gli gnostici il mondo sarebbe corrotto, e dominato dal male, perché secondo loro il demiurgo era imperfetto.
I primi cristiani però credevano con fermezza assoluta che Gesù Cristo fosse il Dio della creazione biblica, IO-SONO, e questo lo si evince dai seguenti passi dell’Esodo, comparati con i passi del Vangelo di Giovanni. Vediamoli.

Esodo (3, 14):

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”»

Vangelo di Giovanni (8, 23-24):

E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».

Vangelo di Giovanni (8, 58):

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».

Ecco pertanto che da questi scritti ci rendiamo conto che Gesù Cristo veniva identificato come Dio, e non un “dio qualsiasi”, ma l’unico e vero Dio, IO-SONO, che ha creato il mondo, il Dio della Bibbia, dai suoi seguaci, gli Apostoli ed Evangelisti, che erano ebrei, quindi conoscevano le scritture. Naturalmente vi sono moltissimi altri passaggi nei 27 libri del Nuovo Testamento che identificano Gesù Cristo con Dio, come per esempio il famoso prologo del Vangelo di Giovanni, (1, 1-5 e 1, 14).
Più avanti in questo articolo analizzeremo altri versi della Bibbia per provare che realmente i primi cristiani, quelli che avevano vissuto con Gesù Cristo, credevano che lui fosse il Signore, l’unico e vero Dio.
Prima di analizzare alcune tesi che negano il Dio vetero-testamentario, mostrandolo come cattivo e crudele, soffermiamoci sul messaggio centrale della Bibbia.
Per noi cristiani la Bibbia, considerata nella sua totalità, Antico e Nuovo Testamento, non è altro che la descrizione del progetto di Dio, iniziato con la creazione del mondo e dell’uomo. Dio ha amato l’uomo e per questo gli ha dato il libero arbitrio, la possibilità di fare delle scelte. L’uomo però, dopo essere stato tentato da Satana ha voluto scegliere di scalzare Dio, anzi ha scelto di diventare egli stesso Dio. Per questo si parla di “peccato originale” e di “caduta dell’uomo”. L’uomo ha scelto il peccato e la conseguenza del peccato è la morte. Lettera ai Romani (6, 23):

Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.

Malgrado ciò Dio non ha abbandonato l’uomo. Ha inviato i profeti che annunciavano la missione di suo Figlio sulla terra. Infine ha inviato il Figlio, che è venuto con lo scopo principale di “togliere il peccato del mondo”, (Vangelo di Giovanni 1, 29), e stabilire con il suo sangue, un nuovo patto, tra Dio e l’uomo, il Nuovo Testamento. Se osserviamo la Bibbia da un punto di vista amplio, ci rendiamo conto che essa è fortemente incentrata su Gesù Cristo, che è Dio stesso, il Verbo che si è fatto carne (Vangelo di Giovanni 1, 14).
Ora concentriamoci nella confutazione di alcune tesi che negano il Dio vetero-testamentario, mostrandolo come “cattivo e crudele”.
In primo luogo bisogna considerare il carattere progressivo della rivelazione e il suo compimento nel Nuovo Testamento, con la missione di Gesù Cristo sulla terra.
Secondo gli esegeti della Bibbia, Dio ha considerato le capacità di comprendere il suo messaggio delle persone e dei popoli. Se nell’Antico Testamento vi era una certa rivelazione, è perché evidentemente quel popolo non era ancora in grado di poter ricevere la rivelazione finale. Dio rivela il proprio messaggio ai popoli in relazione ai tempi, alle capacità, ai luoghi. Dio invia profeti, i quali risvegliano delle qualità, delle sensazioni, delle emozioni, e fanno crescere la fede in lui. Ma i tempi non erano maturi per l’invio del Figlio, per ristabilire il patto di amore tra Dio e l’uomo, patto che fu rotto proprio dall’uomo, con il peccato originale.
Secondo la mentalità vigente nell’Antico Testamento la violenza e la punizione erano relazionate alla giustizia di Dio. Dio mostrava la sua giustizia con la punizione, perché ancora non aveva inviato il Figlio.
Aveva inviato profeti, per annunciare proprio la venuta del Figlio. Infatti nei Libri dell’Antico Testamento vi sono circa trecento profezie che indicano l’arrivo del Figlio, (ad esempio nel Libro di Isaia 53, 3, 9).
Ma proprio perché il Figlio non era arrivato e non aveva potuto salvare il mondo, il patto tra Dio e l’uomo era ancora “antico”. Proprio per questo ogni trasgressione o peccato contro Dio dovevano per forza essere puniti severamente o con la morte, certo, perché il Figlio non era ancora arrivato.
La punizione violenta era pertanto relazionata con la santità di Dio e la vendetta era pertanto un mezzo per far regnare la giustizia tra i popoli.
Dio (IO-SONO-YHWH) era un Padre severo che puniva i peccati se necessario con la morte. Puniva chi non gli obbediva e trasgrediva la legge, puniva chi non aveva fede in lui e provava la fede di coloro ai quali si era rivelato, per esempio nel sacrificio di Isacco (Genesi 22, 1-18).
Il Dio vetero-testamentario doveva per forza essere giusto, punendo i peccati, esattamente come lo è il Dio neo-testamentario. Ma nel Nuovo Testamento Gesù Cristo è venuto proprio per togliere il peccato del mondo e ristabilire il patto iniziale tra Dio e l’uomo. Ora non vi è più castigo terreno, nè punizione terrena, ma chi crede in Gesù Cristo è salvo. Proprio per questo Dio ha inviato suo Figlio, che è Dio stesso, il Verbo, per poter salvare il mondo.

Soffermiamoci ora su alcuni passi dell’Antico testamento che sono spesso citati per far risaltare la violenza come mezzo di punizione dei peccati.
Libro dei Numeri (31, 13-24):

Mosè, il sacerdote Eleazaro e tutti i principi della comunità uscirono loro incontro fuori dell'accampamento. Mosè si adirò contro i comandanti dell'esercito, capi di migliaia e capi di centinaia, che tornavano da quella spedizione di guerra. Mosè disse loro: «Avete lasciato in vita tutte le femmine? Proprio loro, per suggerimento di Balaam, hanno insegnato agli Israeliti l'infedeltà verso il Signore, nella faccenda di Peor, per cui venne il flagello nella comunità del Signore. Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo; ma tutte le fanciulle che non si sono unite con uomini, conservatele in vita per voi. Voi poi accampatevi per sette giorni fuori del campo; chiunque ha ucciso qualcuno e chiunque ha toccato un cadavere si purifichi il terzo e il settimo giorno; questo per voi e per i vostri prigionieri. Purificherete anche ogni veste, ogni oggetto di pelle, ogni lavoro di pelo di capra e ogni oggetto di legno». Il sacerdote Eleazaro disse ai soldati che erano andati in guerra: «Questo è l'ordine della legge che il Signore ha prescritto a Mosè: L'oro, l'argento, il rame, il ferro, lo stagno e il piombo, quanto può sopportare il fuoco, lo farete passare per il fuoco e sarà reso puro; ma sarà purificato anche con l'acqua della purificazione; quanto non può sopportare il fuoco, lo farete passare per l'acqua. Vi laverete le vesti il settimo giorno e sarete puri; poi potrete entrare nell'accampamento».  

Questo passaggio del Libro dei Numeri viene spesso portato ad esempio per far risaltare la “supposta crudeltà” del Signore. Ma se leggiamo con attenzione il passo notiamo che non è il Signore ad ordinare la pena capitale, ma Mosè. In questa situazione Mosè ha agito non solo come capo spirituale ma soprattutto come capo militare. La sua decisione molto dura è stata presa per preservare la purezza della fede nel popolo di Dio, che era corrotta da donne pagane. Nella cultura del tempo questo atteggiamento, anche se a noi appare eccessivamente violento, era normale, in quanto gli ebrei erano circondati da nazioni ostili.
Altre volte era Dio stesso che puniva le persone che non si sottomettevano a lui, che peccavano o che avevano lottato contro Israele. Nella sua infinita saggezza Dio sapeva se una persona era dominata da Satana, e pertanto attuava la punizione severa. Altre volte l’autore biblico ha considerato che Dio, nella sua infinita potenza, dovesse preservare il popolo di Israele dalla corruzione di altri popoli che non si sottomettevano a Dio. La violenza si utilizzava come punizione per alcune violazioni della Legge, o per vendetta per quei popoli che avevano tentato di distruggere Israele. Uno dei passaggi biblici più significativi su questo argomento è la distruzione di Sodoma e Gomorra (Genesi 19, 1-26), dove appunto IO-SONO distrugge addirittura delle città, perché sapeva che tutti coloro che vi vivevano erano impregnati di peccato e non avrebbero potuto redimersi.
La punizione violenta era pertanto vista in relazione alla santità di Dio e come una forma di giustizia.
Alcune volte il colpevole di idolatria è lapidato (Deuteronomio 17, 2-5). Nel libro dei Numeri (16, 29-30), l’autore biblico esprime un desiderio di vendetta contro coloro i quali si erano ribellati contro Mosè:

Se questa gente muore come muoiono tutti gli uomini, se la loro sorte è la sorte comune a tutti gli uomini, il Signore non mi ha mandato; ma se il Signore fa una cosa meravigliosa, se la terra spalanca la bocca e li ingoia con quanto appartiene loro e se essi scendono vivi agli inferi, allora saprete che questi uomini hanno disprezzato il Signore».

Anche in questo caso però non è il Signore a volere la vendetta ma è l’autore biblico a propiziarla.
Nel Primo Libro dei Re il profeta Elia, uccide i sacerdoti di Baal (1 Re 18,40).

Elia disse loro: «Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò.

Nei Salmi in generale Dio sostiene il popolo eletto nella lotta contro gli altri popoli. Vediamo un passaggio dei Salmi che spesso viene citato per ribadire la violenza nell’Antico Testamento. Libro dei Salmi (136):

Sui fiumi di Babilonia,
là sedevamo piangendo
al ricordo di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
Là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
canzoni di gioia, i nostri oppressori:
«Cantateci i canti di Sion!».
Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme,
si paralizzi la mia destra;
mi si attacchi la lingua al palato,
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.
Ricordati, Signore, dei figli di Edom,
che nel giorno di Gerusalemme,
dicevano: «Distruggete, distruggete
anche le sue fondamenta».
Figlia di Babilonia devastatrice,
beato chi ti renderà quanto ci hai fatto.
Beato chi afferrerà i tuoi piccoli
e li sbatterà contro la pietra.

Quest’ultima frase è molto dura, ma bisogna considerarla nel contesto. Sappiamo che nell’Antico Testamento vigeva la legge occhio per occhio dente per dente. In questo Salmo si richiama a una punizione per i Babilonesi. Babilonia aveva distrutto Gerusalemme e i salmisti hanno scritto che Babilonia sarà distrutta da Dio, come in effetti fu.

Di solito coloro i quali negano la santità e la Divinità di IO-SONO, (YHWH), negano anche la sacralità dei sacrifici animali nell’Antico Testamento. Sostengono che era una pratica barbara e che detta pratica istigherebbe al male. Ma nell’Antico Testamento Dio ha prescritto i sacrifici animali per espiare temporaneamente il peccato. Vediamo il corrispondente passo del Libro Levitico (4, 32-35):

Se porterà una pecora come offerta per il peccato, porterà una femmina senza difetto. Poserà la mano sulla testa della vittima offerta per il peccato e la scannerà, in sacrificio per il peccato, nel luogo dove si scanna la vittima per l’olocausto. Il sacerdote prenderà con il dito un po’ del sangue della vittima per il peccato e lo porrà sui corni dell’altare degli olocausti e verserà tutto il resto del sangue alla base dell’altare. Preleverà tutte le parti grasse, come si preleva il grasso della pecora del sacrificio di comunione, e il sacerdote le brucerà sull’altare, in aggiunta alle vittime consumate dal fuoco in onore del Signore. Il sacerdote compirà per lui il rito espiatorio per il peccato commesso e gli sarà perdonato.

Nell’Antico Testamento Dio aveva ordinato di sacrificare animali perfetti, senza macchia. La persona che offriva il sacrificio s’identificava con l’animale e doveva ucciderlo. Gli ebrei credevano che questo rito provvedesse il perdono dei peccati da parte di Dio.
Il sacrificio animale serviva pertanto come “punizione” nei confronti di un peccatore, infatti si uccideva un agnello del suo gregge. Gli si toglieva un animale, prezioso in tempi di carestia, ed inoltre il peccatore, vedendo che l’animale innocente moriva, sentiva pena per quell’essere vivente che moriva a causa del suo peccato.
Naturalmente tutto questo presagiva il sacrificio finale e perfetto di Gesù Cristo sulla croce, che è l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Vangelo di Giovanni, 1, 29)
Nell’Antico Testamento però non vi sono solo episodi di violenza per punire il peccatore o per vendicare un torto subito. Vi sono anche insegnamenti di condanna e correzione della violenza. Vediamo per esempio questo passo nei Proverbi (21, 7-8):

La violenza degli empi li travolge,
perché rifiutano di praticare la giustizia.
La via dell'uomo criminale è tortuosa,
ma l'innocente è retto nel suo agire.

Vediamo anche questo passaggio dei Salmi (61, 11):

Non confidate nella violenza,
non illudetevi della rapina;
alla ricchezza, anche se abbonda,
non attaccate il cuore.

In certi casi i profeti condannano gli atti di violenza di cui si è macchiato Israele, per esempio in Osea (4, 1-2):

Ascoltate la parola del Signore, o Israeliti,
poichè il Signore ha un processo
con gli abitanti del paese.
Non c'è infatti sincerità nè amore del prossimo,
nè conoscenza di Dio nel paese.
Si giura, si mentisce, si uccide,
si ruba, si commette adulterio,
si fa strage e si versa sangue su sangue.

Nel Deuteronomio (27, 17-19) si comanda di rispettare i diritti dei deboli, degli stranieri, e di chi ha perso i propri cari (orfani o vedove):

Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo! Tutto il popolo dirà: Amen.
Maledetto chi fa smarrire il cammino al cieco! Tutto il popolo dirà: Amen.
Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell'orfano e della vedova! Tutto il popolo dirà: Amen.

Nel Libro delle Lamentazioni (3, 34-36), si difendono i diritti dell’uomo in generale, e si afferma che Dio vede le ingiustizie.

Quando schiacciano sotto i loro piedi
tutti i prigionieri del paese,
quando falsano i diritti di un uomo
in presenza dell'Altissimo,
quando fan torto a un altro in una causa,
forse non vede il Signore tutto ciò?

Ecco che lentamente il messaggio progressivo della rivelazione divina inizia ad individuare colui che sarà il Salvatore del mondo e che sancirà un nuovo patto, con l’umanità. A tale proposito vediamo la famosa profezia di Isaia (53: 3-9):

Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
nè vi fosse inganno nella sua bocca.

Ecco pertanto che già Isaia aveva predetto, vari secoli prima della venuta di Gesù Cristo sulla terra, che il Messia avrebbe dovuto caricarsi delle nostre sofferenze e addossarsi i nostri dolori.
Iniziamo a comprendere il concetto della rivelazione progressiva. Essa inizia con Abele e Caino. “Chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte” (Genesi 4, 15). Poi ci sarà la legge del taglione: “Vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede” (Deuteronomio 19, 21). Non è che Dio ha cambiato idea, è semplicemente che si è passati da una punizione durissima (uno per sette), a una punizione dura (uno per uno). Lentamente si passa ad altre rivelazioni: “Non fare a nessuno ciò che non piace a te” (Tobia 4, 15). Ed ecco la rivelazione ultima e perfetta: Vangelo di Matteo (5, 38-39):

“Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pòrgigli anche l’altra”.

(Vangelo di Matteo 5, 43-45):

“Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinchè siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti”

Cosa succede? Dio ha cambiato idea? No, niente affatto, il messaggio, diverso, è sempre dello stesso Dio! Ma ora è arrivato il Figlio. Ora non vi può più essere la legge del taglione. Ora vi è il Figlio! Con il Figlio, con la sua era, i peccati non possono essere pagati con la vendetta sulla terra. Proprio perché il Figlio ha dato a tutti, credendo in lui, la possibilità di redimersi e di salvarsi.
Ora non vi è più spazio per vendetta, o per violenza. Gesù Cristo perdona i suoi carnefici. Salva chi crede in lui. E condanna chi non crede in lui, ma non in questa vita, solo nella vita dopo la morte. La croce, che è simbolo di una violenza estrema fatta sull’uomo, diventa pertanto il mezzo finale e perfetto di riconciliazione degli uomini con Dio.
Nel Nuovo Testamento, che è valido solo con la morte del testatore (Lettera agli Ebrei 9, 15-17), non vi è più violenza materiale, ma solo castigo futuro e spirituale, ecco che si spiegano vari passi del Nuovo Testamento. Per esempio, (Apocalisse 19, 21):

“Tutti furono uccisi dalla spada che usciva dalla bocca del Cavaliere; e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni." 

E il passo del Vangelo di Giovanni (5, 26-29), dove Gesù indica che il Figlio giudicherà alla fine dei tempi:

Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

Il Nuovo Testamento è un cambio di paradigma, una rivoluzione assoluta, un terremoto sconvolgente. Non più “occhio per occhio e dente per dente”, ma “amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano”.

Vediamo alcuni altri passaggi dove si identifica Gesù Cristo come Dio, il Creatore del mondo, IO-SONO.
Nel libro di Daniele (9, 9), si afferma che Dio perdona i peccati:

al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, 

Nella Lettera ai Colossesi (3, 13) si afferma che Gesù Cristo perdona i peccati:

sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.

IO-SONO è il primo e ultimo

Libro di Isaia (44, 6):

Così dice il Signore, il re d’Israele,
il suo redentore, il Signore degli eserciti:
«Io sono il primo e io l’ultimo;
fuori di me non vi sono dei.

Gesù Cristo primo e ultimo

Apocalisse (1, 17):

Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, 

IO-SONO salva

Libro di Isaia (43, 3):

poiché io sono il Signore, tuo Dio,
il Santo d’Israele, il tuo salvatore.
Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto,
l’Etiopia e Seba al tuo posto.

Gesù Cristo salva

Lettera a Tito, (2, 13)

nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. 

IO-SONO giudica

Salmi (96, 13):

davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

Gesù Cristo giudica

Seconda Lettera a Timoteo (4, 1):

Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno:

IO-SONO redentore

Libro di Isaia (48, 17):

Dice il Signore, tuo redentore,
il Santo d’Israele:
«Io sono il Signore, tuo Dio,
che ti insegno per il tuo bene,
che ti guido per la strada su cui devi andare.

Gesù Cristo redentore

Lettera agli Ebrei (9, 12):

Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.

Per concludere, riporto alcuni celebri passaggi del Vangelo di Giovanni (3, 16-18):

Dio infatti ha tanto amato il mondo, che ha dato il Figlio suo Unigenito, affinchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non mandò il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome del Figlio Unigenito di Dio.

Cosa vogliono dire questi passi? Con l’arrivo del Figlio il patto antico è sciolto. Ora vi è un nuovo patto. Nella pienezza dei tempi è giunto il Figlio sulla terra e Dio lo ha inviato non per condannare ma per salvare il mondo, per espiare tutti i peccati con il suo sangue e dare la sua vita per i suoi amici. Chi lo accetta è già salvo, ma chi non crede in lui è già condannato. La fede è sempre stata il cardine dell’universo. Anche Abramo aveva dovuto provare la sua fede. Anche ora ci sono richiesti atti di fede in lui. Ma ora non dobbiamo e non possiamo chiedere a Dio che punisca sulla terra i malvagi. Ora possiamo solo credere, avere fede in lui. Il giudizio e la punizione per i malvagi spetta solo a Dio.

YURI LEVERATTO
Copyright 2016

Note:
1-http://www.jewishencyclopedia.com/articles/11305-names-of-god
2-https://en.wikipedia.org/wiki/Names_of_God_in_Judaism
3-https://en.wikipedia.org/wiki/Names_of_God_in_Judaism
4-https://en.wikipedia.org/wiki/God_in_Judaism

venerdì 4 marzo 2016

Confutazione delle tesi di Mauro Biglino sul Nuovo Testamento


In questo articolo confuterò le tesi di Mauro Biglino riferite al Nuovo Testamento che lui ha scritto nel suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio”. Premetto che questo non è un attacco alla persona di Mauro Biglino, ma una semplice confutazione alle sue idee. Inizierò con una premessa, dove descrivo il modus operandi di Mauro Biglino. Dopo di ciò passerò a confutare le sue tesi sul Nuovo Testamento a partire dal cap. 5 (pag. 133), del suo libro. A queste aggiungerò anche alcune confutazioni alle sue tesi sull’Antico Testamento.

Premessa

La storia è piena di persone che negano la veridicità della Bibbia, ed è piena di persone che negano che Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Nell’antichità vi sono stati Celso e Porfirio, gli gnostici e i manichei. Negli ultimi secoli vi sono stati scrittori come Friedrich Nietzsche, Dayananda Saraswati, o Bertrand Russell. Nessuno di questi, però, è riuscito a dimostrare che la Bibbia non sia realmente ispirata da Dio. Mauro Biglino è uno dei tanti che negano l’unico e vero Dio, e lo fa in modo astuto e avvincente. Infatti si è inserito in un filone, quello degli antichi astronauti e del complottismo, molto di moda al giorno d’oggi.
Mauro Biglino ha iniziato partendo dalla Genesi tentando di dimostrare che le traduzioni dall’ebraico sarebbero sbagliate e che Dio non sarebbe Dio, ma un alieno (un extraterrestre). Ha poi tentato di dimostrare con l’etimologia che alcuni termini in ebraico secondo lui non significherebbero Dio, ma è stato confutato da noti biblisti laureati in ebraico. Allora ha detto che YHWH è un Dio cattivo e vendicativo e non potrebbe essere il Padre amorevole di Gesù Cristo. Alla fine ha svelato le sue carte. Ha detto chiaramente che Gesù Cristo, non è il Figlio di Dio, ma sarebbe figlio di n.n.
Spesso Biglino dice di spiegare cos’è l’Antico Testamento e dice che i cristiani avrebbero “rubato” quel libro agli ebrei. Ma così facendo dimentica che gli autori del Nuovo Testamento erano tutti ebrei (anche per Luca ci sono teorie che fosse un ebreo), e che conoscevano alla perfezione il Tanakh. Essi hanno scritto il Nuovo Testamento alla luce della missione di Gesù Cristo sulla terra. Per cui erano le persone al mondo più qualificate per scrivere sulla vicenda di Gesù Cristo. Quindi non hanno rubato nulla, hanno scritto i fatti di Gesù Cristo descrivendo la sua missione sulla terra e hanno riportato le frasi di Gesù dove lui disse IO SONO individuando se stesso come Dio, il Dio degli ebrei, ossia YHWH. (Esattamente come in Esodo 3, 14).
Altre volte Biglino parla del peccato originale sostenendo che nell’Ebraismo non sarebbe presente. Ho confutato questa sua tesi più avanti nel mio articolo. Biglino spesso dice che fu Paolo di Tarso ad introdurre il concetto del peccato originale. Ma Biglino si dimentica le profezie dove si annucia la missione di Gesù Cristo per togliere il peccato, come per esempio Isaia (53, 3-9), ma si dimentica anche che di tantissimi passi dei Vangeli e degli altri libri del Nuovo Testamento dove viene affermato che Gesù Cristo venne per togliere il peccato originale: (Vangelo di Matteo (1, 20-21) - Vangelo di Matteo (17-12) - Vangelo di Matteo (18-11) - Vangelo di Matteo (26, 27-28) - Vangelo di Luca (1-68) -Vangelo di Luca (1-77) - Atti degli Apostoli (3, 18-19) - (4, 10-12) - (10, 40-43) - (13, 37-39) -(26, 22-23) - Prima Lettera di Pietro (2, 24-25) - (3, 18) - Prima Lettera di Giovanni (1, 7-9) - (2, 1-2) - (3, 4-6) - (4, 9-10) - (4, 14-16) - Apocalisse di Giovanni (1, 4-5) - (5-11) - (7, 9-10). Quindi non fu Paolo di Tarso a “creare” questa credenza, ma furono tutti gli Apostoli e gli Evangelisti a divulgarla. La prova che questa credenza è vera (ossia che i primi cristiani ci credevano realmente), è il fatto che gli Apostoli andarono poi alla morte pur di non rinnegarla e di non rinnegare la Risurrezione di Gesù.
Spesso Biglino dice: “La Chiesa nei prossimi anni abbandonerà, l’Antico Testamento”. Da questa frase si evince che Biglino non ha capito il senso della Bibbia, e non ha neppure capito quale è l’oggetto della Bibbia. La Bibbia, considerata nella sua totalità, Antico e Nuovo Testamento, non è altro che la descrizione del progetto di Dio, iniziato con la creazione del mondo e dell’uomo. Dio ha amato l’uomo e per questo gli ha dato il libero arbitrio, la possibilità di fare delle scelte. L’uomo però, dopo essere stato tentato da Satana ha voluto scegliere di scalzare Dio, anzi ha tentato di diventare egli stesso Dio. Per questo si parla di “peccato originale” e di “caduta dell’uomo”. L’uomo ha scelto il peccato e la conseguenza del peccato è la morte. Lettera ai Romani (6, 23):

“Perché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesu’ nostro Signore”.

Malgrado ciò Dio non ha abbandonato l’uomo. Ha inviato i profeti che annunciavano la missione di suo Figlio sulla terra. Infine ha inviato il Figlio, che è venuto con lo scopo principale di “togliere il peccato del mondo”, (Vangelo di Giovanni 1, 29), e stabilire con il suo sangue, un nuovo patto, tra Dio e l’uomo, il Nuovo Testamento. Se osserviamo la Bibbia da un punto di vista amplio, ci rendiamo conto che essa è fortemente incentrata su Gesù Cristo, che è Dio stesso, il Verbo che si è fatto carne (Vangelo di Giovanni 1, 14). Pertanto sostenere che la Chiesa abbandonerà l’Antico Testamento è una banalità che può essere detta solo da chi non ha capito il senso della Bibbia. Se la Chiesa Cattolica, per un fatto fortuito, abbandonasse l’Antico Testamento, ci saranno sempre milioni di cristiani che considereranno che la Bibbia, incluso l’Antico Testamento, è la Parola di Dio, e pertanto non l’abbandoneranno mai. In ultima analisi Mauro Biglino non considera che coloro che hanno vissuto con Gesù Cristo, e coloro che hanno scritto il Nuovo Testamento erano ebrei ed erano le persone al mondo più qualificate per farci sapere chi era Gesù Cristo. E non considera che essi sono poi andati alla morte pur di non rinnegare quello che avevano scritto. Lo scopo ultimo di Biglino è di negare Gesù Cristo e il suo sacrificio sulla croce.

Confutazione:

Iniziamo ora con la confutazione delle tesi di Mauro Biglino riferite al Nuovo Testamento. A Pag 133 del suo libro “Antico e Nuovo Testamento libri senza Dio”, inizia il cap. 5, il cui titolo è “Giosuè/Gesù figlio di Dio o figlio di un El?”
Nel secondo paragrafo Biglino scrive:

Molti dicono di aver compreso che l’Antico Testamento è un libro che narra le vicende e le cronache di un’operazione di conquista territoriale (mai riuscita appieno): un libro di guerra, pieno di eccidi e stermini, sotterfugi, inganni, uccisioni e tradimenti, atti assolutamente inaccettabili e immorali”.

Innanzitutto, chi sarebbero i: “molti”? Dalle statistiche ufficiali risulta che nel pianeta terra vi sono circa 2,3 miliardi di credenti in Gesù Cristo e che quindi considerano che la Bibbia è la Parola di Dio (per Bibbia s’intende l’insieme dei libri dell’Antico Testamento più il libri del Nuovo Testamento). I credenti in Gesù Cristo hanno chiaro che l’Antico Testamento non è altro che l’insieme dei Libri dove si anuncia la venuta di Cristo (sono circa 300 profezie, vedi nota 1).

Biglino continua e scrive (pag. 133-134):

“Queste stesse persone che hanno compreso la natura del Vecchio Testamento, compiono però un passo successivo che appare incoerente: affermano che il Nuovo Testamento è diverso e contiene parole di verità pronunciate dal figlio di un Dio di amore che tendeva rivolgere il suo messaggio all’umanità intera inserendola nel suo disegno di salvezza. Un’affermazione semplicistica e immotivata che trova fondamento solo nelle convinzioni della fede che accetta acriticamente le verità diffuse dalla Chiesa romana, perché bisogna invece prendere atto di una realtà ben diversa”.

Da questa frase si evince l’acredine che contraddistingue il Biglino, che dimostra di essere risentito con la Chiesa Cattolica romana, per motivi a noi ignoti. Dimostra però di non conoscere affatto la storia del Cristianesimo antico (mi riferisco ai primi tre secoli della nostra era). Come traspare da questa frase, Biglino sosterrebbe che la Chiesa romana abbia costruito un qualcosa di falso, per scopi occulti. Peccato però che la Chiesa romana, nei primi tre secoli della nostra era, (l’era di Cristo), era soltanto una delle Chiese del Cristianesimo, e non vi era una Chiesa dominante. Fino al quinto secolo, infatti, le sedi apostoliche erano cinque: Gerusalemme, Alessandria d’Egitto, Antiochia (attuale Siria), Costantinopoli e Roma. Tuttavia, al di fuori dell’impero romano si erano sviluppate comunità di cristiani sin dal primo secolo, per esempio in Etiopia, in Armenia, ad Edessa (2), in Persia, e persino in India. Tutte queste comunità di Cristiani seguivano l’insegnamento di Cristo per una semplice ragione: perché qualcuno glielo aveva trasmesso. Chi era quel qualcuno? Gli Apostoli, naturalmente.
Se la Chiesa romana avesse diffuso delle “false tesi”, spacciandole per verità, non si spiega come queste stesse tesi, ci riferiamo al kerygma, naturalmente, ossia la credenza che Gesù Cristo è l’incarnazione del Verbo, è morto in croce per i nostri peccati ed è risorto dai morti il terzo giorno, si siano diffuse anche in tutte le altre comunità che ho citato. Il kerigma, e tutti il libri del Nuovo Testamento erano già letti e diffusi nel 170 d.C., (come dimostra il frammento muratoriano, vedi nota 3), pertanto la Chiesa romana, il cui potere si è consolidato a partire dal IV secolo, quando Costantino ha ufficializzato il culto (4) e ha attuato un sincretismo con alcuni culti pagani, non ha diffuso alcuna “falsa verità”.
Nella pag. 134, Biglino inizia a delineare quella che è la sua tesi principale, la tesi che gli ha occupato vari anni della sua vita: dimostrare che Gesù Cristo non è il Figlio di Dio, e che non ha tolto il peccato del mondo.
Infatti scrive:

“Ma noi dobbiamo prendere atto di due elementi che si presentano con evidenza agli occhi di chi legge la Bibbia con mente libera dai condizionamenti dottrinali. Così facendo apprendiamo che i due elementi fondamentali che spiegherebbero e giustificherebbero la venuta di Cristo sulla Terra sono in realtà fallaci o meglio ancora inesistenti:
-Il Dio padre sarebbe (secondo la dottrina), il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, cioè Yahweh, ma è chiaro che Yahweh non è Dio, bensì solo uno dei tanti Elohim, che si sono spartiti il territorio.
-Nella Bibbia non c’è traccia di peccato originale.”

Innanzitutto noto che Biglino ha scritto la parola “Terra”, in maiuscolo, come se il nostro pianeta fosse una Divinità. Ma il nostro pianeta non è una Divinità, è solo una sfera petrea e acquosa che ruota su se stessa e intorno al sole.
In questi frasi di Biglino che ho appena riportato si delinea tutta la sua strategia, infatti nelle sue conferenze Biglino dice spesso: “Siccome YHWH non è Dio allora Gesù di chi è figlio?”.
Ma nelle sue elucubrazioni sull’Antico Testamento, Biglino non ha dimostrato che IO SONO - YHWH non è Dio, e non ha neppure dimostrato che gli ebrei dell’epoca pre-cristiana non credessero in YHWH come puro Spirito e Creatore del cielo e della terra. Ovviamente Biglino nei suoi libri e nelle sue conferenze ha fatto risaltare i passaggi che secondo lui indicano qualche forma di violenza da parte di YHWH (dimenticando invece che era semplicemente la punizione che Dio attuava nei confronti di peccatori che lui già sapeva non si sarebbero convertiti, vedere nota 5), e non ha fatto risaltare i passaggi, innumerevoli nell’Antico Testamento, dove gli ebrei si rivolgono a YHWH come puro Spirito, il Creatore del mondo, l’Onnipotente, l’Onniscente, l’Onnipresente, tutte caratteristiche peculiari di Dio, ossia della Causa Prima, e non di un essere alieno (al quale spesso il Biglino allude, insertandosi in un filone, quello degli antichi astronauti, molto di moda in questo periodo, anche per i fantasiosi episodi che appaiono su History Channel).
Per quanto riguarda il peccato originale, Mauro Biglino afferma spesso che nella Bibbia questo concetto non sarebbe presente. Innanzitutto si può far notare che vi sono correnti nell'ebraismo che invece credono nel concetto del peccato originale e altre che non vi credono, come fa risaltare per esempio l’autore Shaul Magid (2008), nel suo libro “From Metaphysics to Midrash: Myth, History, and the Interpretation of Scripture in Lurianic Kabbala”. (Indiana University Press. p. 238. Retrieved 9 February 2014). (6)
Infatti al punto 8 del link riportato alla nota (6) è scritto (traduzione mia dall’inglese):

Ci sono varie fonti antiche rabbiniche che indicano la nozione di un peccato “ereditato” (si intende ereditato da persona a persona), per esempio Pirkei de Rebbe Eliezer 13 e 21, Genesi Raba 12, 5; Levitico Raba 21: 4, Deuteronomio Raba 11, 9. Cohen suggerisce tre categorie basilari di come gli antichi rabbini si sono occupati dell’argomento: 1-Corruzione della stirpe da un punto di vista ereditario 2- Il peccato di Adamo punito attarverso la sua progenie 3- Tutti i peccati sono il risultato delle azioni di Adamo. Cohen suggerisce che molti rabbini ortodossi abbiano optato per il punto 3, mentre Paolo di Tarso optò per il punto 1”.

Infatti il punto fondamentale è che furono gli Apostoli e gli Evangelisti, che erano ebrei, e che conoscevano molto bene il Tanakh, che diffusero il concetto che Gesù Cristo venne per togliere il peccato. Quindi l’importante è vedere quello che loro credevano, e quello per cui erano disposti a morire.

Anche a pag. 135 Biglino continua a ribadire che nell’Antico Testamento non ci sarebbe traccia di nessun Dio Padre. Ovviamente ignora passaggi biblici come questi:

IO SONO è
Esodo (3, 14):

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”»

IO SONO è il Primo e l'Ultimo
Libro di Isaia (44, 6):

Così dice il Signore, il re d’Israele,
il suo redentore, il Signore degli eserciti:
«Io sono il primo e io l’ultimo;
fuori di me non vi sono dei.

IO SONO salva
Libro di Isaia (43, 3):

poichè io sono il Signore, tuo Dio,
il Santo d’Israele, il tuo salvatore.
Io do l’Egitto come prezzo per il tuo riscatto,
l’Etiopia e Seba al tuo posto.

IO SONO giudica
Salmi (96, 13):

davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

IO SONO è redentore
Libro di Isaia (48, 17):

Dice il Signore, tuo redentore,
il Santo d’Israele:
«Io sono il Signore, tuo Dio,
che ti insegno per il tuo bene,
che ti guido per la strada su cui devi andare.

A pag. 135 Biglino scrive:

“Da questo si comprende che il problema del Nuovo Testamento non risiede tanto nelle traduzioni forzate (anche se sono ben presenti), o nelle interpretazioni di un testo scritto in greco, bensì in ciò che hanno deliberatamente inventato quando l’hanno scritto.”

Qui Biglino scopre le sue carte e scrive che il Nuovo Testamento sarebbe un libro inventato. La tesi dell’invenzione a tavolino dei Vangeli e della Divinità  di Gesù è stata già proposta in passato, ma è stata scartata per vari motivi.
Ammettiamo per un attimo che Biglino avesse ragione: è stata tutta un’invenzione e la figura di Gesù è stata divinizzata. Qui prodest? Chi ci guadagnava da tutto cio? Nessuno, anzi.
Innanzitutto analizziamo un primo punto per confutare la tesi di Biglino. Sappiamo che gli autori del Nuovo Testamento furono otto e di questi otto almeno sette erano ebrei (vi sono comunque teorie che anche Luca fosse ebreo, ma comunque è maggioritariamente accettato che Luca fosse un ellenico giudaizzato). Per quale motivo otto ebrei, fedeli quindi alla Legge mosaica, avrebbero dovuto inventare qualcosa di falso, dichiarando il falso e improntando tutta la loro vita con lo scopo di sostenere il falso?
In quel tempo andare in giro a dire che Gesù Cristo era il Figlio di Dio ed era risorto dalla morte era molto pericoloso. Non solo era considerato blasfemia dagli ebrei (che infatti lapidarono molti cristiani, a cominciare da Stefano), ma era pericoloso anche sostenerlo davanti ai romani, per i quali l’imperatore era considerato dio. Quindi, il supposto gruppo di falsari dei Vangeli e degli altri libri del Nuovo Testamento cosa ci guadagnava? Di solito si trama un complotto, e si diffondono idee false per poter lucrarci sopra, o per acquisire alcun potere, ma i primi cristiani non ambivano a nessun potere terreno, anzi, rifuggevano il potere, che consideravano uguale alle tenebre, e e cercavano la Verità, che consideravano essere esattamente una persona: Gesù Cristo. Quello che ho appena scritto deriva dallo studio dell’età patristica prenicena, che a sua volta si basa su documenti storici e ritrovamenti archeologici (tombe cristiane) (7).
Inoltre c’è un altro punto, ancora più importante del primo, che smonta le tesi di Biglino: anche ammesso che un limitato gruppo di persone si fosse unito e abbia scritto i Vangeli a tavolino, come sarebbe stato possibile divulgare la nuova credenza, basata su eventi soprannaturali, alle masse?
Con un semplice libro non si può convincere qualcuno della Divinità di Cristo e della sua Risurrezione dai morti. Per convincere un non credente a credere, bisognava predicare nelle strade, e bisognava predicare con le lacrime agli occhi, ossia credendoci veramente. Infatti il Cristianesimo non è una credenza in un dio impersonale come per esempio le religioni misteriche, dove si descriveva un’anima universale lontana e fredda. Il Cristianesimo è basato su fatti realmente accaduti e se il predicatore non crede veramente in quello che sta predicando, nessuno gli crederebbe. Ve lo immaginate il gruppo di complottisti falsari, quelli che Biglino dice che scrissero a tavolino i Vangeli, andare a predicare in qualcosa che non credevano loro stessi per primi? E in piu andare a predicare sapendo di poter essere uccisi? La logica stessa sconfessa le tesi del Biglino.

Sempre a pag. 135 il Biglino scrive:

“Per il Nuovo Testamento in particolare gli autori cosidetti “canonici” (anche supponendo che siano veramente quelli che conosciamo, cosa che non è più accetata da nessuno studioso), non hanno mai conosciuto il personaggio di cui parlano”.

In questa frase Biglino ha fatto alcune considerazioni, che possono essere facilmente smentite. Biglino scrive che “nessuno studioso accetta che gli autori cosidetti “canonici”  siano veramente quelli che conosciamo”. Bisognerebbe che Biglino portasse le prove documentali che gli autori dei Vangeli non corrispondono effettivamente a Matteo, Marco, Luca e Giovanni. In realtà, il dibattito sulla paternità dei Vangeli dura da circa 1700 anni, fin dai tempi di Eusebio di Cesarea (IV secolo). Sebbene vi siano stati vari studiosi che abbiano proposto che gli autori dei Vangeli non siano stati i quattro tradizionali autori, nessuno ha mai portato una prova definitiva che dimostra questa tesi. Al contrario, vi sono varie prove indirette che dimostrano che gli autori dei quattro Vangeli sono stati proprio i quattro evangelisti citati dalla tradizione, ossia Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Per esempio per Giovanni Apostolo, abbiamo la citazione di Ireneo, che testimonia che lui è l’autore del quarto Vangelo (8). A conferma di questa tesi abbiamo poi il frammento muratoriano, dove si descrive Giovanni come l’autore del quarto Vangelo, coaudiuvato dall’Apostolo Andrea (9). Anche per gli altri Vangeli e per gli altri scritti del Nuovo Testamento vi sono fonti documentali che provano l’attribuzione dell’opera proprio agli otto tradizionali autori (Matteo, Marco, Luca, Giovanni, Paolo di Tarso, Giacomo, Pietro, Giuda)(10). Pertanto vediamo que questa considerazione di Biglino non è basata su fatti storici, ma è  solo una sua elucubrazione. Anche la seconda considerazione di Biglino:

“gli autori cosidetti “canonici” non hanno mai conosciuto il personaggio di cui parlano”,

non ha basi storiche ma è piuttosto una sua considerazione personale.

Nell’ultima parte della pagina 135 Biglino torna a descrivere l’ipotesi del “complotto degli Evangelisti”, e questa volta aggiunge qualcosa in più alla sua strategia: scrive che il personaggio di Gesù sarebbe stato adattato a divinità molto diffuse nel tempo: Dionisio, Attis, Horus, Mitra.
Queste tesi della possibile attinenza di Gesù ad altri personaggi mitologici del passato è stata ampiamente smentita da molti studiosi. Qui mi limito a sottolineare che per nessuna di queste figure mitologiche vi sono fonti storiche che provino la loro esistenza reale, ed inoltre anche la storia dei singoli personaggi mitologici è completamente diversa da quella, reale, di Gesù Cristo. Per chi volesse approfondire questo argomento ho scritto un articolo sul tema della non attinenza tra Gesù e Horus (11).

A pag. 136 Biglino continua a sviluppare la sua tesi sostendo che fu Paolo di Tarso ad inventare la cristologìa, ossia il kerygma.
Questa è una tesi falsa, che è stata smontata ampiamente nel corso della storia, ma periodicamente qualcuno la riutilizza, con lo scopo di portare avanti le sue tesi.
Innanzitutto è vero che Paolo di Tarso iniziò a scrivere le sue Lettere prima della stesura dei quattro Vangeli. Però vi sono alcune eccezioni. Per lo studioso J. Carmignac il Vangelo di Matteo sarebbe stato scritto nel 45 d.C. inizialmente in aramaico (12). Inoltre secondo lo studioso O’Callaghan, uno dei frammenti dei Rotoli del Mar Morto, sarebbe parte del Vangelo di Marco, e risalirebbe addirittura al 50 d.C. (13), (quindi entrambi sarebbero stati scritti prima delle Lettere paoline). In secondo luogo è improprio dire che Paolo di Tarso avrebbe influenzato gli altri Apostoli e gli Evangelisti. Per vari motivi: innanzitutto se prima del concilio di Gerusalemme gli Apostoli si fossero resi conto che Paolo di Tarso sosteneva delle tesi non coincidenti con il messaggio centrale di Gesù Cristo, ossia il kerygma, lo avrebbero allontanato e scomunicato e non gli avrebbero permesso di predicare la parola del Signore. In secondo luogo le Lettere di Paolo furono dirette alle comunità cristiane dei tessalonicesi, dei corinzi, dei galati, dei filippesi, dei romani, degli efesini e dei colossesi. Pertanto queste lettere inizialmente non giunsero al cospetto degli altri Evangelisti, che quindi non avrebbero certo potuto copiarne i contenuti. In terzo luogo bisogna considerare che Paolo di Tarso non viaggiò in Egitto, ne a Bisanzio (Costantinopoli), ne in Armenia, ne in Etiopia, ne in Persia e tantomeno in India. Però in quei posti si diffuse il kerygma fin dal I secolo, ossia il messaggio centrale del Cristianesimo basato sul pentimento dei propri peccati, sull’espiazione dei peccati da parte di Gesù Cristo sulla croce e sulla Risurrezione di Gesù Cristo. Chi diffuse il kerygma in quei territorio dove Paolo di Tarso non viaggiò? Gli Apostoli, naturalmente. Se Paolo di Tarso avesse inventato qualcosa, e se il suo predicare non fosse stato perfettamente coincidente con l’insegnamento di Gesù Cristo, ne sarebbe risultato che nei luoghi che ho citato si sarebbe diffuso un qualcosa di diverso, mentre solo nelle aree visitate da Paolo si sarebbe diffuso il kerygma, ma come sappiamo non fu così, per esempio in Egitto si diffuse il kerygma e il Cristianesimo apostolico, esattamente uguale al Cristianesimo diffuso da Paolo, e il primo che lo diffuse fu l’Evangelista Marco. E via di seguito per gli altri luoghi da me citati: Andrea per Bisanzio, Giuda Taddeo e Bartolomeo per l’Armenia, Tommaso per l’India ecc.
La frase di Biglino a pag. 136 quindi dove sostiene che

“le affermazioni di Paolo erano assolutamente false, prive di fondamento e inaccettabili”,

è senza senso, priva di logica e anche priva di rispetto per un uomo, Paolo di Tarso, che andò al martirio pur di non rinnegare quello che aveva scritto e detto su Gesù Cristo. Naturalmente le fonti storiche sul martirio di Paolo di Tarso sono numerose (14).
Nel paragrafo successivo, sempre a pag. 136, Biglino fa accenno al fatto che Gesù sia stato un ribelle antiromano, e poi nella sua nota 37, fa riferimento al libro di David Donnini “Gesù Messia di Israele”. La tesi di Gesù ribelle e rivoluzionario anti-romano è vecchia e datata, e ad oggi non ha alcun peso tra gli storici seri del Nuovo Testamento. Se Gesù fosse stato un semplice rivoluzionario anti-romano non si spiega perché i suoi seguaci abbiano dovuto divulgare la sua morte salvifica e la sua Risurrezione, peraltro rischiando fin da subito la vita (infatti Stefano fu martirizzato negli anni inmediatamente sucessivi alla Risurrezione). E’ una tesi non basata su fatti storici, smentita dalle stesse fonti storiche non cristiane (Giuseppe Flavio, Tacito, Svetonio, Plinio il Giovane), e smentita persino dalle fonti cristiane apocrife, come i Vangeli gnostici. Ho comunque già confutato nel merito le tesi di David Donnini e chi fosse interessato può leggere i miei corrispondenti due articoli (15).
Nella pagina 137 Biglino scrive:

“Volendo concedere che Giosuè/Gesù sia realmente esistito – cosa di cui non abbiamo documentazione storica –

Qui Biglino dimostra di non conoscere la storicità di Gesù Cristo. Gesù è infatti uno dei personaggi meglio documentati di tutti i tempi e le fonti storiche dove viene citato sono talmente tante che oggigiorno nessuno storico serio del Nuovo Testamento mette in dubbio la sua effettiva storicità. Ho scritto un articolo dove ho indicato tutte le fonti storiche a supporto della storicità di Gesù (16).

Nella pagina 137  Biglino fa delle considerazioni prive di logica su Yahweh, come se Yahweh fosse un individuo in carne ed ossa ancora vivente.
Poi continua sostenendo che Maria è stata visitata da un Gavriel (la parola è stata riportata come è stata scritta da Biglino), che secondo Biglino sarebbe un

“termine che in ebraico indica il potere di un El (singolare di Elohim) e per estensione uno che esercita il potere per conto di un El”.

L’etimologia ebraica del nome Gabriele, che in ebraico si scrive גַּבְרִיאֵ֕ל  è “Dio è la mia forza”. La radice El significa infatti “Dio” o “deità”, in ebraico. El è semplicemente uno dei nomi di Dio, che come sappiamo nella Bibbia sono numerosi.
Sul finire della pag. 137 Biglino inizia a sviluppare una tesi fantasiosa, ma ovviamente lo fa in modo astuto e accativante, in modo da portare il lettore a credere che quello che lui ha scritto possa avere un fondo di verità. Vediamo. Biglino cita l’Antico Testamento (Libro di Daniele 9, 20-22), con lo scopo di dimostrare che Gabriele non era un angelo, ma qualcosa di diverso.
Biglino non svela subito chi fosse per lui Gabriele, ma sostiene che nel passo di Daniele (9, 21), ci sia il termine בִּיעָ֔ף che secondo lui dovrebbe essere tradotto con “fatica di” (in fondo alla pagina 138). Questa traduzione di Biglino si rivela errata infatti il sito web biblehub.com traduce con l’inglese “swiftly” che significa “rapidamente”, (17).
In pratica Biglino vuol mostrare che l’angelo Gabriele, o l’individuo che si faceva chiamare Gabriele era “affaticato”, e quindi non poteva essere un angelo, uno spirito. E’ la solita strategia di Biglino, che tenta di smontare l’Antico Testamento per poi arrivare a tentare di smontare il Nuovo Testamento, ossia la persona di Gesù Cristo.
Verso la fine della pagina 139 Biglino continua con la sua strategia e sostiene che Gabriele abbia fatto in realtà un apprezzamento sulla bellezza di Maria quando la vide.
Vediamo il passaggio corrispondente del Vangelo di Luca (1, 28):

Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».

Ma poi Biglino sostiene, tentando una audace mistificazione dell’idioma greco che

Χαῖρε κεχαριτωμένη

non significhi appunto “Rallegrati, piena di grazia”, ma significhi: “sii felice, tu che ti sei fatta carina” (pag. 140).
In pratica, come Biglino spiega sulla fine della pagina 140 quello che per lui non era un angelo, ma probabilmente un extra-terrestre si sarebbe accopiato con Maria, per la procreazione di un semi-extraterrestre.
La fantasia di Biglino è talmente fervida che arriva ad immaginare qualcosa non solo di anti-storico (non provato da alcun documento storico), ma anche anti-logico. Se infatti un ipotetico essere extra-terrestre avesse tentato di unirsi a Maria, lei non avrebbe certo accondisceso a quella unione, che secondo i costumi del tempo sarebbe stato un peccato grave, punibile con la morte (ogni rapporto sessuale doveva avvenire dentro del matrimonio).
La tesi di Biglino si rivela pertanto priva di alcun fondamento, prima di tutto perché parte da premesse errate (l’etimologia errata del termine בִּיעָ֔ף e la traduzione errata del verso 1, 28 del Vangelo di Luca), ma soprattutto perché giunge a conclusioni assurde.
Nella pagina 141, Biglino continua sostenendo la sua tesi assurda, ma questa volta cita il papiro Bodmer (scrive erroneamente Bodomer, ma si riferisce ai papiri Bodmer).
Ecco il testo citato:

Lei pianse amaramente esclamando così: "Pura io sono, e uomo non conosco". E Giuseppe le disse: "Donde è dunque questo nel tuo ventre?". Lei rispose: "Viva il Signore mio Dio. perché non conosco donde è in me". Giuseppe ebbe molta paura e restò cheto a suo riguardo, riflettendo su che fare di lei.
Giuseppe pensava: "Se nasconderò la sua trasgressione, sarò trovato in contrasto con la legge del Signore; se la manifesterò ai figli di Israele, temo che quanto è in lei sia da un angelo, e io sia trovato traditore di sangue innocente per una condanna a morte. Che farò dunque di lei? In segreto la ripudierò da me".

Ovviamente Biglino non spiega esattamente di che testo si tratta. (Nella sua nota 40 indica genericamente che i papiri Bodmer furono scoperti in Egitto nel 1952. Inoltre si nota che Biglino ha fatto un copia e incolla da Wikipedia, leggete infatti la sua nota 40 e confrontatela con il secondo paragrafo che è scritto alla voce https://it.wikipedia.org/wiki/Papiri_Bodmer).
Il testo in questione, riportato da Biglino, è tratto dal papiro Bodmer V (vedi nota 18), che contiene il testo della “Natività di Maria” e l’Apocalisse di Giacomo. Sono testi apocrifi non inclusi nella Bibbia e risalenti al IV secolo.
Ovviamente noi dobbiamo capire il perché Biglino ha citato questo passo della “Natività di Maria”. Biglino vuole mostrare che Giuseppe credeva realmente che Maria avesse avuto un rapporto sessuale. Ovviamente Biglino astutamente non riporta il passo successivo del testo apocrifo. Vediamolo:

Ed ecco un angelo del Signore apparve a lui in sogno dicendo: "Non temere questa fanciulla! Ciò che è in lei viene dallo Spirito santo. Ti partorirà un figlio e gli darai nome Gesù: egli, infatti, salverà il suo popolo dai suoi peccati". E Giuseppe si alzò dal sonno e glorificò il Dio di Israele che gli aveva concesso la sua grazia. E seguitò a custodire la fanciulla.

Quindi vediamo che persino uno scritto apocrifo, risalente al IV secolo riporta che l’Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe per comunicargli che era stato lo Spirito Santo a provocare la gravidanza di Maria. Ma Biglino ha omesso questo passo, pensando che i suoi lettori disattenti lo prendessero come oro colato. Si dimostra pertanto che perfino uno scritto apocrifo conferma il racconto del Vangelo di Luca.
Ve lo immaginate l’extra-terrestre che si avvicina a Giuseppe e che gli dice che non deve temere perché lui si è accopiato con Maria? Pure invezioni della mente di Biglino, senza alcuna base storica, ne logica.

Biglino quindi cita un passaggio del libro “Apocrifi del Nuovo Testamento” dell’autore Luigi Moraldi, dove si sostiene che “fatti del genere fossero avvenuti fin dalle prime generazioni umani”. Non si capisce a quali fatti ci si riferisca, e comunque successivamente si fanno dei confusi riferimenti al libro dei Giubilei, a qullo di Enoch, entrambi testi apocrifi dell’Antico Testamento. Luigi Moraldi, in ogni caso, sebbene portò a termine degli studi sui testi apocrifi, non fu uno studioso internazionalmente riconosciuto.

Sul finire della pagina 141 Biglino cita il Protovangelo di Giacomo e scrive tra parentesi: “testo considerato apócrifo”, come se invece la Natività di Maria citata da lui prima non lo fosse. All’inizio della pagina 142, Biglino fa un’altro copia e incolla da Wikipedia (basta andare sulla pagina: https://it.wikipedia.org/wiki/Protovangelo_di_Giacomo leggere la prima frase e confrontarla con la frase riportata da Biglino all’inizio di pag. 142).
Quindi Biglino riporta questo passaggio del Protovangelo di Giacomo (14, 1):

"Giuseppe ebbe molta paura. Si appartò da lei riflettendo che cosa dovesse farne di lei. Giuseppe pensava: 'Se nasconderò il suo errore, mi troverò a combattere con la legge del Signore; la denunzierei ai figli di Israele, ma temo che quello che è in lei provenga da un angelo, e in questo caso mi troverei a avere consegnato a giudizio di morte un sangue innocente. Dunque, che farò di lei?

Anche qui, furbescamente, Biglino non riporta il passaggio successivo, il 14, 2):

"Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: 'Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati'"(Mt 20-21). "Giuseppe si levò dal sonno, glorificò il Dio di Israele che gli aveva concesso questo privilegio, e la custodì."

Anche nel Protovangelo di Giacomo, quindi, si ribadisce che l’Angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe per comunicargli che era stato lo Spirito Santo a provocare la gravidanza di Maria, ma anche questa volta, Biglino omette questo passo.
In seguito a pag. 142, il Biglino riporta un altro commento del Moraldi, nel quale si mostra Gesù come un figlio illegittimo e Maria come un’adultera, ovviemente senza alcuna fonte storica.
Sempre con lo scopo di ribadire che Maria ebbe un rapporto sessuale con “l’individuo chiamato Gabriele”, (o che forse Gabriele abbia potuto fecondare Maria in modo tecnologico), Biglino cita il codice Arundel 404 che secondo Biglino risalirebbe al “XIV secolo come copia di un Vangelo del II-III secolo conosciuto come Liber de Infantia Salvatoris o Natività di Maria e di Gesù”.

Biglino (a pag. 143), riporta questi passaggi :

[A37] Sei mesi dopo il suo concepimento, mentre capitavano tali cose, Giuseppe ritornò in casa dal suo lavoro; essendo falegname, era stato occupato in Cafarnao marittima e vi era rimasto otto mesi. Trovata Maria incinta,
[A38] tremò tutto e, nell'angoscia, si batteva la faccia, si gettava a terra e piangeva amaramente,
[A39] dicendo: "Prendi, Signore, il mio spirito! Preferisco morire piuttosto che vivere". E esclamò: "Con che faccia guarderò il Signore? O come lo potrò pregare per questa fanciulla? L'ho ricevuta vergine dal tempio del Signore, Dio mio, e non l'ho custodita. Chi avrebbe pensato che mi sarebbe capitata una cosa simile? Chi è che mi ha insidiato, chi ha osato perpetrare tali cose in casa mia distogliendo dalle vergini la vergine immacolata Maria? […]

[A40] Quelle vergini che erano con lei gli risposero: "Noi sappiamo che nessun uomo l'ha mai toccata. Sappiamo che in lei l'integrità e la verginità sono state custodite con immacolata perseveranza. Infatti restò sempre in preghiera con Dio. Ogni giorno riceveva il cibo dalle mani di un angelo. Come può essere che in lei vi sia un qualche peccato? Se vuoi che ti manifestiamo il nostro pensiero: nessuno la può aver resa incinta se non un angelo di Dio". Rispose Giuseppe: "Perché volete che io creda quanto voi mi dite, e cioè che l'abbia ingravidata un angelo di Dio? E' vero, anche questo può accadere. Ma un angelo di Dio santifica la persona che ingravida, non le rimane corruzione alcuna, nessuna contaminazione, ma è l'espressione della parola divina. E se qualcuno si fosse finto, in modo credibile, un angelo per ingannarla?".

Biglino innanzitutto non riporta integralmente il passaggio A39. Omette infatti questo passaggio:

“O Signore, il tuo nome è da lodare in tutta la terra! Tu sai, Signore, che io sono innocente del suo sangue".

Potete facilmente verificare il testo esatto qui al link riportato nella nota 19.

In ogni caso Biglino dopo aver riportato questi passaggi esulta, infatti scrive:

“devo dire che la parte finale è meravigliosa: si può essere più umanamente concreti di così? Chi lo avrebbe mai detto!? Giuseppe teme addirittura che la sua sposa si sia fatta ingannare da uno che si finge un angelo: ma come sarebbe stato possibile fingersi angeli se questi ultimi non avessero avuto sembianze umane?”

Innanzitutto bisogna dire che il Liber de Infantia Salvatoris, secondo lo studioso Antonio Piñero Saenz risale al IX secolo e non al XIV secolo (20). Ricordiamo comunque che il Liber de Infantia Salvatoris è un testo apocrifo scritto nel medio-evo da una persona (o da più persone) che hanno vissuto centinaia di anni dopo la natività di Gesù e quindi non è affidabile per descrivere correttamente ciò che successe realmente.
Tuttavia, anche volendo considerare questo testo non si nota nulla di strano in quello che vi è scritto. Giuseppe era ovviamente scosso per l’accaduto e immagina che qualcuno possa aver mentito e si possa essere mostrato come angelo di Dio, senza esserlo.

Anche qui Biglino in modo astuto omette i passi successivi. Vediamo per esempio il paragrafo [A42]:

 Mentre così parlava in preghiera davanti al Signore, si alzò, chiamò Maria e le disse: "Maria, amata dal Signore, perché hai fatto questo e hai voluto manifestare la debolezza della tua anima davanti ai figli di Israele? Perché hai fatto questo, tu che sei stata nutrita nel tempio di Dio e fatta crescere nel santo dei santi, tu benedetta dal santo sacerdote dell'Altissimo, da tutti i sacerdoti del Signore e da tutte le tribù di Israele?". Così dicendo, gemette amaramente, rivolse gli occhi al cielo e disse: "Signore Dio, tu sai donde abbia avuto origine questo fatto". Maria, allora, piena di lacrime, disse: "Viva il Signore Dio mio, io ignoro donde provenga ciò che ho nell'utero".

E vediamo il paragrafo [A44]:

Mentre così parlava in preghiera davanti al Signore, si alzò, chiamò Maria e le disse: "Maria, amata dal Signore, perché hai fatto questo e hai voluto manifestare la debolezza della tua anima davanti ai figli di Israele? Perché hai fatto questo, tu che sei stata nutrita nel tempio di Dio e fatta crescere nel santo dei santi, tu benedetta dal santo sacerdote dell'Altissimo, da tutti i sacerdoti del Signore e da tutte le tribù di Israele?". Così dicendo, gemette amaramente, rivolse gli occhi al cielo e disse: "Signore Dio, tu sai donde abbia avuto origine questo fatto". Maria, allora, piena di lacrime, disse: "Viva il Signore Dio mio, io ignoro donde provenga ciò che ho nell'utero".
E mentre pensava di mandarla via, cadde la notte. Stava ordinando affinchè, levatasi, fuggisse di notte. Ma ecco che proprio in quella notte, in sogno, gli apparve un angelo del Signore, dicendo: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere a proposito di questa fanciulla! Prendila in moglie, giacchè ciò che è in lei viene dallo Spirito santo. Dal suo utero partorirà un figlio al quale darai nome Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato figlio dell'Altissimo. Egli stesso, infatti, salverà il suo popolo dai suoi peccati".

Quindi vediamo che nel passaggio A42 Maria ribadisce che non sa da dove provenga ciò che ha nell’utero. Nel passaggio A44 si ribadisce che l’Angelo apparve a Giuseppe, tranquilizzandolo. Vediamo pertanto che le elucubrazioni di Biglino cadono nel nulla. Persino in uno scritto Apocrifo del IX secolo si ribadisce che Maria non sapeva da dove veniva il suo bimbo, che stava crescendo nel suo utero, e si ribadisce che Giuseppe fu anch’egli visitato dall’Angelo del Signore.
Ma c’è di più: quando Biglino scrive:

“ma come sarebbe stato possibile fingersi angeli se questi ultimi non avessero avuto sembianze umane?”

Dimostra di non conoscere affatto la Bibbia. Infatti da vari passaggi biblici si evince che gli angeli possono rendersi visibili e assumere sembianze umane (per esempio in Genesi 19, 1, quando gli angeli apparvero concretamente a Lot).

In pratica Biglino sta sostenendo che l’Angelo che apparve a Maria aveva sembianze umane ed ebbe un rapporto sessuale con lei. Che avesse sembianze umane è possibile, ma non è possibile che ebbe relazioni sessuali con lei, perché lei si sarebbe rifiutata, essendo una donna corretta, che avrebbe avuto relazioni sessuali solo all’interno del matrimonio. Inoltre è proprio il testo che Biglino mostra come fosse la spiegazione della sua fantasiosa teoria che mostra che Maria non ebbe alcuna relazione con l’Angelo, infatti Maria disse:

"Viva il Signore Dio mio, io ignoro donde provenga ciò che ho nell'utero".

Proseguendo nella lettura della pag. 144 Biglino afferma che la parola greca μνηστευθείσης significa che Maria “di fatto era già stata data in sposa”. Ma ciò non corrisponde alla corretta traduzione della parola μνηστευθείσης che invece significa “essendo promessa sposa”, infatti notiamo che la traduzione dal greco all’inglese è: “having been betrothed”, da come si evince dal sito biblehub il cui link è alla nota 21.
Per tentare di confermare la sua assurda tesi, ossia la tesi che l’Angelo di Dio non fosse un vero angelo, ma un extra-terrestre che ebbe una relazione con Maria, Biglino continua nella sua trattazione, e cita un passaggio della Lettera agli Ebrei (13, 2):

Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli.

Perché Biglino cita questo passaggio della Lettera agli Ebrei? Perché, secondo la sua logica, vuole dimostrare che Maria pensò di aver a che fare con un angelo (Gabriele), ma che in realtà quell’individuo non era un angelo. Allora Biglino mostra questo passaggio della Lettera agli Ebrei, per sostenere che anche altri hanno accolto angeli senza saperlo.

Mostra poi, alla fine delle pag. 145 tre parole in greco facenti parte del verso della Lettera agli Ebrei 13, 2:

ἔλαθόν τινες ξενίσαντες

Biglino traduce con “furono ignari alcuni ospitanti”. La traduzione corretta è:

“senza saperlo hanno accolto degli angeli.”

Ancora sul finire della pagina 145 Biglino riafferma che gli Angeli erano individui in carne ed ossa, lasciando intendere che non erano Angeli di Dio, ma esseri extraterrestri. Abbiamo già spiegato che proprio la Bibbia insegna che gli angeli possono assumere sembianze umane (come si evince da Genesi, 19,1). Biglino pertanto non ha dimostrato nulla con queste sue elucubrazioni, ha solo espresso un opinione personale, non supportata dalla Bibbia, ne dagli scritti apocrifi, ne da fatti storici e neppure dalla logica.

Nella pag. 146 Biglino incalza e scrive:

“Nulla di spiritualmente sacro, tutto stupendamente molto materiale. Se così fosse Giosuè/Gesù potrebbe veramente essere il figlio di uno degli Elohim, cioè di un El potente: il messia sempre promesso per liberare il popolo dal giogo straniero e farlo ritornare in possesso della famosa terra promessa e mai veramente assegnata in toto, conquistata a macchia di leopardo”.

Questa frase di Biglino, oltre che essere assurda, è priva di logica e si contraddice con quello che ha scritto poco prima. Vediamo il perché. A pag. 136 Biglino aveva affermato che Gesù sarebbe stato un ribelle anti-romano, quindi un semplice rivoluzionario armato. Ora però sostiene che Gesù sia stato il figlio di un potente extraterrestre, quindi si contraddice con se stesso. Ma la frase di Biglino è anche assurda e priva di logica. Infatti se Gesù fosse stato veramente il figlio di un potente extraterrestre che aveva come scopo liberare Israele dal giogo dei romani, l’avrebbe fatto in un batter d’occhio, essendo più potente dei romani, vero? Infatti si suppone (è logica semplice) che se degli extraterrestri hanno raggiunto la terra da lontani pianeti abbiano una tecnologia talmente avanzata che ci metterebbero pochi secondi per sconfiggere qualsiasi esercito terrestre. Ma questo Biglino non lo scrive, e continua nella sua esposizione di fatti assurdi, sia storicamente che logicamente, con lo scopo di creare la sua storia.
Ma Biglino ha pronta una contromossa, spiega perché il Gesù figlio di un “Elohim” (in realtá Elohim è semplicemente uno dei nomi di Dio), non sia stato in grado di sconfiggere le armate romane:

Pag. 147
La realtà è che lui non poteva mantenere le promesse perché glielo impediva l’ostilità dei suoi colleghi Elohim, che erano dunque capaci di limitare le mire espansionistiche di un individuo che l’invenzione abile e fantasiosa della teologìa giudaico-cristiana ci descrive come un Dio omnipotente e onniscente.

Ecco la “saggia” risposta di Biglino: Gesù non è riuscito a sconfiggere i romani, perché altri “Elohim” (chissa per quali motivi) glielo hanno impedito. Insomma Biglino sta facendo intendere che vi siano state delle dispute tra “Elohim”. La sua fantasia è realmente profonda. Peccato che la storia (quella seria), sia un’altra cosa.
Ma ancora a pag 147 Biglino afferma che Yahweh esce di scena verso il secolo VI a.C. quando i Babilonesi occupano la terra di Canaan. Strano no? Se Yahwew fosse stato realmente un extraterrestre avrebbe avuto un potere talmente grande che avrebbe potuto sconfiggere i Babilonesi, ma anche qui Biglino stravolge la realtà, ossia il semplice fatto che Yahweh (IO SONO), non è altro che uno dei nomi di Dio, presentàndolo come un semplice essere extraterrestre.
All’inizio della pag. 148 Biglino torna sul tema di Gesù e scrive:

Rispondo subito a una domanda che sicuramente si presenta al lettore: ma se lui era il messia tanto atteso, perché gli ebrei, - fatta eccezione per i suoi seguaci diretti – non lo hanno riconosciuto e accettato?
La risposta è chiara e netta: perché ha fallito.
Il messia atteso doveva e poteva solo vincere, invece Giosuè/Gesù ha fatto la stessa tragica fine di molti altri suoi colleghi, predicatori messianisti, che si sono presentati in quei due secoli come liberatori e sono stati tutti miseramente sconfitti.

A questa affermazione di Biglino si risponde molto facilmente: inizialmente Biglino aveva affermato che Gesù era un rivoluzionario anti-romano, poi ha affermato che Gesù era il potente figlio di un “Elohim” (per lui un essere sovrumano extraterrestre), ed ora afferma che Gesù era un predicatore messianico, che fallì miseramente nella sua impresa. Pertanto notiamo che Biglino, lontano dall’essere un serio studioso di storia, mischia continuamente le carte, confondendosi e contraddicendosi lui stesso, senza avere ben chiaro cosa stia scrivendo. Se Gesù fosse stato un semplice predicatore messianico, non avrebbe potuto compiere i miracoli che ha compiuto, e soprattutto non avrebbe potuto risorgere dai morti con un corpo glorificato. Che cosa ci avrebbero guadagnato i suoi seguaci a divulgare che era il Figlio di Dio e che era risorto dai morti? Nulla, anzi avrebbero rischiato la vita e in effetti la rischiarono e furono uccisi a cominciare da Stefano protomartire. Naturalmente Biglino disconosce anche le profezie bibliche, che descrivono che il Messia sarebbe stato il liberatore dal peccato e non da una semplice dominazione straniera. Per approffondire le 300 profezie nell’Antico Testamento sulla venuta di Gesù Cristo sulla terra, vedere il link a nota 1.
Sul finire del pag. 148 Biglino tenta anche un improbabile commento del verso 18 del primo capitolo del Vangelo di Giovanni. Biglino riporta parte del verso in questione. Vediamolo tutto:

Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che lo ha fatto conoscere”.

Quindi Biglino afferma (pag. 148), che siccome Yahweh era molto ben conosciuto

“è lecito chiedersi se Giosuè/Gesù si riferisse realmente a lui o non piuttosto a qualche altro degli Elohim”.

Da queste frasi assurde si evince che Biglino è totalmente digiuno di teologia basica. Questo verso del Vangelo di Giovanni è talmente profondo che vari teologi hanno scritto capitoli interi per sviscerare il senso di cosa ci volle comunicare Giovanni Apostolo ed Evangelista, tra questi il greco Spiros Zodhiates. Secondo il teologo greco (23), Dio si è manifestato varie volte all’uomo (per esempio quando si è mostrato a Mosè), ma nessuno lo ha mai visto nella sua pienezza. Dopo averci detto che nessuno, mai ha potuto vedere Dio nella sua pienezza, Giovanni ci dice che vi è un’eccezione: “l'unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che lo ha fatto conoscere”.
In alcuni testi antichi vi è scritto μονογενὴς Θεὸς ossia “unigenito Dio”.
In pratica è solo attraverso il Figlio che possiamo arrivare a conoscere Dio Padre. Infatti Gesù ha detto: Vangelo di Giovanni (14, 9):

Gesù gli disse: «Da tanto tempo io sono con voi e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai dici: “Mostraci il Padre”?

Secondo Giovanni, Dio ha voluto rivelarsi completamente e lo ha fatto con Gesù Cristo, che viene chiamato Verbo, (Logos) e anche unigenito Figlio. La parola greca "monogenees" può significare (Great Lexicon of the Greek language): 1-figlio unico, ossia chi non ha fratelli o sorelle (come in Luca 8, 42); 2-L’unico di questa specie; 3-Della stessa natura. Secondo Zodhiates "monogenees" deve essere interpretato “della stessa natura, o della stessa sostanza”. Per Zodhiates pertanto anche “monogenees" è un indizio che Giovanni volesse intendere che Gesù Cristo, il Verbo, ha la stessa sostanza del Padre e pertanto, solo lui può farlo conoscere.
Ovviamente questi approffondimenti teologici non interessano a Biglino e neppure ai suoi fans, ma forse qualche lettore che leggerà questo articolo inizierà a capire che cosa voleva realmente indicare Giovanni quando scrisse i suoi famosi versi.
Nella pagina 149 Biglino inizia a parlare della Genealogia di Gesù, e sostiene che le due geneaologie, del Vangelo di Matteo e del Vangelo di Luca sarebbero in disaccordo l’una con l’altra. Anche qui Biglino tenta di denigrare la veridicità della Bibbia, ma il suo ennesimo tentativo cade nel nulla.
La confutazione di questa tesi è banale: tutti abbiamo due geneologie, una da parte di padre e una da parte di madre. Il vero Padre di Gesù è Dio, e quindi Gesù non poteva avere una genealogia da suo padre naturale. Tuttavia da un punto di vista legale il bambino Gesù dipendeva dall’uomo che si pensava essere suo padre, Giuseppe. E’ questa la ragione che vi sono due genealogie di Gesù nella Bibbia. (Chi fosse interessato può approfondire nelle note 23 e 24).
Nelle pagine 150 e 151 Biglino ipotizza che Gabriele abbia avuto un ruolo importante anche nella nascita di Giovanni il Battista. Velatamente Biglino fa intendere che Gabriele abbia avuto un rapporto sessuale (o forse abbia fecondato in modo tecnologico), anche con Elisabetta, la madre di Giovanni il Battista.
Anche queste considerazioni di Biglino sono fantasiose, non basate su documenti storici e contro la logica.
A Pag. 152 Biglino inizia ad occuparsi del battesimo di Gesù. Biglino inizia con riportare le quattro narrazioni del battesimo di Gesù così come sono riportate nei quattro Vangeli.
Nella pag. 153 Biglino riporta alcune parole greche corrispondenti al Vangelo di Luca (3, 22). Non le riporta però in forma corretta, ossia come sono realmente in sequenza nel testo greco.
Infatti il verso 3, 22 in greco è:

καὶ καταβῆναι τὸ Πνεῦμα τὸ Ἅγιον σωματικῷ εἴδει ὡς περιστερὰν ἐπ’ αὐτόν καὶ  φωνὴν ἐξ οὐρανοῦ γενέσθαι Σὺ εἶ ὁ Υἱός μου ὁ ἀγαπητός ἐν σοὶ εὐδόκησα

che significa:

e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Ma Biglino mostra solo le parole greche “Πνεῦμα καταβῆναι σωματικῷ εἴδει ὡς περιστερὰν”, (pronuncia: pneuma katabenai somatiko eidei os peristeran). Quindi queste parole vengono mostrate da Biglino non nella sequenza corretta.
Quindi Biglino nega che sia corretto tradurre il termine Πνεῦμα (pneuma), con “Spirito”. E Biglino sostiene che il termine Πνεῦμα (pneuma), corrisponde alla sostanza del termine ebraico רוח (ruach). Poi Biglino aggiunge che il termine ebraico:

“indica spesso un oggetto che vola, si sposta nello spazio seguendo direzioni precise, si libra sull’acqua, produce rumore e vento di tempesta, si alza, prende persone e le porta via, è collegato ad oggetti che si possono staccare da lui per muoversi autònomamente e poi riagganciarsi per procedere assieme; questi oggetti, per le loro caratteristiche strutturali e funzionali, sono paragonabili ad animali tra cui l’acquila…”

In pratica Biglino sta dando un interpretazione fantasiosa di un termine ebraico, quando invece stava commentando un termine greco. Strano no? Ma fa parte del suo modus operandi, mentre sta analizando una parola in greco passa a  commentare la corrispondente parola in ebraico e quindi assume che la prima parola in greco abbia la stessa caratteristica.
In ogni caso anche l’interpretazione che Biglino dà alla parola ruach, come fosse un’astronave o qualcosa di simile è assurda. Per esempio il biblista Danilo Valla ha scritto, sulla parola ruach:

“Nell'Antico Testamento “ruach” vuol dire a volte "vento" ma molto spesso significa "spirito". Una prova evidente si trova in Esodo 31, 1-3 e 35, 30-31, nel caso di Betsaleel che fu riempito di “Ruah Elohim” = “spirito di Dio”, per realizzare le opere artistiche del Tabernacolo e per inegnare ad altri”.

La frase di Valla ha un senso, infatti se l’interpretazione di Biglino fosse giusta, ossia che ruach volesse dire “astronave” o qualcosa di simile, non si spiegherebbe il senso di altri versi della Bibbia dove appare nuovamente questa parola, come per esempio nei versi citati da Valla.
Ma in ogni caso ricordiamo che Biglino stava commentando un testo greco, non ebraico. Πνεῦμα (pneuma), significa inequivocabilmente Spirito. Pertanto Luca voleva comunicarci che realmente lo Spirito Santo è disceso su Gesù in forma corporea simile a una colomba.
A pag. 154 Biglino continua la sua trattazione, sostenendo che probabilmente il Πνεῦμα del Vangelo di Luca, non era lo “Spirito di Dio” ma un “oggetto volante”. E’ una tesi fantasiosa, ma non supportata ne dalla semantica, ne dalle fonti storiche/documentali, ne dalla logica.
A pagina 155 Biglino si occupa della Trasfigurazione, l’episodio biblico narrato nei tre Vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca). Poi Biglino afferma che è un fatto molto strano che la Trasfigurazione non sia descritta nel Vangelo di Giovanni. Biglino sottolinea che siccome Giovanni non ha nominato nel suo quarto Vangelo, la Trasfigurazione, essa stessa dovrebbe essere falsa.
E’ una delle strategie di chi nega la veridicità dei Vangeli. Si prende un episodio e si sostiene che siccome quell’episodio non è narrato in tutti e quattro i Vangeli l’episodio stesso sarebbe inventato e la veridicità dei Vangeli cadrebbe. Invece il fatto che un particolare sia raccontano in un Vangelo e non in un altro, non è una prova che il fatto non sia successo, ma semplicemente che l’autore del Vangelo dove il fatto non è riportato ha preferito focalizzare il suo scritto su altri fatti. In pratica la non descrizione di un fatto non significa che il fatto non sia avvenuto, significa solo che non è stato descritto. E’ logica semplice, ma chi pensa di mistificare la Parola di Dio le prova tutte per tentare di affermare le sue tesi, non basate ne su fatti storici, ne sulla logica.
Sul finire della pagina 155 Biglino inizia a descrivere l’eventi della Trasfigurazione di Gesù. Ovviamente Biglino cerca di proporre delle traduzioni diverse del greco neo-testamentario per avvalorare e supportare le sue tesi. Inizialmente Biglino riporta il termine in greco μετεμορφώθη
utilizzato dagli Evangelisti Matteo e Marco. Il termine riportato da Biglino è:

μετεμορφώθη che significa: “fu trasfigurato”, ma Biglino lo traduce “cambiò forma”. Quindi Biglino afferma che il verbo in questione viene espresso nella forma “aoristo passivo” e pertanto Biglino si pone la domanda: “Gesù cambiò volontariamente o subì una trasformazione?”.
In questo caso Biglino sta astutamente facendo credere al lettore che Gesù non fosse completamente padrone di se stesso, e che forse stava subendo una trasformazione che altri gli imponevano. E’ una ipotesi fantasiosa, ma rientra nell’architettura generale di Biglino che vuole portare il lettore a credere nella sua tesi.

Da un punto di vista prettamente linguistico si può aggiungere che il cosiddetto aoristo, esprime un’azione generalmente “puntuale” non continuativa, un fatto cioè che avviene in un punto specifico nel tempo e nello spazio, che nel modo indicativo, ha anche l’aspetto temporale; quindi non corrisponde precisamente al nostro passato remoto o a un tempo passato. Poi, la forma passiva, una forma poco usata in greco, non corrisponde necessariamente alla nostra forma passiva, con un complemento d’agente, cioè, ma si confonde con la forma media, se non con la forma attiva, per cui il “fu trasfigurato” si può tradurre con “si trasfigurò”, introducendo un senso di forza interna al soggetto, un suo coinvolgimento anche emotivo e con le proprie forze.
Quindi Biglino accenna alla parola “esodo” (ἔξοδον, uscita), che viene utilizzata nel vangelo di Luca nel verso 9, 31. Poi Biglino scrive, come se si parlasse di un giallo poliziesco:

“Di che “uscita” si è parlato? Si sono stabilite le modalità della sua ripartenza? Si sono definiti tempi e modi del suo ritorno alla casa del “padre”?

E’ evidente che Biglino non è interessato a comprendere il vero significato della Trasfigurazione di Gesù, ma vuole portare il lettore in un’altra dimensione, non quella dell’evento mistico, ma quella fantasiosa del fatto reale dove i protagonisti sono degli esseri sovrumani o extraterrestri.
Il vero significato della Trasfigurazione è naturalmente un altro: Gesù innazitutto porta con sè i tre Apostoli, (Pietro, Giacomo e Giovanni), che che sono stati testimoni della risurrezione della figlia di Giàiro (vangelo di Luca 8,51). Quindi Gesù sale sul monte e prega. Ovviamente Biglino non si sofferma mai sulla preghiera, in quanto per lui non ha valore. La preghiera di Gesù precede l’evento mistico della Trasfigurazione, nel quale Gesù con la prossima risurrezione si colloca nella sfera della Trascendenza e della gloria divina. Infatti il suo volto è luminoso e glorioso. Mosè ed Elia sono due personaggi importanti nella Bibbia. Mosè è colui con il quale IO SONO – YHWH ha stabilito il patto mosaico. Elia ha ricoperto un ruolo importante nella difesa della vera fede in Dio. Entrambi i personaggi sono stati perseguitati, similmente a quello che succederà a Gesù. Il significato del termine “esodo”  rievoca la vicenda della liberazione di Israele. Allo stesso modo di come Israele verrà liberata nell’Esodo biblico, ora Israele e tutti i popoli verrano liberati dal peccato, con la morte di Gesù Cristo sulla croce. In effetti il termine “esodo” si riferisce al concetto di morte, ossia di uscita dalla vita terrena. A tale proposito vediamo il passo del Libro della Sapienza (non facente parte del Tanakh), (7, 6):

Una sola è l’entrata di tutti nella vita e uguale ne è l’uscita.

Ovviamente il luogo dove dovrà avvenire la morte di Gesù Cristo, il sacrificio finale e perfetto, è Gerusalemme, il luogo santo dove si sviluppa il progetto di Dio.

Biglino nella pagina 157 torna a sviluppare la sua tesi e si dedica ad analizzare i personaggi di Mosè ed Elia. Biglino riporta una frase del Libro Antichità Giudaiche di Giuseppe Flavio dove si afferma che una nube scese su di lui e quindi scomparve. In pratica Biglino vuole mostrare che Mosè non morì, ma fu asceso al cielo. In realtà questo fatto potrebbe essere parte di una tradizione extra-biblica. Però nella Bibbia vi è scritto chiaramente che Mosè morì, vediamo il passaggio corrispondente, in Deuteronomio (34, 5-8):

Così Mosè, servo dell'Eterno, morì là, nel paese di Moab, secondo la parola dell'Eterno. E l'Eterno lo seppellì nella valle del paese di Moab, di fronte a Beth-Peor; e nessuno ha conosciuto fino ad oggi il luogo della sua tomba. Or Mosè avevacentovent'anni quando morì; la sua vista non si era indebolita e il suo vigore non era venuto meno. E i figli d'Israele lo piansero nelle pianure di Moab per trenta giorni; poi i giorni di lutto e di pianto per Mosè terminarono.

Ma perché Biglino vuole far credere che Mosè non morì ma fu rapito in cielo?
Biglino vuol far passare la falsa tesi che anche Mosè sia stato rapito in cielo, perché vuole dimostrare che anche Mosè come Elia fu rapito da “una macchina volante”, sua tesi che spiega nella pagina 158.
Biglino inizia a spiegare una delle sue tesi principali: Elia fu rapito in cielo da una macchina volante. Si riferisce al passaggio biblico 2 Re (2, 11):

Mentre continuavano a camminare conversando, ecco un carro di fuoco e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo.

Per Biglino questo passaggio è una prova certa che Elia fu rapito da una astronave guidata dagli “Elohim” (che per lui sarebbero extraterrestri). Nella pagina 158 riporta parte del verso 2, 11 in ebraico, con le sue traduzioni corrispondenti in italiano.
Naturalmente questa è l’interpretazione fantasiosa di Biglino. Invece l’autore biblico potrebbe aver descritto l’episodio realmente avvenuto raffigurando Elia assunto in cielo da Dio in un carro trainato da possenti cavalli.
Ma Biglino aggiunge una frase ad effetto:

“Ciò che ci interessa qui è rilevare che il ruach che preleva Elia è una struttura assolutamente materiale, meccanica, cioè il mezzo volante con cui Elia lascia quel territorio per andare dagli Elohim.”

Il problema è che nel verso (2 Re 2, 11) non si nomina il termine ebraico רוח ruach, e neppure nei versi seguenti fino al (2, 14). Potete verivicare al link citato nella nota 25.
Quindi da dove tira fuori Biglino la parola ruach? Non sappiamo. Comunque Biglino nella pagina 159 fa una serie di domande fantasiose, ipotizzando che fu un astronave (Biglino scrive: oggetto volante) a rapire Elia.
A pag. 160 Biglino ritorna a focalizzarsi sul Nuovo Testamento e conclude che Mosè ed Elia sono entrambi stati rapiti in cielo (ma come ho fatto notare nella Bibbia non si afferma che Mosè fu rapito in cielo, ma solo che non si conosce il luogo della sua sepoltura).
Sempre a pagina 160 Biglino riporta il passaggio del Vangelo di Matteo (17, 10)

Allora i discepoli gli domandarono: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elia?».

Ma poi Biglino sorvola sulla giusta interpretazione. Infatti la risposta di Gesù è questa: Vangelo di Matteo (17, 11-13):

Ed egli rispose: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Quindi è lo stesso Matteo che ci rivela che Gesù stava parlando di Giovanni il Battista.
Nell’ultima parte della pagina 160 Biglino riporta un passaggio delle Antichità Giudaiche di Giuseppe Flavio, con lo scopo di rafforzare la sua tesi su Elia. E’ strano come Biglino citi spesso Antichità Giudaiche di Giuseppe Flavio dando per certo che sia un testo affidabile, e poi non citi mai il passaggio dello stesso libro detto Testimonium Flavianum, dove si descrive la vita e la Risurrezione di Gesù (Antichità giudaiche, XVIII 63-64), oppure dove si descrive il martirio di Giovanni il Battista (Antichità giudaiche, XVIII 116-119), oppure dove si descrive il martirio di Giacomo il minore (Antichità giudaiche, XX 200).

A pag. 161 Biglino ritorna a prospettare la tesi che Gesù fosse un attivista anti-romano. Dimostra quindi di contraddirsi continuamente: a pag 136 ha scritto che Gesù era un ribelle anti-romano; a pag 146 Biglino ha scritto che Gesù era un potente figlio di un “Elohim”, che per Biglino sarebbe un essere sovrumano, extraterreste; a pag. 161 Biglino torna a sostenere la tesi del Gesù rivoluzionario anti-romano.
Da ciò si dimostra che il Biglino non tiene un filo logico e non ha neppure chiaro quale sia la teoria che vuole esporre.
Quindi passa ad analizzare due frasi dette da Gesù Cristo quando era in croce, queste:

Vangelo di Matteo (27, 46):

Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».

Vangelo di Marco (15, 34):

Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».

Biglino nomina il prof. Giovanni Garbini di Roma e sostiene che lo stesso professore avrebbe fatto rilevare che la frase di Gesù sarebbe la citazione del “Salmo 22 in cui un sacerdote pronuncia un suo grido di dolore lamentando di essere tato ingiustamente condannato.”

In più Biglino aggiunge:

“Orbene la curiosità risiede nel fatto che la frase fatta pronunciare a Giosuè/Gesù è in ebraico con l’inatteso e inspiegabile inserimento di un termine aramaico, il verbo sabachtani, la cui radice non è presente nella lingua ebraica, infatti in ebraico il versetto contiene la formulazione azabtani. Abbiamo quindi una vera stranezza: un’intera frase ebraica (come testimoniato dai termini eloi o eli), vede inspiegabilmente inserito un verbo aramaico. In quest’ultima lingua infatti la frase avrebbe avuto la seguente formulazione: “il il lemana sebaqtani”, oppure “elahi elahi metul mah sebaqtani”. L’attenta analisi lingüìstica porta il prof. Garbini a ricostruire l’intero processo che ha portato al testo che noi conosciamo. In sintesi egli afferma che la formulazione originaria ebraica riportasse la radice zbch, che significa “sacrificare” e quindi il vero versetto originario del Salmo 22 avrebbe recitato così: “El mio, El mio perché mi hai sacrificato?”.

Sembra pertanto che Biglino ancora una volta con notevole astuzia stia tentando di supportare nuovamente la fantasiosa teoria che Gesù fosse il figlio di un “Elohim” o extraterrestre che però fu avversato da altri “Elohim” e quindi fallì il suo progetto di ribellione, finendo sulla croce. Ovviamente per far accettare (al suo pubblico) questa sua teoria deve supportarla con una falsa interpretazione delle scritture. In pratica come già ha tentato di proporre errate traduzioni della lingua ebraica nel Antico Testamento, ora tenta di proporre le sue errate traduzioni della lingua greca nel Nuovo Testamento. Gli interessa particolarmente l’aramaico parlato da Gesù perché su quello può costruire il suo castello di errori e inessattezze che sarà poi la base (non solida, ma scricchiolante), sulla quale costruirà le sue false teorie.

Innazitutto vediamo cosa dice il Salmo 22. Nel Salmo 22, 1 vi è la parola
עֲזַבְתָּ֑נִי (notate la seconda parte di questa parola עֲזַבְ) che viene pronunciata ‘ă·zaḇ·tā·nî; (vedere nota 26). Ma viene tradotta in inglese: have you foresaken? (ossia il verbo è “abbandonare” e non “sacrificare” come Biglino erroneamente afferma).
Secondo studiosi del calibro di Frederick Greenspahn (27), entrambe le versioni della frase in questione sia nel Vangelo di Matteo che nel Vangelo di Marco sembrano essere in aramaico, in quanto la radice  שבק (sbq) “abbandonare” era originariamente in aramaico. In seguito questo termine venne utilizzato nella lingua ebraica. La parola ebraica sinonimo di שבק (sbq)    è עזב ('zb) ed è infatti scritta nel Salmo 22, 1 (nota 26).

Quindi la traduzione di Biglino secondo la quale Gesù avrebbe detto: ““El mio, El mio perché mi hai sacrificato?”, è completamente errata, in quanto Gesù ha detto:

«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».

Ovviamente, sul finire della pagina 162, Biglino da per certo che la sua traduzione (e quindi la sua teoria), sia vera e sostiene che i redattori dei Vangeli avrebbero falsificato la frase iniziale di Gesù, modificandola.
Biglino continua a sostenere che nel Salmo originale vi sarebbe un grido di rabbia e dolore, e pertanto anche Gesù avrebbe gridato una frase simile esprimendo rabbia e dolore (verso gli extraterrestri “Elohim” avversari). Inoltre continua a sostenere che i redattori dei Vangeli avrebbero modificato la frase per costruire la figura cristica (aggettivo quest’ultimo che rimanda alla religione new age), basata sull’accettazione del suo ruolo di agnello sacrificale.

Anche queste affermazioni di Biglino sono completamente prive di logica, perché se i redattori del Vangeli fossero stati realmente in mala fede avrebbero sostituito completamente la frase in questione, magari con una di più semplice presa sulle masse.
Inoltre Gesù Cristo aveva espresso in moltissime altre occasioni (decine di passaggi nel Nuovo Testamento e non solo nelle Lettere di Paolo di Tarso), quale fosse lo scopo principale della sua venuta sulla terra: “togliere il peccato del mondo” (Vangelo di Giovanni 1, 29), quindi aveva dichiartato in numerose altre occasioni di essere realmente l’Agnello di Dio, e che il suo sarebbe stato il “sacrificio finale e perfetto”. Chi fosse interessato all’analisi di molti dei passaggi biblici dove Gesù spiega quale sarebbe stato lo scopo principale della sua missione sulla terra può cliccare nel link che aggiungo alla nota 28.
Nella pagina 163 Biglino riporta quella che sembra essere una citazione del Garbini, ossia che il sacrificio non sarebbe stato previsto per il messia davidico.
Con questa frase Biglino installa il dubbio nel lettore che nella fede ebraica vi sia stata l’attesa di due messia, uno regale (davidico) e uno sacerdotale. Questa teoria è stata esposta già da David Donnini, ma non rispecchia la credenza biblica, bensì la credenza di un gruppo di religiosi della comunità di Qumran, espressa nel testo non biblico “Regola della comunità”, facente parte dei Manoscritti di Qumran.
A tale proposito bisogna ricordare che La “Regola della Comunità” è contenuta non solo nel rotolo 1QS, da cui proviene l’estratto citato da Donnini, ma anche nel rotolo 4QSe, che è più antico: in quest’ultimo rotolo non compaiono i versi di cui sopra (manca la parte da VIII, 15 fino a IX, 12) e di conseguenza non ci sono i riferimenti ai due Messia. E’ possibile pertanto che in origine la “Regola della Comunità” non contenesse affatto questo riferimento, aggiunto in seguito al manoscritto, più recente, ritrovato nella grotta 1. Pertanto è verosimile che la teoria dei due Messia sia stata una aggiunta, ed elaborata soltanto nell’ultima fase degli scritti di Qumran. Pertanto, l’idea che gli ebrei attendessero due messia, innanzitutto non è biblica, ma, in secondo luogo, non è neppure provata. Per chi volesse approfondire questa mia confutazione a David Donnini può cliccare al link alla nota 29.
Sempre nella pagina 163, Biglino continua con la sua opera, tentando di denigrare la storia di Gesù Cristo e scrive:

“Ma, ribelle, partigiano antiromano o docile esecutore che fosse, siamo davvero certi che sia morto in croce e che sia rimasto tre giorni nel sepolcro?”

Come vediamo Biglino, con una strategia astuta, continua ad installare dubbi nel lettore, insertando qua e la traduzioni errate, assurde teorie e improbabili falsificazioni storiche. Adesso inizia a proporre l’idea che Gesù non sia morto in croce (che peraltro è la visione islamica di Gesù, dimostrata essere falsa dai documento storici in nostro possesso).

Ma sul finire della pagina 163 Biglino si sofferma sull’episodio di quando diedero dell’aceto a gesù quando era sulla croce. Vediamo prima i passaggi corrispondenti del Vangelo di Matteo e del Vangelo di Giovanni.

Vangelo di Matteo (27, 48-50):

E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.

Vangelo di Giovanni (19, 29-30):

Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Poi Biglino fa notare che il termine usato nei Vangeli tradotto con “aceto” è ὄξους.

Nell’ultima frase della pag. 163 Biglino fa notare che dopo aver bevuto un po di aceto Gesù avrebbe dovuto reagire e invece nei tre Vangeli si afferma che “rese lo spirito”.

Nella pag. 164 Biglino inizia a sviluppare la teoria che in quell’aceto fosse una sostanza capace di far cadere Gesù in uno stato di “morte apparente”. Ovviamente, sempre tentando di seguire le elucubrazioni di Biglino, questo stratagemma avrebbe evitato che a Gesù gli si spezzassero le gambe, atto che avrebbe causato la morte inmediata per soffocamento, dovuto alla posizione costretta sulla croce (venendo a mancare l’appoggio dei piedi).

E’ una teoria che è stata proposta varie volte ma che si è rivelata completamente priva di logica.
Innazitutto quale sarebbe la sostanza capace di provocare la “morte apparente”? Ed inoltre anche ammesso che tale sostanza esista ora (nel XXI secolo), non vi è alcuna prova che tale sostanza fosse conosciuta e usata nel I secolo. Ricordiamo che la “morte apparente” non è un semplice svenimento, ma una situazione, rarissima, dove vi è un’apparente cessazione dell’attività cardiaca e della respirazione.
In secondo luogo i soldati romani non avrebbero mai permesso che qualcuno si avvicinasse e desse a Gesù una sostanza sospetta, proprio per il fatto che avevano degli ordini chiarissimi che dovevano essere portati a termine: crocifiggere Gesù e verificare che fosse effettivamente morto in croce prima di deporre il suo corpo esanime. Proprio per questo uno dei soldati prima di deporre il corpo trafisse il costato di Gesù con una lancia, Vangelo di Giovanni (19, 34):

ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Gesù era già morto, e per questo non vi fu alcuna reazione all’azione del soldato che lo trafisse.
Pertanto vediamo che la teoria che qualcuno si avvicinò e diede da bere a Gesù una sostanza non verificata, è praticamente impossibile.

Ma analizziamo, per assurdo, la possibilità che qualcuno abbia dato quella sostanza a Gesù quando Gesù era sulla croce, per tentare di salvargli la vita.
In quel caso quel qualcuno avrebbe dovuto far parte di un complotto per tentare di mostrare che Gesù era morto, e quindi avrebbe dovuto mentire alle autorità, rischiando di essere messo a morte per aver salvato un condannato a morte. Inoltre il tentativo di salvare Gesù con una sostanza “segreta”, è improbabile, in quanto il corpo di Gesù sarebbe poi stato tumulato e controllato da guardie e quindi anche dopo un impobabile risveglio, il “Gesù macilento” non avrebbe potuto uscire dalla sua tomba senza l’aiuto di altre persone, che si sarebbero esposte ulteriormente al rischio di morte, infatti in quel tempo la profanazione delle tombe era punita con la morte.

Ma anche ammettendo che ciò fosse successo, se Gesù fosse realmente “morto in apparenza”, e si fosse risvegliato il terzo giorno, non avrebbe potuto rimuovere la pietra tombale.
Ma anche ammettendo che la pietra sia stata rimossa da altri, quel Gesù “non morto in croce”, come avrebbe potuto convincere i suoi seguaci di essere realmente risorto? Impossibile, in quanto la Resurrezione che descrivono gli Apostoli, (che poi andarono al martirio pur di non rinnegare che sia avvenuta), è una Risurrezione gloriosa, di un vero Dio e vero uomo, senza ferite (a parte i segni dei chiodi e della lancia). Non era un Gesù “macilento e debole” quello che si presentò ai suoi seguaci, ma era l’unico e vero Gesù Cristo invincibile, onnipotente, era colui che aveva sconfitto il peccato e la morte, era il Verbo incarnato.

In ogni caso non vi è solo la logica che supporta l’avvenuta morte di Gesù Cristo sulla croce, ma anche numerose prove documentali, che ho analizzato nei miei due articoli “La morte in croce di Gesù Cristo” (link alla nota 30), e “Considerazioni sulla Risurrezione di Gesù Cristo (link alla nota 31).

Nella pag. 164 Biglino continua con le sue elucubrazioni e dà per scontato che qualcuno abbia aperto la tomba e abbia fatto uscire il “Gesù macilento” dalla tomba.
Infatti nel fondo della pag. 164 scrive:

Dunque prendiamo atto del fatto che per far uscire Giosuè/Gesù si è dovuta far rotolare la porta e aprire fìsicamente il sepolcro.
“il suo corpo miracolosamente risorto in un lampo di luce, non era in grado di attraversare la pietra visto che successivamente si narra che attraversasse i muri?”

Ma la prima frase di Biglino è assurda, in quanto se realmente qualcuno avesse fatto uscire Gesù dalla croce (un Gesù debole, macilento e verosimilmente in fin di vita), lo avrebbe poi dovuto presentare agli Apostoli in quelle condizioni. Gli Apostoli a quel punto avrebbero verificato la condizione di Gesù, che in quel caso sarebbe stato un semplice essere umano, e avrebbero preso atto che non era il Messia. A quel punto nessuno di loro avrebbe nel corso dei mesi e degli anni sucessivi proclamato la Buona Novella, il Vangelo. Nessuno avrebbe divulgato che Gesù Cristo è il Figlio di Dio, rischiando continuamente la vita sia davanti alle autorità ebree che a quelle romane.
La seconda frase di Biglino è ironica, ma anche sottilmente acuta, in quanto installa nella mente del lettore non attento che qualcuno abbia effettivamente tolto la pietra per fare uscire il Gesù macilento dalla tomba. Ma anche qui Biglino dimostra di non usare la logica: infatti se qualcuno avesse voluto falsificare gli scritti evangelici avrebbe potuto scrivere che Gesù attraversò il muro della tomba e che solo dopo che i soldati rimossero la tomba le donne che erano andate al sepolcro si resero conto che il corpo non era ivi presente. In questo caso il racconto evangelico sarebbe stato corrispondente con le succesive apparizioni di Gesù. Ma gli evangelisti scrissero essattamente quello che avvenne, e non inventarono nulla, infatti la pietra fu fatta rotolare per volere divino: vediamo il passaggio corrispondente, Vangelo di Matteo (28, 2-4):

Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.

La pietra fu fatta rotolare non certo per fare uscire Gesù Cristo, che era già risuscitato con un corpo glorificato, ma per richiamare l’attenzione dei presenti sulla tomba vuota e quindi sul secondo evento fontamentale della storia umana (essendo il primo la morte in croce di Gesù Cristo).

Nella pag. 165 Biglino continua nella trattazione delle sue idee, sostenendo che i seguaci di Gesù lo abbiano fatto uscire dalla tomba nelle ore inmediatamente sucessive alla sua “morte apparente”. Inoltre Biglino ipotizza che i soldati che erano stati messi a guardia del sepolcro siano stati corrotti proprio dal facoltoso propietario del sepolcro: Giuseppe di Arimatea. Anche questa ipotesi fantasiosa va contro la storia, ma soprattutto contro la logica. Infatti in quel tempo come ho già evidenziato, la profanazione di una tomba, e soprattutto l’eventuale favoreggiamento di un condannato a morte, erano puniti con la morte. Il complotto che è stato ipotizzato da Biglino presuppone che vi siano coinvolte almeno una decina di persone (Giuseppe di Arimatea, alcuni degli Apostoli, alcune guardie romane). E’ altamente improbabile quindi che possa essere avvenuto, ma anche se fosse avvenuto, ricadiamo nella ipotesi che ho già analizzato: nessuno degli Apostoli avrebbe in seguito divulgato la Risurrezione di Gesù, ne le sue Apparizioni con un corpo glorificato, ne la sua Ascensione, ne ovviamente l’espiazione dei peccati da lui attuata sulla croce, ne il fatto che Gesù Cristo è l’incarnazione del Verbo. In pratica tutta la storia che segue la morte di Gesù Cristo avrebbe avuto un’altro corso.
Nell’ultima parte della pag. 165 Biglino torna alla teoria della “figliolanza speciale” di Gesù, ossia che Gesù sia figlio di un “Elohim” che per Biglino sarebbe un essere sovrumano extraterrestre.
A pag. 166 Biglino si dedica a decsrivere la sua teoria sull’evento dell’Assunzione. Fa una premessa sostenendo che siccome nell’Antico Testamento gli “Elohim” ossia gli esseri da lui considerati sovrumani o extraterresti facevano uso di macchine volanti o strutture simili, allora anche nel Nuovo Testamento tutto ciò avrebbe dovuto replicarsi.

Nella pagina 176 Biglino mostra alcune parole in greco riferite ai passaggi neo-testamentari dove si descrive l’Ascensione di Gesù.

Vediamo innanzitutto i corrispondenti passaggi nella traduzione in italiano e analizziamo le corrispondenti parole greche che si riferiscono all’atto dell’ascendere in cielo.

Vangelo di Marco (16, 19):

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

ἀνελήμφθη la cui pronuncia è anelēmphthē viene tradotto “fu elevato” (32)

Vangelo di Luca (24, 51):

Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo.

ἀνεφέρετο la cui pronuncia è anephereto viene tradotto “veniva portato su”. (33).

Atti degli Apostoli (1, 2):

fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.

ἀνελήμφθη la cui pronuncia è anelēmphthē viene tradotto con “fu assunto” (34).

Atti degli Apostoli (1, 9):

Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi.

ἐπήρθη la cui pronuncia è epērthē viene tradotto con “fu elevato” (35).

Atti degli Apostoli (1, 11):

e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

ἀναλημφθεὶς la cui pronuncia è analēmphtheis viene tradotto con “è stato assunto” (36).

Biglino sostiene che questi quattro verbi il cui significato è “fu elevato” o “fu assunto” deriverebbero dal verbo analambanein  citato nel verso 20, 13 degli Atti degli Apostoli. Vediamo il versetto corrispondente:

Noi, che eravamo già partiti per nave, facemmo vela per Asso, dove dovevamo prendere a bordo Paolo; così infatti egli aveva deciso, intendendo fare il viaggio a piedi.

In questo caso il verbo analambanein (ἀναλαμβάνειν prendere), indica l’atto del prendere su e imbarcare. (37).
Sono due verbi diversi ma Biglino li fa apparire come fossero uguali, naturalmente con lo scopo di far credere che l’Ascensione di Gesù sia stata qualcosa di “passivo da lui subito”, ossia, in pratica, Biglino vuol far credere (pag. 168), che Gesù sia stato rapito o portato al cielo da un astronave.
Come vedete la strategia di Biglino è sempre la stessa, partire da traduzioni errate e forzate, e giungere alle sue tesi di sempre, ossia che i personaggi della Bibbia sono in realtà extraterrestri dai poteri sovrumani.
Biglino però non si rende conto, che nella sua trattazione si contraddice varie volte alternando la teoria del Gesù ribelle anti-romano a quella del Gesù figlio di extraterrestri dai poteri sovrumani. Stranamente poi questi “Elohim”  extraterrestri erano interessati solo al territorio di Israele, ma nessuno di loro era interessato ad altre zone del mondo. Strano no?
Nella pagina 168 Biglino fa un sunto della sua fantasiosa teoria: Gesù è il figlio di un “Elohim extraterrestre”, che ha il “compito di portare sotto il suo controllo una terra che da secoli aveva perso l’indipendenza”. Ma l’inviato fallisce nella sua missione. Viene salvato dalla morte, dai suoi seguaci appartenenti alle classi sociali più alte e poi viene ripreso (assunto in cielo) da chi lo aveva inviato. Facile no? Peccato questa teoria di Biglino non stia in piedi. Innazitutto la base traballante di questa teoria sono una serie di traduzioni false. In secondo luogo la teoria non regge in quanto se fosse vera, il figlio di “Elohim” Gesù avrebbe avuto un potere quasi nullo. Sarebbe stata una stirpe di extraterrestri decisamente debole la sua, se non era in grado neppure di sconfiggere un’esercito di romani armati di arcaiche spade di ferro. Inoltre, resta sempre l’assurda teoria del complotto sucessivo, che avrebbe portato a redigere dei libri che narravano il falso. Cosa ci avrebbero guadagnato gli Evangelisti a dichiarare fatti non avvenuti? Ed inoltre come avrebbero fatto a divulgare la fede in eventi soprannaturali ai quali nemmeno loro credevano? Niente da fare, la teoria di Biglino siccome è impossibile e anti-logica, risulta completamente falsa.
Nel primo paragrafo della pagina 169 Biglino torna ad accennare alla trita teoria che Paolo di Tarso inventò la cristologia e la teoria del peccato, fatto inverosimile, che ho già smentito all’inizio di questa confutazione.
Sempre a pag 168 Biglino inizia un capitolo denominato “Riflessioni conclusive” nel quale tenta di mostrare che i Vangeli e gli altri libri del Nuovo testamento sono stati comunque contraffatti, pertanto sarebbe molto difficile poter leggere una versione originale degli stessi.
Biglino ancora una volta dice il falso. I 127 papiri del Nuovo Testamento (38), esposti in vari musei del mondo, sono documenti reali antichi (il più vecchio risale al 125 d.C.), copie degli originali. Essi concordano con le migliaia di citazioni dei Padri della Chiesa dei primi tre secoli della nostra era (Policarpo di Smirne, Clemente di Roma, Giustino Martire, Papia di Ierapoli, Ignazio di Antiochia, Ireneo di Lione, Atenagora di Atene, Clemente Alessandrino, Origene, Hermas, Ippolito, Melitone di Sardi, Tertulliano, Cipriano, Teofilo di Antiochia, Lattanzio, Metodio, ecc.).
Sono talmente tante le citazioni dei Padri della Chiesa dei primi tre secoli della nostra era, che potremmo ricostruire il Nuovo Testamento anche se non disponessimo dei Papiri del Nuovo Testamento o dei codici onciali risalenti al quarto secolo. E anche se Biglino non lo accetta, queste citazioni coincidono tutte con gli scritti dei Papiri del Nuovo Testamento.
E’ vero che vi sono delle varianti come sostiene Biglino a pag. 170, ma disponiamo degli originali, e quindi siamo in grado di capire in che cosa consistono le varianti.
Sul finale della pagina 170 Biglino continua una specie di riassunto come per avvalorare la sua tesi. Indica tutti i termini che sono stati da lui tradotti erroneamente, ossia Elohim, Yahweh, ruach, kavod, ecc., facendo intendere che certi extraterrestri abbiano utilizzato macchine volanti ecc.
Nella pagina 171 torna al Nuovo Testamento sostennedo che Gesù è un figlio di un “Elohim” extraterrestre che avendo fallito la sua impresa è stato riportato al cielo. Teorie trite e non fondate su alcuna prova certa, ma solo su forzate traduzioni e improbabili elucubrazioni oltrechè su assurdità logiche.
A pag. 173 inizia il cap. 6 del libro di Biglino “Miracoli o scienza medica?”
In questo capitolo Biglino inizia sostenendo che quelli che erano considerati miracoli o eventi soprannaturali secoli o millenni oro sono, come per esempio i fenomeni atmosferici o le eclissi si sole e di luna, sono oggi fenomeni spiegabili con la scienza e quindi esprime la tesi che oggi si dovrebbe capire che gli scritti biblici riferiti a fenomeni soprannaturali non furono altro che fenomeni inspiegabili in quel tempo, ma che oggi sarebbero facilmente spiegabili. A pag. 175 Biglino sostiene che solo una ristretta elite di persone, che conosceva le eclissi e altri fenomeni astronomici poteva sfruttare questa conoscenza a proprio favore e quindi dominare sulle masse.
Tutto ciò ha un senso, ma non ha alcuna attinenza con i fatti descritti nel Nuovo Testamento. Le persone che vissero in Galilea e Giudea circa duemila anni fa avevano esattamente la stessa nostra intelligenza e sapevano distinguere tra un fatto eccezionale ma naturale e un fatto soprannaturale. I miracoli eseguiti da Gesù sono stati eventi immediati, non fortuiti. La sua Risurrezione è stata un evento reale, non fantasioso. Ed è avvenuta con un corpo glorificato, non con un corpo normale. Questi eventi soprannaturali hanno convinto gli Apostoli di essere davanti al Figlio di Dio e non davanti a un essere sovrumano proveniente forse da altri mondi. Se avessero avuto a che fare con un extraterrestre lo avrebbero compreso.
A pag. 176 Biglino inizia a commentare un evento narrato nei Vangeli, quello del giovane indemoniato raccontato nel Vangelo di Marco (9, 14-29), nel Vangelo di Matteo (17, 14-21), e nel Vangelo di Luca (9, 37-42).
Prima di iniziare la trattazione, Biglino aggiunge che i miracoli compiuti da Gesù non sono che tentativi di cure mediche relativamente avanzate, che sapeva eseguire quasi sempre correttamente.
A pag. 177 riporta il passaggio del Vangelo di Marco (9, 14-29).
A pag. 178 Biglino sostiene che in realta quel giovane era affetto da epilessia. Segue poi (pag. 178-181), una descrizione di cosa è l’epilessia dal punto di vista scientifico.

A pag. 182 e 183 Biglino cita tre passaggi neotestamentari: Vangelo di Marco (4, 10-12), Vangelo di Luca (8, 10), e Vangelo di Matteo (13, 10-17). Vediamo quest’ultimo:

Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice:
Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!

Sono i celebri passaggi dove Gesù spiega ai suoi discepoli che il concetto spirituale del Regno di Dio e di come potervi accedere, sono concessi solo alle persone umili di cuore, che accettano senza saccenza il volere di Dio.
Biglino, invece, interpreta erroneamente questi passaggi e sostiene che Gesù si riferisse ad un insegnamento esoterico destinato solo a pochi illuminati ossia coloro i quali che facevano parte della sua ristretta cerchia. In pratica Biglino sostiene che gli Apostoli erano degli “illuminati” (pag. 183). Invece come sappiamo il messaggio di Gesù era rivolto a tutti, ma soprattutto ai peccatori, agli umili, a coloro che riconoscevano di essere nel peccato.
A pag 184 Biglino torna ad occuparsi del giovane indemoniato descritto nel passaggio del Vangelo di Marco (9, 14-29).
Biglino descrive il fatto che Gesù faccia una domanda al padre sullo stato fisico del giovane, (Vangelo di Marco 9, 17), ecco la domada di Gesù

Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia;

Biglino quindi sostiene che Gesù, se fosse realmente il Figlio di Dio, non avrebbe dovuto aver avuto bisogno di chiedere quelle informazioni al padre del giovane. Biglino sostiene che Gesù chiese quell’informazione proprio perché agiva come un medico qualsiasi, un semplice essere umano.
Anche da queste banali elucubrazioni si nota che Biglino non ha la necessaria umiltà per comprendere il senso di questo semplice passaggio evangelico.
Innanzitutto il fatto che Gesù abbia fatto una domanda al padre del giovane indemoniato non significa che non sapesse già la risposta. Significa solo che fece una domanda, possibilmente per verificare se il padre del giovane stava dicendo la verità, e come insegnamento quindi per i presenti. Anche in altre occasioni Gesù ha fatto affermazioni tese per verificare se il suo interlocutore stesse dicendo la verità. Per esempio nel Vangelo di Giovanni (4, 16-18):

Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».

Gesù sapeva già che la samaritana non aveva marito. Ma ha voluto verificare se lei diceva la verità.
Anche nel caso del giovane indemoniato Gesù sapeva già che il ragazzo soffriva dall’infanzia di quella malattia. Ma fece la domanda al padre per verificare che era di fronte ad una persona in buona fede.
In ogni caso il senso di questo racconto è che la fede solo se è unita alla preghiera può fare miracoli.
Gesù vuole comunicare che solo con la fede e con la preghiera è possibile fare miracoli. Vediamo due passaggi dai quali si evince questa conclusione:

Vangelo di Marco (9, 23-24):

Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!».

Vangelo di Marco (9, 28-29):

Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».

A pagina 185 Biglino, per avvalorare la sua tesi, ossia che Gesù non essendo il Figlio di Dio ha bisogno di fare delle domande, riporta alcuni episodi biblici dove apparentemente anche Yahweh avrebbe avuto un atteggiamento “umano” e non “divino”, vediamo tre di queste frasi dove Biglino scrive che Yahweh:
1-“si accorge con stupore che la compagnia degli animali per Adamo non è sufficiente”
2-“scopre con sorpresa che l’uomo è malvagio e decide di annientarlo col diluvio”
3-“ha la necessità di mettere alla prova l’affidabilità di Abramo”


In realtà ognuna di queste affermazioni di Biglino è confutabile con la Bibbia stessa, vediamo:
1-
Genesi (2, 20):

Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.

Quindi nessun stupore da parte di Dio, solo la decisione di dare all’uomo una compagna: la donna.

2-
Genesi (6, 5):

Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre.

Quindi nessuna sorpresa ma solo constatazione che l’uomo aveva scelto il male.

3-Genesi cap. 22

Dio mette alla prova Abramo con l’episodio del sacrificio di Isacco. E’ Ovvio che IO SONO – YWHW sapeva già, essendo Dio, quale sarebbe stato il comportamento di Abramo, alla richiesta di sacrificare suo figlio. Ma sappiamo che Dio ha creato l’uomo libero di scegliere, quindi di scegliere tra la fede assoluta in Dio (il bene), o l’incredulità nei confronti di Dio, (il male). Dio ha voluto pertanto provare la fede di Abramo, (anche come insegnamento per le future generazioni), che ha dimostrato di avere una fede talmente grande che era sicuro che dopo aver sacrificato suo figlio, Dio lo avrebbe risuscitato. Ma ciò non avvenne perché Dio, vedendo che Abramo aveva una fede assoluta in lui, e stava per sacrificare suo figlio, fermò la sua mano.

Come vediamo ogni elucubrazione di Biglino viene facilemente smentita e confutata. Inoltre si nota, da quello che scrive, che Biglino sembra incapace di cogliere il senso spirituale di alcuni passaggi biblici e quindi tenta un’interpretazione letterale che spesso, essendo anche il frutto di traduzioni errate, è falsata, o quantomeno forzata.

A pag. 186 Biglino torna ad analizzare il racconto della guarigione del giovane indemoniato e dice che Gesù “si comporta da saccente”. Veramente interesante questo punto, dove Biglino, che di saccenza ne ha da vendere, perché pretende di raccontarci la Bibbia sulla base di contorte elucubrazioni inneggianti a improbabili extraterrestri, si permette di dare del “saccente” a Gesù Cristo, che ha dimostrato di essere la persona più umile di tutti i tempi (per esempio quando ha lavato i piedi ai suoi discepoli, Vangelo di Giovanni cap. 13, ma potrei citare altri episodi).
Poi nelle pag. 186 e 187 Biglino sostiene che “Gesù fa il furbo”. Questi frasi utilizzate da Biglino non sono tipiche di un serio studioso del Nuovo Testamento, ma di uno scrittore sensazionalista, che si basa su congetture, false traduzioni, elucubrazioni varie. Con queste frasi Biglino non fa altro che definire se stesso e il suo modus operandi: è uno scrittore sensazionalista senza basi storiche e putroppo senza neppure basi logiche.

Biglino continua sostenendo che Gesù non fece assolutamente nulla, ma semplicemente aspettò che la crisi epilettica del giovane finì e quindi si prese il merito della falsa cura senza aver fatto assolutamente nulla. Se cosi fosse stato alla sucessiva crisi epilettica il padre del giovane si sarebbe presentato nuovamente a Gesù, mostrandolo come un’impostore, e anche se l’episodio fosse stato occultato, gli Apostoli avrebbero presto abbandonato Gesù senza, ovviamente divulgare nessun altro atto del loro ex-maestro.
E’ logica semplice, elementare, ma Biglino pensa di propinare le sue false teorie come fossero vere.

A pag. 188 Biglino analiza il verso successivo, Vangelo di Marco (9, 28-29):

Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».

Biglino sostiene che Gesù in questo caso si sarebbe preso gioco dei suoi discepoli, dicendo loro che solo con la preghiera si possono scacciare i demoni. Come vediamo Biglino cerca di screditare Gesù in tutti i modi. Oltre a ciò si evince che Biglino non ha compreso assolutamente il senso spirituale di questo passaggio.
Inoltre Biglino nega il valore della preghiera, quindi praticamente sta indirettamente affermando che la maggioranza dell’umanità (gli appartenenti alle maggiori religioni del pianeta), è formata da persone insulse che danno valore alla preghiera. E’ veramente un’affermazione insultante, ma spero che si scusi pubblicamente di quello che ha scritto.
Nella pag. 189 quindi Biglino continua ad affermare che Gesù non ha assolutamente curato il giovane, ma ha solo atteso che la crisi epilettica finisse. Come ho già scritto se così fosse stato alla seguente crisi il padre del giovane sarebbe tornato da Gesù indicandolo come un impostore e gli Apostoli stessi avrebbero poi abbandonato il loro ex–maestro. Ma tutto questo Biglino evita di scriverlo.
A pag. 190 Biglino riporta i passaggi del Vangelo di Matteo (17, 14-21), e del Vangelo di Luca (9, 37-43) dove si narra la stessa storia della guarigione del giovane indemoniato.
Nella pagina 191, Biglino, commenta il passaggio del Vangelo di Matteo (17, 14-21):

Ora questa specie di demoni non esce se non mediante la preghiera e il digiuno».

Biglino sostiene che l’aggiunta della parola “digiuno” sia “una falsità colossale”. Biglino non comprende che Gesù si stava rivolgendo ai suoi discepoli e che stava loro insegnando che la preghiera e il digiuno sono attività essenziali per la persona credente in Dio e spirituale.
Poi Biglino su sofferma sullo stesso racconto descritto nel Vengelo di Luca, e sostiene che Luca in modo falso, abbia affermato che Gesù “risanò il fanciullo”.

Sarebbe questa la famosa esegesi di Biglino? Qualche insulto a Gesù, (“saccente” pag. 186; “falso”, pag. 188), qualche insulto agli evangelisti (Luca sarebbe un falso, pag. 191), nessuna capacità di comprendere il significato spirituale del racconto.
A pag. 192 Biglino asserisce che siccome il miracolo appena descritto sarebbe falso, tutti i miracoli descritti nei Vangeli sarebbero falsi. Il problema però è che se Gesù fosse stato un falso guaritore, tutte le persone che invece di essere state guarite rimanevano ammalate lo avrebbero fatto notare. In pochi giorni Gesù sarebbe stato indicato come un impostore e nessuno lo avrebbe più seguito.
E’ logica semplice, ma Biglino sembra non considerarla.
A pag. 193 inizia il cap. 7 dal titolo “Un’ispirazione poco chiara?”
Biglino riporta alcuni passaggi del “dei verbum”, un documento che è stato emesso nel Concilio Vaticano II.
A pag. 194 Biglino inizia una polemica nei confronti della Chiesa Cattolica, continuando a criticare alcune frasi tratte dal Concilio Vaticano II o dal catechismo della Chiesa Cattolica. Da ciò si evince che Biglino è risentito con la Chiesa Cattolica, per motivi a noi ignoti.
Nella pag. 195 Biglino inizia a mostrare una serie di supposte contraddizioni nella Bibbia, che secondo lui inficierebbero la veridicità dell’opera.  
Inizia riportando un brano della Genesi (18, 20-21):

Disse allora il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».
Quindi Biglino, sempre nella pagina 195 sostiene che se Dio fosse onniscente, non avrebbe avuto bisogno di scendere sulla terra per rendersi conto di quello che è successo.
In realtà l’autore biblico (possibilmente Mosè) con un deciso antropomorfismo, ha voluto rappresentare Dio come un re che si vuol informare personalmente su quello che sta succedendo nel suo regno. In pratica l’autore biblico ha voluto descrivere anche qui una qualità di Dio, ossia l’interesse e la vicinanza con gli uomini. Dio non è freddo e lontano, ma è un re giusto e buono che però, proprio perché è giusto, deve punire tutti i peccati. Sappiamo che nell’Antico Testamento Dio mostrava la sua giustizia con la punizione, perché ancora non aveva inviato il Figlio. (vedi nota 5).
Nella pag. 196 Biglino continua la sua descrizione di alcuni passaggi “violenti” dell’Antico Testamento con lo scopo di screditare IO SONO – YHWH. E’ una delle sue tattiche per cercare di denigrare il significato profondo della Bibbia. Ho già confutato ampiamente queste tesi nel mio articolo: “Considerazioni sull’Antico Testamento e sulla missione di Gesù Cristo, il Figlio di Dio” (vedere link alla nota 39), ma qui posso solo aggiungere che Nell’Antico Testamento, Dio non aveva ancora inviato suo Figlio, Gesù Cristo, l’Agnello che avrebbe perdonato tutti i peccati. Per questo Dio doveva punire severamente tutti i peccati. La giustizia diretta era una delle sue caratteristiche. Ma per comprendere il messaggio profondo della Bibbia bisogna accettare il concetto della rivelazione progressiva. Essa inizia con Abele e Caino. “Chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte” (Genesi 4, 15). Poi ci sarà la legge del taglione: “Vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede” (Deuteronomio 19, 21). Non è che Dio ha cambiato idea, è semplicemente che si è passati da una punizione durissima (uno per sette), a una punizione dura (uno per uno). Lentamente si passa ad altre rivelazioni: “Non fare a nessuno ciò che non piace a te” (Tobia 4, 15). Ed ecco la rivelazione ultima e perfetta: Vangelo di Matteo (5, 38-39):

“Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pòrgigli anche l’altra”.

Nella pagina 196 Biglino riporta alcuni passaggi del Levitico, continuando ciecamente nelle sue confuse elucubrazioni.
Sul finire della pagina Biglino riporta alcuni passaggi del cap. 20 del Levitico, dove si proibisce l’incesto. Poi, nella pagina 197 descrive il fatto che Abramo si fosse spostao con Sara che era la sua sorellastra (Genesi 20, 12). Biglino mostra questo fatto come una forte contraddizione, che inficierebbe la veridicità della Bibbia stessa.
Bsogna rilevare però che la proibizione assoluta di commettere incesto viene data da Dio nel Levitico e non nella Genesi. Pertanto nella Genesi sia l’incesto che l’endogamia erano a volte pratiche necessarie proprio per evitare che la stirpe degli umani si estinguesse. Inoltre il fatto che in certi passaggi della Genesi vi siano atti di incesto non vuol dire che chi li commette abbia in quelle occasioni il favore o la benedizione di Dio. I personaggi della Genesi, a cominciare da Abramo, sono dei peccatori, ma sono scelti da Dio perché riconoscono i loro peccati, si pentono e hanno fede assoluta nell’unico e vero Dio.
Sempre nella pag. 197 Biglino accenna ad un passaggio di 1 Samuele cap. 17 nel quale Davide uccide Golia e afferma che esso sarebbe in contraddizione con 2 Samuele 21 dove si affermerebbe che sarebbe stato Elchanan a uccidere Golia. Per la risposta rimando al link nella nota 40 (la spiegazione di questa apparente contraddizione è dello studioso Daniele Salamone).
A pag. 198 Biglino riporta un brano di Esdra (1, 9-11):

Questo è il loro inventario: bacili d’oro: trenta; bacili d’argento: mille; coltelli: ventinove; coppe d’oro: trenta; coppe d’argento di second’ordine: quattrocentodieci; altri utensili: mille. Tutti gli utensili d’oro e d’argento erano cinquemilaquattrocento. Sesbassàr li riportò tutti, quando gli esuli tornarono da Babilonia a Gerusalemme.

Biglino pensando di essere spiritoso, scrive:

“Yahweh e i suoi collaboratori non dovevano avere un gran bel voto in matematica”

Poi Biglino aggiunge che il verso sarebbe sbagliato perché la somma è 2499.
Ma anche qui Biglino sta errando, non in calcolo matematico, ma in logica. Infatti nei commenti alla Bibbia di Charles Ryrie (32), vi è scritto:

“il totale degli utensili era 5400, dei quali 2499 menzionati nei versi 9-11 erano evidentemente quelli più grandi e più importanti”.

Come vedete i passaggi biblici si possono interpretare in vari modi, ma se una persona non ha la necessaria umiltà, anche un semplice passaggio come questo può risultare una forte contraddizione.

Nella pagina 198 Biglino riporta alcuni passaggi dei Salmi che secondo lui sono in contraddizione uno con l’altro.

Vediamoli:

Salmo (136, 1):

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

Salmo (136, 10):

Colpì l’Egitto nei suoi primogeniti,
perché il suo amore è per sempre.

Salmo (136, 15):

Vi travolse il faraone e il suo esercito,
perché il suo amore è per sempre.

Salmo (136, 16):

Guidò il suo popolo nel deserto,
perché il suo amore è per sempre.

Biglino erroneamente riporta (a pag. 199), “fece camminare”, invece come potere vedere nella nota (42), il verbo tradotto in inglese è “led” che significa condurre, guidare.

Salmo (136, 18):

Uccise sovrani potenti,
perché il suo amore è per sempre.

Salmo (136, 24):

Ci ha liberati dai nostri avversari,
perché il suo amore è per sempre.

In questi versi naturalmente non vi è alcuna contraddizione. Dio, essendo infinitamente giusto doveva punire i peccatori e gli avversari degli ebrei che volevano imporre il culto degli idoli. Avendo creato l’uomo Dio aveva (ed ha), il diritto assoluto di vita e di morte su ogni uomo. Quindi essendo Dio onniscente sapeva già che alcuni primogeniti di famiglie idolatre avrebbero abbracciato il peccato e ubbidito alle menzogne di Satana, per questo, in un contesto vetero-testamentario, li punì con la morte. Come già spiegato varie volte nell’Antico Testamento, proprio perché il Figlio non era arrivato e non aveva potuto salvare il mondo, il patto tra Dio e l’uomo era ancora “antico”. Proprio per questo ogni trasgressione contro Dio o ogni peccato doveva per forza essere punita severamente o con la morte, proprio perché il Figlio non era ancora arrivato. La vendetta era pertanto un mezzo per far regnare la giustizia tra i popoli. Dio (IO SONO - YHWH) era un Padre severo che puniva i peccati se necessario con la morte. Puniva chi non gli obbediva e trasgrediva la legge, puniva chi non aveva fede in lui.

A pag. 200 Biglino inizia una critica generale ai sacrifici che erano prescritti nell’Antico Testamento.
Biglino sostiene che YHWH essendo un crudele capo militare (forse extraterrestre), provasse piacere nel veder sacrificati degli agnelli per lui e nel respirare il fumo che derivava dalla bruciatura del grasso degli animali (riporta infatti i passaggi del Libro dei Numeri cap. 28 e 29). E’ una tesi assolutamente errata, che non considera il contesto rituale e sacrificale biblico, ma anche della Grecia antica, per esempio. Il sacrificio rituale (o olocausto), era una cerimonia nella quale l’animale veniva offerto a Dio, nel senso che si rinunciava a nutrirsi di quell’animale e si rendeva tributo a Dio offrendogli il migliore degli agnelli. L’animale veniva sgozzato e quindi cremato completamente. Si credeva inoltre che il Signore nel sentire il profumo delle carni bruciate si compiacesse dell’atto eseguito dai fedeli, in quanto si compiaceva del fatto che i credenti in lui rinunciassero a un loro bene prezioso per offrirlo a lui. Il sacrificio rituale o olocausto è un rito compiuto da moltissime comunità di credenti anche di altre fedi per esempio era compiuto nelle civiltà meso-americane e sud-americane. Biglino dimostra di non conoscere queste cerimonie rituali che fanno parte di moltissime culture umane e sfrutta l’argomento a suo piacere tentando di mostrare che YHWH fosse crudele e sadico.
Inoltre Biglino, come tutti quelli che negano la santità e la Divinità di IO-SONO, (YHWH), nega anche la sacralità dei sacrifici animali nell’Antico Testamento. Sostiene che era una pratica barbara e che detta pratica istigherebbe al male. Ma nell’Antico Testamento Dio ha prescritto i sacrifici animali per espiare temporaneamente il peccato. Nell’Antico Testamento Dio aveva ordinato di sacrificare animali perfetti, senza macchia. La persona che offriva il sacrificio s’identificava con l’animale e doveva ucciderlo. Gli ebrei credevano che questo rito provvedesse il perdono dei peccati da parte di Dio.
Il sacrificio animale serviva pertanto come “punizione” nei confronti di un peccatore, infatti si uccideva un agnello del suo gregge. Gli si toglieva un animale, prezioso in tempi di carestia, ed inoltre il peccatore, vedendo che l’animale innocente moriva, sentiva pena per quell’essere vivente che moriva a causa del suo peccato.
Naturalmente tutto questo presagiva il sacrificio finale e perfetto di Gesù Cristo sulla croce, che è l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Vangelo di Giovanni, 1, 29).
Sempre nella pag. 200 Biglino sostiene che il capitolo 38 del libro dell’Esodo (dove si prescrivono gli arredi del santuario dove eseguire il sacrificio animale), sarebbe in contraddizione con quanto affermato nel passaggio di Geremia (7, 22):

Io però non parlai nè diedi ordini sull’olocausto e sul sacrificio ai vostri padri, quando li feci uscire dalla terra d’Egitto,

Questo passaggio non è in contraddizione con il cap. 38 dell’Esodo, in quanto si riferisce a Esodo 14 quindi prima di Esodo 38. Inoltre la legge mosaica non si occupava principalmente delle offerte sacrificali, ma della relazione con il Signore che si sarebbe dimostrata in una vera adorazione attarverso le offerte. In altri termini questo passaggio si può spiegare in quanto la vera fede e l’obbedienza sono più importanti delle offerte cerimoniali.

Sempre nella pag. 200 Biglino riporta questo passaggio di Ezechiele (20, 25-26):

Allora io diedi loro persino leggi non buone e norme per le quali non potevano vivere. Feci sì che si contaminassero nelle loro offerte, facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perché riconoscessero che io sono il Signore.

Biglino sostiene ancora che YHWH sia crudele e perverso. Ma leggendo l’intero passaggio includendo alcuni versi precedenti ci si rende conto dell’intero contesto, Ezechiele (20, 21-26):

Ma anche i figli mi si ribellarono, non seguirono le mie leggi, non osservarono e non misero in pratica le mie norme, che danno la vita a chi le osserva; profanarono i miei sabati. Allora nel deserto io decisi di riversare il mio sdegno su di loro e di sfogare contro di loro la mia ira.
Ma ritirai la mano e agii diversamente per onore del mio nome, perché non fosse profanato agli occhi delle nazioni, di fronte alle quali io li avevo fatti uscire. Nel deserto, alzando la mano avevo anche giurato su di loro che li avrei dispersi fra le nazioni e disseminati in paesi stranieri, perché non avevano messo in pratica le mie norme e avevano disprezzato le mie leggi, avevano profanato i miei sabati e i loro occhi erano sempre rivolti agli idoli dei loro padri. Allora io diedi loro persino leggi non buone e norme per le quali non potevano vivere. Feci sì che si contaminassero nelle loro offerte, facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perché riconoscessero che io sono il Signore.

Questi passaggi si riferiscono alle generazioni ebree sucessive a quella che lasciò l’Egitto. Anche i discendenti delle dodici tribu disubbedirono a Dio, e per questo fu permesso loro di fare quello che volevano. Alla fine il Signore li avrebbe scacciati da Canaan per i loro continui peccati, e ciò accadde sotto il regno di Sedechia.
Abbiamo già ripetuto varie volte secondo la mentalità vigente nell’Antico Testamento la violenza e la punizione erano relazionate alla santità e alla giustizia di Dio. Dio mostrava la sua giustizia con la punizione, perché ancora non aveva inviato il Figlio.

A pag. 201 Biglino riporta un celebre verso del Vangelo di Giovanni (1, 18):

Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

E inoltre Biglino riporta pure un altro passaggio del Vangelo di Giovanni (6, 46):

Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.

Secondo Biglino questi due passaggi biblici sono in contraddizione con altri passaggi della Genesi che riporta nelle pagine 202 e 203.

Ma Biglino ha già criticato il verso 18 del Vangelo di Giovanni, nella pagina 148 del suo libro. Per la confutazione alla sua tesi rimando all’inizio del mio presente articolo.
Qui posso solo ribadire che anche se Dio si e’ manifestato varie volte all’uomo (per esempio quando si è mostrato a Mosè) nessuno lo ha mai visto nella sua pienezza. Dopo averci detto che nessuno, mai ha potuto vedere Dio nella sua pienezza, Giovanni ci dice che vi è un’eccezione: “l’unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che lo ha fatto conoscere”.

Vediamo le frasi ironiche e irrispettose scritte da Biglino alla fine della pag. 204:

“E allora l’affermazione contenuta nel Vangelo di Giovanni come va presa? Diciamo che Giosuè/Gesù (il figlio di Dio) non ricordava? Diciamo che Giosuè/Gesù (il figlio di Dio) non conosceva bene le scritture?”

Queste frasi cadono nel nulla, e dimostrano quanto Biglino, non sia capace di comprendere la profondità di uno degli scritti più sublimi che siano mai stati scritti, il Vangelo di Giovanni e in particolare i suoi primi 18 versi.
A pag. 206 Biglino sostiene che il libro della Sapienza dovrebbe includere la missione inminente di Gesù Cristo, se proprio quel libro fosse ispirato da Dio.
Rispondo affermando che il Libro della Sapienza non fa parte del Tanakh e quindi è al di fuori della Bibbia. In ogni caso le profezie che indicano e decsrivono la missione del Figlio di Dio sono circa 300 nell’Antico Testamento, quindi anche queste frasi di Biglino non hanno nessun senso.
A pag. 208 e 209 Biglino continua nel suo vacuo tentativo di screditare la Bibbia e sostiene che la teologia monoteista sarebbe stata inventata nel corso dei secoli. Poi sostiene che nella Bibbia non ci sarebbero fonti e quindi non si potrebbe parlare di affidabilità del testo scaro.
Proprio Biglino che propone assurde teorie di extraterrestri biblici senza portare nessuan fonte ci dice che la Bibbia non sarebbe basata su fonti. Naturalmente Biglino dimostra di non conoscere che cosa è la Storicità della Bibbia e l’Archeologia Biblica. Inoltre ancora una volta, Biglino dimentica che è stato Gesù Cristo stesso che con le sue frasi, con i suoi atti e con la sua gloriosa Risurrezione ha sancito la piena veridicità della Bibbia.
A pag. 211 Biglino sostiene che gli ebrei siano stati depredati del loro libro, il Tanakh e su di esso sia stata costruita la teologia del Cristianesimo. Peccato che gli autori dei Libri del Nuovo Testamento erano tutti ebrei (ci sono teorie che sostengono che anche Luca fosse ebreo, o perlomeno un ellenico giudaizzato), quindi non si capisce chi abbia rubato a chi. Gesù Cristo, il Figlio di Dio era ebreo, gli Apostoli erano tutti ebrei e 7 su 8 Evangelisti erano ebrei. Quindi anche la teoria di Biglino che qualcuno (i falsari che avrebbero creato a tavolino i Vangeli), avrebbe “rubato” il Tanakh per costruire una nuova teologia si dimostra falsa e priva di fondamento.

A pag. 213 Biglino apre il suo ottavo capitolo intitolato “i possibili artefici dell’inganno?”
Biglino a questo punto deve individuare il complotto, chi lo ha organizzato, e chi lo ha portato a termine. Il primo che gli viene in mente è Paolo di Tarso. Ma la tesi del Cristianesimo inventato da Paolo di Tarso non regge, come ho già spiegato all’inizio del presente articolo.
Sembra che Biglino abbia un cattivo rapporto col potere, e sembra che indichi nel Vaticano il potere più potente del pianeta. Un potere che sembra essere per lui oppressivo, invadente.
Biglino si definisce un “libero pensatore”, ma se lo fosse dovrebbe dedicarsi allo studio dei primi tre secoli dell’era cristiana e si renderebbe conto che i credenti di quel periodo non facevano parte del potere, ma purtroppo furono l’obiettivo del potere. Nel primo secolo della nostra era il potere in Giudea era rappresentato dai sacerdoti ebrei ortodossi, farisei e sadducei. Nell’impero romano il potere dominante era rappresentato dall’imperatore romano. I primi cristiani erano perseguitati dal potere, come ho evidenziato nell’articolo linkato alla nota 43. Ma Biglino non si sofferma sulla vera storia dei primi tre secoli della nostra era. Per lui il complotto iniziò da subito, con Paolo di Tarso. Peccato che Paolo di Tarso non guadagnò nulla da questo supposto complotto, anzi, finì decapitato nel 67 d.C.
A pag. 214 Biglino inizia a porre delle domande. E’ una strategia sottile, in quanto si installa nel lettore il dubbio che sia stato organizzato un complotto planetario, con lo scopo di diffondere una religione che possa controllare le masse.
Ecco le domande di Biglino e le mie conseguenti risposte:

Mauro Biglino:
Chi è stato capace di manipolare le menti al punto di convincerle a credere in una favola?

Yuri Leveratto:
Il complotto esiste solo nella mente dei complottisti. La fede in Gesù Cristo si è sviluppata in modo pacifico e senza imposizioni. Anzi, nei primi tre secoli i cristiani erano avversati dal potere giudaico e romano. Molti cristiani andarono al martirio, pur di non rinnegare che Gesù Cristo è il Figlio di Dio.
Mauro Biglino:
Chi ha saputo imporre un giogo con tanta scaltrezza da renderlo non solo bene accetto ma addirittura ardentemente richiesto come elemento consolatorio e rasserenante?

Yuri Leveratto:
Non è stato imposto alcun giogo: nei primi tre secoli della nostra era la fede in Gesù Cristo era proibita dalla legge di Roma che imponeva il culto dell’imperatore, considerato dio. Chi non sacrificava incenso al “genio” dell’imperatore, non propiziava le vittorie di Roma sui nemici e quindi era considerato nemico di Roma. I cristiani pregavano per il loro nemici e quindi erano considerati pericolosi per Roma. Per questo erano messi a morte. Biglino non conosce la storia di Roma antica e delle persecuzioni per questo inventa assurde teorie.

Mauro Biglino:
Chi ha saputo costruire un sistema di schiavitù nel quale gli schiavi stessi difendono il loro padroni contro ogni tentativo di dimostrarne la falsità originaria e strutturale?

Yuri Leveratto:
Chi sarebbero i padroni? Forse Biglino allude alla Chiesa Cattolica? Ma nel mondo ci sono circa 1 miliardo di cristiani non cattolici che quindi non hanno nessun padrone, ma hanno un unico Signore e Salvatore: Gesù Cristo. E anche i Cristiani cattolici comunque non hanno nessun padrone, hanno semmai una guida, il papa. Quindi, nessun padrone e nessuno schiavo. Anche da questa domanda e da come è formulata si evince che Biglino è fortemente risentito con la Chiesa Cattolica.

Mauro Biglino:
Chi ha elaborato un sistema di propaganda che si è rivelato più efficace di qualunque strategia di comunicazione messa in atto dalle varie dittature che hanno operato nella storia dell’umanità?

Yuri Leveratto:
Biglino confonde il periodo post-costantiniano, dove l’imperatore Costantino ha effettivamente utilizzato la fede cristiana per scopi di unificazione dell’impero e controllo delle masse, con il periodo del Cristianesimo antico (primi tre secoli). Se qualcuno volesse approfondire può cliccare al link alla nota 44.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato dei costumi e degli usi propri di tribu di allevatori nomadi e seminomadi nella basi di sistema di culto tanto elaborati quanto vuoti e privi di senso e sostanza?

Yuri Leveratto:
Nessuno. Gli allevatori nomadi ai quali Biglino si riferisce erano gli ebrei dell’Antico Testamento i quali avevano il culto di IO SONO – YHWH (la cui radice etimologica significa “essere”). Quando il Verbo, Dio, si fece carne nella persona di Gesù Cristo, i suoi seguaci inizialmente, e poi milioni di persone iniziaro a riconoscere che la fede cristiana è l’unica e vera fede nell’unico e vero Dio.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato delle norme violente, crudeli e dittatoriali, valide per un acampamento paramilitare, in un sistema etico che condiziona comportamenti, regole e leggi delle moderne società occidentali e non solo?

Yuri Leveratto:
Nella Bibbia le norme sono chiare e dettate da Dio a Mosè nelle Tavole della Legge. In seguito vi è stata una rivelazione progressiva che ha portato Dio stesso a inviare suo Figlio, la luce vera, con lo scopo di “togliere il peccato del mondo” e portare quindi la salvezza sulla terra per tutti coloro che vogliono accoglierla. Il sistema etico al quale Biglino accenna deriva dalle positive norme morali dei Vangeli, che non sono state messe in pratica pienamente dopo il buio periodo post-costantiniano, durato per secoli.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato racconti e storie popolari di tribu prima nomadi e poi stanziali in una verità assoluta ispirata da un Dio che è esso stesso frutto di invenzione?

Yuri Leveratto:
Innanzitutto la Bibbia non è la somma di racconti e storie popolari, ma in ogni caso è stato Gesù Cristo che ha sancito per sempre la veridicità della Bibbia, infatti ha detto IO SONO estattamente come in Esodo 3, 14.

Mauro Biglino:
Chi ha elaborato a tavolino la storicamente infondata storia unitaria di un popolo rendendolo depositario di una rivelazione mai avvenuta?

Yuri Leveratto:
Se qualcuno avesse creato a tavolino una storia non vera, basata su fatti soprannaturali, come avrebbe potuto poi farla accettare alle masse se non vi credeva? Vi immaginate i falsari del complotto dei Vangeli che andavano a predicare qualcosa in cui non credevano nemmeno loro? E poi, per guadagnarci cosa? In quel periodo professare una credenza diversa dalla religione romana e dal culto all’imperatore era proibito en punito con la morte e infatti molti cristiani finirono sul patibolo. Ma questo Biglino non lo dice.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in infallibili uomini di Dio dei cosidetti profeti che spesso operavano a favore dell’autorità costituita per accreditarne il potere?

Yuri Leveratto:
Potrebbe portare Biglino delle fonti storiche di quello che ha scritto? Qui posso dire per esempio che Giovanni Battista era un profeta e non operò affatto a favore dell’autorità costituita, infatti fu messo a morte dall’autorità costituita. Ecco la prova documentale di quello che sto affermando, (Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XVIII 116-119):

«Ma ad alcuni Giudei parve che la rovina dell'esercito di Erode fosse una vendetta divina, e di certo una vendetta giusta per la maniera con cui si era comportato verso Giovanni soprannominato Battista.
Erode infatti aveva ucciso quest'uomo buono che esortava i Giudei a una vita corretta, alla pratica della giustizia reciproca, alla pietà verso Dio, e così facendo si disponessero al battesimo; a suo modo di vedere questo rappresentava un preliminare necessario se il battesimo doveva rendere gradito a Dio. Essi non dovevano servirsene per guadagnare il perdono di qualsiasi peccato commesso, ma come di una consacrazione del corpo insinuando che l'anima fosse già purificata da una condotta corretta.
Quando altri si affollavano intorno a lui perché con i suoi sermoni erano giunti al più alto grado, Erode si allarmò. Un'eloquenza che sugli uomini aveva effetti così grandi, poteva portare a qualche forma di sedizione, poichè pareva che volessero essere guidati da Giovanni in qualunque cosa facessero. Erode, perciò, decise che sarebbe stato molto meglio colpire in anticipo e liberarsi di lui prima che la sua attività portasse a una sollevazione, piuttosto che aspettare uno sconvolgimento e trovarsi in una situazione così difficile da pentirsene.
A motivo dei sospetti di Erode, (Giovanni) fu portato in catene nel Macheronte, la fortezza che abbiamo menzionato precedentemente, e quivi fu messo a morte. Ma il verdetto dei Giudei fu che la rovina dell'esercito di Erode fu una vendetta di Giovanni, nel senso che Dio giudicò bene infliggere un tale rovescio a Erode. »

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in preghiere un insieme di invocazioni che un popolo rivolgeva al suo comandante supremo nella speranza di addolcirne le decisioni e ingraziarsene le intenzioni?

Yuri Leveratto:
Se YHWH fosse stata una persona in carne e ossa, ossia un comandante supremo, i libri di storia lo descriverebbero come un comandante militare o capo militare. Invece la Bibbia lo descrive come “puro Spirito”. Gesù Cristo stesso che ha confermato in numerose occasioni di essere consustanziale al Padre e quindi a YHWH, ha indicato come pregare, nel “Padre Nostro”.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in testi sacri degli scritti che gli scribi stessi consideravano sostanzialmente poco più che uno strumento per il loro lavoro?

Yuri Leveratto:
Se il Tanakh fosse stato un semplice “strumento per il lavoro degli scribi” e non un testo ritenuto sacro e importante anche dal punto di vista sapienziale ed etico, per quale motivo già nel II secolo a.C. il sovrano egizio Tolomeo II Filadelfo commissionò alle autorità religiose del tempio di Gerusalemme una traduzione in greco del Pentateuco e in seguito di tutto il Tanakh?

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in testo unitario un insieme di opere letterarie che, al tempo della caduta di Gerusalemme (586 a.C.) non esistevano nella forma che noi definiamo attualmente Bibbia?

Yuri Leveratto:
La formazione del Canone del Tanakh fu un qualcosa di progressivo nel tempo, e non “deciso a tavolino”, come il complottista Biglino vorrebbe astutamente far credere. In particolare i ritrovamenti dei Manoscritti del Mar Morto, datati dal 408 a.C. al 318 a.C. dimostrano che il Canone del Tanakh era pressoché già formato e accettato nel quarto secolo a.C.

Mauro Biglino:
Chi ha sacralizzato un testo sul quale gli stessi scribi si ritenevano liberi di agire e operare secondo la loro personale sensibilità?

Yuri Leveratto:
Bisognerebbe che Biglino portasse le prove di questa supposta “libertà di agire e operare” degli scribi. Il Tanakh e poi il Nuovo Testamento sono testi ispirati da Dio e i profeti stessi nel Tanakh, e Gesù Cristo stesso nel Nuovo Testamento lo provano. Infatti Gesù Cristo ha confermato la veridicità del Tanakh con i suoi detti e i suoi atti, oltrechè naturalmente con la sua Risurrezione.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in Dio di amore un militare (Yahweh ich milchamah, “Yahweh uomo di guerra”, lo definisce il Libro dell’Esodo 15, 3), feroce sanguinario, razzista, privo di rispetto per la vita di ogni uomo, donna, bambino anciano che non appartenesse alla sua alleanza?

Yuri Leveratto?
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”. Per quanto riguarda la supposta violenza di YHWH si veda nota 5.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in Dio di amore un militare che ordinava costantemente di sterminare tutti coloro che avevano la sola colpa di risiedere in territorio nei quali lui intendeva collocare i suoi avendo fatto autònomamente la promessa di assegnarglieli?

Yuri Leveratto:
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”. Per quanto riguarda i supposti atti di “sterminio”, Dio nella sua infinita saggezza sapeva già (in quanto è onniscente) quali erano i popoli idolatri che avrebbero vissuto nel peccato, e che avrebbero potuto sviare il suo popolo, pertanto se permanevano nel peccato li puniva con la morte. Era nel suo pieno diritto farlo, in quanto nel periodo dell’Antico Testamento, non aveva ancora inviato il Figlio, per la remissione di tutti i peccati.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in Dio di giustizia un militare che non aveva scrupoli nell’utilizzare, e fare utilizzare dai suoi, ogni metodo e ogni strumento, anche il più turpe e inaccettabile, pur che fosse capace di garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati?

Yuri Leveratto:
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”. Non vi è stato alcun “metodo turpe e inaccettabile”, ma solo la rivelazione progressiva. Essa inizia con Abele e Caino. “Chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte” (Genesi 4, 15). Poi ci sarà la legge del taglione: “Vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede” (Deuteronomio 19, 21). Non è che Dio ha cambiato idea, è semplicemente che si è passati da una punizione durissima (uno per sette), a una punizione dura (uno per uno). Lentamente si passa ad altre rivelazioni: “Non fare a nessuno ciò che non piace a te” (Tobia 4, 15). Ed ecco la rivelazione ultima e perfetta: Vangelo di Matteo (5, 38-39):

“Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pòrgigli anche l’altra”.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in un Dio di tolleranza e perdono un individuo che faceva uccidere chi veniva sorpresa a fare legna il sabato?

Yuri Leveratto:
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”. Dio è un amore, e misericordia, ma anche giustizia. E siccome durante l’Antico testamento si era sotto il dominio della Legge e non della Grazia (la Grazia e la Verità furono pòrtate infatti da Gesù Cristo), ogni peccato, anche il più piccolo poteva essere punito durante la vita terrena.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in un Dio di fratellanza e uguaglianza un individuo che imponeva scelte su base razziale nei matrimoni e nei comportamenti da tenere con chi non apparteneva al clan di tribu che gli era stato affidato?

Yuri Leveratto:
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”. Il Tanakh come sappiamo non è solo il libro dove Dio si è rivelato e non è solo il Libro che con le sue 300 profezie anuncia la venuta del Figlio, ma è anche un libro sociale e comportamentale.
Da un punto di vista antropologico nessun clan si mischia con un altro clan a meno che non vi siano degli accordi tra i capi-clan. A maggior ragione non ci si mischia se la fede è differente e l’organizzazione sociale è differente.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in Dio onnipotente un individuo che non è mai riuscito a mantere le sue promesse territoriali?

Yuri Leveratto:
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”. La promessa territoriale da parte di Dio nei riguardi di Israele è vigente in quanto il patto abramitico è “per sempre” (vedere il mio articolo corrispondente. “il patto abramitico, preludio del Nuovo Patto”, nota 47).

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in Dio onniscente un individuo che per avere le notizie su ciò che accadeva era costretto a prenderne atto di persona o a farsele raccontare?

Yuri Leveratto:
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”. Dio, anche se conosce da sempre l’animo dell’uomo e il suo pensiero, a volte entra in contatto con l’uomo, e si avvicina a lui con lo scopo di tentare di redimerlo. Il massimo esempio di ciò è l’incarnazione del Verbo: Dio si fa uomo e viene tra di noi per redimerci e salvarci.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in Dio onniscente un individuo uno che non conosceva neppure i pensieri e le intenzioni dei più stretti collaboratori ed era costretto a metterli alla prova per verificarne la fedeltà?

Yuri Leveratto:
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”. A volte Dio pur conoscendo la mente degli uomini ha voluto provarli, non solo per verificare il grado di lealtà degli stessi nei suoi confronti, ma anche come insegnamento per altre persone.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in rispettabili riti religiosi la barbara consuetudine di massacrare centinaia di animali allo scopo di produrre quel fumo che gli Elohim avevano necessità di annusare per calmarsi?

Yuri Leveratto:
Con questa frase ancora una volta Biglino dimostra di non conoscere il senso della Bibbia (la fede in Dio) e dimostra di non conoscere neppure dal punto di vista antropologico che cosa erano i sacrifici rituali non solo in Israele, ma in molte culture antiche. Il sacrificio rituale (o olocausto), era una cerimonia nella quale l’animale veniva offerto a Dio, nel senso che si rinunciava a nutrirsi di quell’animale e si rendeva tributo a Dio offrendogli il migliore degli agnelli. L’animale veniva sgozzato e quindi cremato completamente. Si credeva inoltre che il Signore nel sentire il profumo delle carni bruciate si compiacesse dell’atto eseguito dai fedeli, in quanto si compiaceva del fatto che i credenti in lui rinunciassero a un loro bene prezioso per offrirlo a lui. Il sacrificio rituale o olocausto è un rito compiuto da moltissime comunità di credenti anche di altre fedi per esempio era compiuto nelle civiltà meso-americane e sud-americane. Biglino dimostra di non conoscere queste cerimonie rituali che fanno parte di moltissime culture umane e sfrutta l’argomento a suo piacere tentando di mostrare che YHWH fosse crudele e sadico.
Inoltre Biglino, come tutti quelli che negano la santità e la Divinità di IO-SONO, (YHWH), nega anche la sacralità dei sacrifici animali nell’Antico Testamento. Sostiene che era una pratica barbara e che detta pratica istigherebbe al male. Ma nell’Antico Testamento Dio ha prescritto i sacrifici animali per espiare temporaneamente il peccato. Nell’Antico Testamento Dio aveva ordinato di sacrificare animali perfetti, senza macchia. La persona che offriva il sacrificio s’identificava con l’animale e doveva ucciderlo. Gli ebrei credevano che questo rito provvedesse il perdono dei peccati da parte di Dio.
Il sacrificio animale serviva pertanto come “punizione” nei confronti di un peccatore, infatti si uccideva un agnello del suo gregge. Gli si toglieva un animale, prezioso in tempi di carestia, ed inoltre il peccatore, vedendo che l’animale innocente moriva, sentiva pena per quell’essere vivente che moriva a causa del suo peccato.
Naturalmente tutto questo presagiva il sacrificio finale e perfetto di Gesù Cristo sulla croce, che è l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Vangelo di Giovanni, 1, 29).

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in Dio un individuo, che nelle festività annuali, da lui istituite e a lui dedìcate, imponeva che non mancasse mai la sostenza ubriacante che tanto desiderava?

Yuri Leveratto:
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”. In ogni caso leggiamo questo passaggio dei Salmi (50, 7-15):

Ascolta, popolo mio, e io parlerò; ascolta, Israele, e io testimonierò
contro di te. Io sono Dio, il tuo Dio. Non ti rimprovero per i
tuoi sacrifici; i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti. Non esigo
tori dalla tua casa, nè capri dai tuoi ovili. Sono mie infatti tutte le
bestie della foresta, mio è il bestiame che sta sui monti a migliaia.
Conosco tutti gli uccelli dei monti, e quel che si muove per la campagna
è a mia disposizione. Se avessi fame, non lo direi a te, perché
mio è il mondo, con tutto quel che contiene. Mangio forse
carne di tori, o bevo forse sangue di capri? Come sacrificio offri
a Dio il ringraziamento, e mantieni le promesse fatte all’Altissimo;
poi invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai

da ciò si evince che Dio, essendo tale, non aveva bisogno di mangiare, ne di bere, ma gradiva i sacrifici rituali in quanto l’uomo con il sacrificio dichiara che vi è un qualcosa di più importate di un semplice animale o di vino, ed è la fede in Dio. Ovviamente un esmpio di scarificio più importante fu quello dei martiri che dimostrarono che anteponevano Gesù Cristo alla loro stessa vita.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in Dio di giustizia ed equità un individuo (Yahweh) che indicava ai suoi di prestare agli stranieri il denaro ad interesse affermando che così li avrebbero resi da loro dipendenti, giacche chi presta denaro è padrone e chi lo riceve è schiavo? (Proverbi 22, 7; Deuteronomio 15, 3)

Yuri Leveratto:
Innanzitutto il passaggio dei Proverbi non indica che si deve prestare denaro. Vi si dice solo che “il ricco domina sul povero”:

Proverbi 22, 7

Il ricco domina sul povero
e chi riceve prestiti è schiavo del suo creditore.

Infatti se si legge il verso 22, 1 vi è scritto:

Un buon nome è preferibile a grandi ricchezze
e la benevolenza altrui vale più dell’argento e dell’oro.

Per quanto riguarda il passaggio del Deuteronomio 15, 3, leggiamo anche i passaggi precedenti, Deuteronomio (15, 1-3):

Alla fine di ogni sette anni celebrerete la remissione. Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che detenga un pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, poichè è stata proclamata la remissione per il Signore. Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere.

Questo passaggio si rivela giusto: una persona ha un credito. Se il debitore fa parte della ristretta cerchia del creditore, e non riesce a pagare, il debito può essere condonato. Se invece il debitore non fa parte della ristretta cerchia del creditore, il debito va pagato. Non c’è nulla di strano.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in storia dalla valenza universale i racconti nazionali che un popolo ha rielaborato a suo beneficio dopo averli copiati da testi e tradizioni di altri?

Yuri Leveratto:
Gesù Cristo è il centro della storia. Lui è venuto sulla terra con lo scopo di “togliere il peccato del mondo” (vangelo di Giovanni, 1, 29). Non è venuto con lo scopo di “togliere il peccato di Israele”. La sua storia è stata divulgata dagli Apostoli ed Evangelisti in tutto il mondo. Per questo la Bibbia è il libro più letto e venduto di tutti i tempi (5 miliardi di esemplari, tradotto integralmente in 349 ligue).

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in personaggi dalla valenza planetaria dei re e dei governanti (Saul, Davide, Salomone), che a malapena sono riusciti a mantenere il controllo su quei piccoli fazzoletti di terra che si sono conquistati in decenni di guerre e agressioni?

Yuri Leveratto:
E’ Gesù Cristo stesso che ha dato valenza planetaria alla Bibbia, confermando con i suoi detti, ma soprattutto con i suoi atti, che essa è realmente la Parola di Dio.

Mauro Biglino:
Chi ha attribuito valenza universale a norme che contemplavano la purezza geneaologica del sangue come elemento costituente degli appartenenti all’alleanza?

Yuri Leveratto:
La purezza geneaologica è un concetto comune a molte culture antiche. Da un punto di vista antropologico si considera che solo gli appartenenti alla stessa stirpe siano puri e quindi diversi da altre etnie e tribu. Oggi non ha alcuna valenza universale far parte di una tribu, stirpe o casato o etnia. Gesù Cristo è venuto a perdonare tutti i peccati di tutte le persone della terra.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in testo “sacro” un insieme di scritti che erano considerati poco più che testi eruditi da parte della casta sacerdotale che deteneva il potere nella ricostituita provincia di Yehud dopo il ritorno dall’esilio babilonese?

Yuri Leveratto:
La Bibbia è il testo sacro nella sua totalità, dalla Genesi alla Apocalisse. La sua assoluta sacralità è stata confermata da Gesù Cristo in persona che ha detto IO SONO esattamente come in Esodo 3, 14.

Mauro Biglino:
Chi ha definito sacri i testi sui quali sacerdoti e scribi sapevano di potere intervenire con le loro rielaborazioni finalizzate a trarre profitto in termini di potere, autorità, prestigio?

Yuri Leveratto:
Gesù Cristo è il centro della Bibbia. Con la sua missione sulla terra ha confermato che le Sacre Scritture sono la Parola di Dio. I suoi seguaci hanno completato il Tanakh (Antico Testamento), con il Nuovo Testamento. La Bibbia è oggi riconosciuta come testo sacro da 2,3 miliardi di persone.

Mauro Biglino:
Chi ha definito come ispirati da Dio testi redatti in varie versioni spesso fortemente contraddittorie che gli stessi scribi mantenevano come tali al fine di lasciare a ciascuno la possibilità di verificare e scegliere?

Yuri Leveratto:
La Bibbia non si contraddice affatto. I libri del Tanakh (Antico Testamento) più i libri del Nuovo Testamento, costituiscono la Parola di Dio. Per quanto riguarda il Nuovo Testamento, vari Evangelisti sono andati al martirio pur di non rinnegare quello che avevano scritto e divulgato.

Mauro Biglino:
Chi ha annullato anche in via teorica e dottrinale, la libertà degli ebrei della colonia egiziana di Elefantina che si rivolgevano contemporaneamente, e con naturalezza, a Yahweh ed altri cosidetti dei?

Yuri Leveratto:
Biglino ha occupato gran parte del suo libro a sostenere che Yahweh fosse in realtà un capo militare extraterrestre e adesso difende chi lo venerava come Dio? Però Biglino scrive che quella comunità venerava anche altri dei. Probabilmente alcuni fedeli dell’unico e vero Dio erano confusi e si rivolgevano anche ad altri dei. Però dopo la missione di Gesù Cristo sulla terra non vi possono essere più errori o confusioni, in quanto lui è venuto a rivelarci la splendente Trinità, ossia l’essenza di Dio.

Mauro Biglino:
Chi ha annullato la tradizione degli ebrei della colonia egiziana di Elefantina, che pare per molti secoli non avere neppure conosciuto il Pentateuco e la sua inviolabile sacralità?

Yuri Leveratto:
Nella storia umana alcune tradizioni sono sorte e altre si sono estinte. Se gli ebrei di Elefantina avevano una tradizione diversa e poi hanno modificato il loro credo, questo fatto rientra nell’ambito della normalità.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in religione universale una corrente, una visione nazionalista che contemplava un popolo eletto scelto su base razziale como popolo di sacerdoti?

Yuri Leveratto:
La fede ebraica non era una “visione nazionalista”. Era la fede nell’unico e vero Dio e nel Tanakh stesso vi sono circa 300 profezie che annunciano la venuta del Salvatore del mondo. Dopo la missione di Gesù Cristo, la fede nell’unico e vero Dio, che è Trinità, si è diffusa in tutto il mondo, proprio perché Gesù Cristo è venuto a “togliere il peccato del mondo” (Vangelo di Giovanni 1, 29).

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in Terra Santa da tutti venerata e onorata, un territorio che altro non era se non la piccola parte di un paese oggetto delle mire di un militare e delle tribu di allevatori da lui governate e addestrate per conquistarla?

Yuri Leveratto:
Biglino ha speso tempo della sua vita a cercare di dimostrare che Yahweh era un potente capo militere extraterrestre. Ve lo immaginate un extraterrestre che viaggia nello spazio e quando arriva sulla terra si mette a capo di un gruppo di pastori. Le elucubrazioni di Biglino sono completamente anti-storiche e anti-logiche. La Terra Santa è venerata e onorata soprattutto perché vi nacque Gesù Cristo, il Salvatore del mondo. Nella Bibbia non si afferma come dice Biglino, che Yahweh era un capo militare “locale”, ma si afferma che che Yahweh, essendo il Creatore del mondo, è anche “padrone di tutta la terra”, infatti dice: “tutta la terra è mia”. A tale proposito vediamo alcuni passaggi corrispondenti:

Esodo (19, 5) ("Elohim dice", dal verso 19, 3): “Dunque, se ubbidite davvero alla mia voce e osservate il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare; poiché tutta la terra è mia;

Levitico (25, 23): ("Yahweh dice", dal verso 25, 1): “Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti”.

Deuteroniomio (7, 6): “Tu infatti sei un popolo consacrato a Yahweh, tuo Dio: Yahweh, tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo popolo particolare fra tutti i popoli che sono sulla terra”.

Salmi, (24,1): “Di Yahweh è la terra e quanto contiene: il mondo, con i suoi abitanti”.

Salmi (50, 10): ("Elohim dice", dal verso 50, 1): “Sono mie tutte le bestie della foresta, animali a migliaia sui monti”.

Ezechiele (18, 3-4): “Com’è vero che io vivo, oracolo di Adonai Yahweh, voi non ripeterete più questo proverbio in Israele. Ecco, tutte le vite sono mie: la vita del padre e quella del figlio è mia; chi pecca morirà”.

Aggeo (2, 8): “L’argento è mio e mio è l’oro, oracolo di Yahweh degli eserciti”.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato nel “libro dei libri” ispirato da Dio, un insieme di scritti privi di fonti accreditate e anche di autori accertati; libri tra loro spesso contraddittori e incoerenti, in più casi storicamente e geograficamente errati, colmi di errori e sviste linguistiche e grammaticali, con cui un popolo ha raccolto, elaborato e in parte inventato la sua storia nazionale?

Yuri Leveratto:
E’ Gesù Cristo stesso che ha sancito la veridicità assoluta della Bibbia, la Parola di Dio. (Vedere mio articolo al link della nota 48).

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in figlio di Dio un predicatore giudeo partigiano antiromano, appartenente forse al più sanguinario dei gruppi nazionalisti ribelli del tempo, gli zeloti?

Yuri Leveratto:
Biglino afferma varie volte che Gesù è il figlio di un “Elohim” sovrumano, che per lui sarebbe un extraterrestre dai super-poteri e adesso torna a propinarci la teoria del Gesù partigiano antiromano, a capo di una setta di sanguinari? Se Gesù fosse stato uno zelota, i suoi seguaci avrebbero continuato nella lotta armata e nessuno di loro avrebbe divulgato pacificamente e pacatamente la Buona Novella, rischiando continuamente la vita e infine finendo martirizzati pur di non rinnegare il nome di Gesù Cristo.

Mauro Biglino:
Chi ha indotto, in milioni di donne e uomini un senso di colpa profondo e strutturale, la convinzione condizionante di essere per natura peccatori, imponendo la necessità di credere in un “peccato originale”, che non è neppure presente nei testi da cui lo si trae?

Yuri Leveratto:
Per quanto riguarda il peccato originale, Mauro Biglino afferma spesso che nella Bibbia questo concetto non sarebbe presente. Innanzitutto si può far notare che vi sono correnti nell'ebraismo che invece credono nel concetto del peccato originale e altre che non vi credono, come fa risaltare per esempio l’autore Shaul Magid (2008), nel suo libro “From Metaphysics to Midrash: Myth, History, and the Interpretation of Scripture in Lurianic Kabbala”. (Indiana University Press. p. 238. Retrieved 9 February 2014). (6)
Infatti al punto 8 del link riportato alla nota (6) è scritto (traduzione mia dall’inglese):

Ci sono varie fonti antiche rabbiniche che indicano la nozione di un peccato “ereditato” (si intende ereditato da persona a persona), per esempio Pirkei de Rebbe Eliezer 13 e 21, Genesi Raba 12, 5; Levitico Raba 21: 4, Deuteronomio Raba 11, 9. Cohen suggerisce tre categorie basilari di come gli antichi rabbini si sono occupati dell’argomento: 1-Corruzione della stirpe da un punto di vista ereditario 2- Il peccato di Adamo punito attarverso la sua progenie 3- Tutti i peccati sono il risultato delle azioni di Adamo. Cohen suggerisce che molti rabbini ortodossi abbiano optato per il punto 3, mentre Paolo di Tarso optò per il punto 1”.

Infatti il punto fondamentale è che furono gli Apostoli e gli Evangelisti, che erano ebrei, e che conoscevano molto bene il Tanakh, che diffusero il concetto che Gesù Cristo venne per togliere il peccato. Quindi l’importante è vedere quello che loro credevano, e quello per cui erano disposti a morire.
Inoltre è stato Gesù Cristo stesso che ha confermato la veridicità della Bibbia, e in particolare della Genesi, in molte occasioni. Ed è stato lui in numerose occasioni (riportate poi nel Nuovo Testamento) a rimarcare l’importanza del pentirsi dei propri peccati e credere nel suo scarificio espiatorio sulla croce. (Per approffondire, vedere mio articolo alla nota 49).

Mauro Biglino:
Chi ha fatto si che i popoli di varie nazioni rinunciassero al rapporto con i loro governanti (gli elohim, thoi, deva, asi…che si sono spartiti il pianeta), sostituendoli con l’Elohim di nome Yahweh che aveva sempre espressamente dichiarato che si sarebbe occupato exclusivamente della sua gente, anche a discapito e a danno di ogni altro popolo?

Yuri Leveratto:
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”.
Inoltre come già evidenziato varie volte la rivelazione è stata progressiva. Prima YHWH si è manifestato a una persona, Abramo, poi a un popolo, quello degli ebrei, e poi a tutti per mezzo di Gesù Cristo che ha portato la Grazia e la Verità.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato in Dio universale uno dei più insignificanti degli Elohim, talmente poco importante da avere avuto in assegnazione dal suo comandante (Elyon) non già un popolo ma un pezzo di una famiglia, mentre altre partid ella stessa famiglia sono state assegnate ai suoi colleghi che la Bibbia nomina esplicitamente?

Yuri Leveratto:
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”.
Anche Elyon (l’Altissimo), è un altro dei molteplici nomi di Dio, che proprio perché è Dio, non può essere limitato con un solo nome.

Mauro Biglino:
Chi ha trasformato nel Dio eterno un individuo che la Bibbia stessa afferma essere mortale come tutti gli uomini?

Yuri Leveratto:
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”. Biglino in questo caso dovrebbe citare i corrispondenti passaggi biblici dove secondo lui YHWH è descritto come “mortale”.

Mauro Biglino:
Cui ha trasformato nel signore dell’eternità un individuo che di eternità non ha mai parlato?

Yuri Leveratto:
In questa domanda Biglino dà per scontato che Yahweh sia un capo militare o un essere sovrumano extraterrestre. Ma questa premessa deriva da traduzioni errate e forzate e dal mancato studio di altri passaggi biblici dove Dio stesso (YHWH), viene indicato come l’essenza pura, ossia “colui che è”. (Vedi nota 45). Secondo alcuni studiosi (46) il tetragrama biblico, o YHWH, (uno dei nomi di Dio, il più ricorrente nella Bibbia, citato 6823 volte, la cui pronuncia è Yahweh), deriverebbe dalla radice triconsonantica dell'ebraico biblico היה, che significa “essere”. YHWH ha infatti dichiarato di “essere” (il concetto di “essere” viene interpretato come sinonimo di eternità, per esempio qui, Esodo 3, 14:

Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”».

Quindi YHWH si è auto-definito come Eterno, dicendo “IO SONO colui che sono”.

A partire dalla pag. 221 Biglino inizia, con lunghe elucubrazioni, a sviluppare la sua teoria sulla nascita del Cristianesimo.
Abbiamo già visto che le sue teorie sul Gesù partigiano anti-romano o su Paolo di Tarso creatore della cristologia, sono non provate storicamente e pure anti-logiche. Ma ora Biglino sviluppa una teoria del complotto ancora più amplia e persino più assurda di quella sviluppata all’inizio del suo cap. 5.
Biglino ancora sostiene che nell’Antico Testamento non vi sia nulla di sacro. Ovviamente non avendo chiaro cosa è la Bibbia nella sua totalità, non può rendersi conto di che cosa è l’Antico Testamento e lo vede come un testo per nulla spirituale, quando invece vi è l’annunzio dell’arrivo del Figlio, con circa 300 profezie.
Biglino cita alcuni studiosi e nella pagina 222 continua a dire che la Bibbia è stata “sacralizzata” per motivi culturali. Velatamente Biglino lascia intendere che la Bibbia sia stata “sacralizzata” per il motivo di controllare e dominare sulle masse.
A pag. 223 Biglino continua con il definire YHWH un capo militare (stranamente qui sembra abbandonare nuovamente la teoria del “Yahweh extraterrestre”). Ma se YHWH fosse stato un capo militare sarebbe stato ricordato come tale, tipo Saul o Davide, invece nella Bibbia YHWH viene considerato come il Creatore del mondo. Naturalmente queste sono considerazioni di logica semplice.
Però per “costruire a tavolino” la sua teoria, deve cercare di mostrare che Yahweh abbia fallito. Secondo Biglino le conquiste di Israele da parte di Assiri (VIII sec. a.C.), e Babilonesi (VI sec. a.C.) avrebbero decretato la fine della promesse del “capo militare” Yahweh (ma non era un extraterrestre?). Pertanto le classi dominanti avrebbero elaborato e inventato una nuova speranza. Ecco che il complotto si amplia. Se prima era Paolo di Tarso, il più grande fautore del “complotto dei primi cristiani”, ora il complotto planetario inziò ancor prima di Gesù Cristo, centinaia di anni prima.
Cerchiamo di seguire il filo delle elucubrazioni di Biglino. A pag. 225 Biglino sostiene che con la costruzione del Secondo Tempio si crei un nuovo sistema di potere. Ecco la frase di Biglino:

“i sacerdoti gerosolimitani si attribuiscono un potere con premesse e valenze nuove: si autocostituiscono rappresentanti/depositari di una nuova promessa che essi stessi elaborano/inventano e sulla quale iniziano a costruire un nuovo e più efficace sistema di potere.

A pag. 226 Biglino torna a descrivere il suo presunto “complotto dei primi cristiani”, facendo pertanto un salto di circa 500 anni. Per quale ragione abbia affermato che la casta sacerdotale del Secondo Tempio stesse per costruire “un nuovo e più efficace sistema di potere” non ci è dato saperlo.
A pag. 227 Biglino ritorna su Paolo di Tarso e sul suo complotto. Sono affermazioni, quelle di Biglino, non basate su alcun fatto storico, e tantomeno sulla logica.
Questa è una tesi falsa, che è stata smontata ampiamente nel corso della storia, ma periodicamente qualcuno la riutilizza, con lo scopo di portare avanti le sue tesi.
All’inizio del presente articolo ho già dimostrato come le tesi sul supposto complotto di Paolo di Tarso siano prive di fondamento.
Ma verso la fine della pag. 227 Biglino fa intendere che ci sia stata una regia occulta dietro Paolo di Tarso, che abbia supportato il diffondersi del Cristianesimo. Vediamo le sue parole, riferendosi a Paolo di Tarso:

"Questo fece nel mondo greco romano, ma forse la sua esclusiva attività personale non avrebbe potuto sortire l’effetto che conosciamo se non avesse avuto appoggio e sostegno da parte di esponenti di un organizzazione che, senza apparire, aveva il potere di elaborare e diffondere una nuova dottrina capace di sostituire la precedente e di imporre una nuova struttura di pensiero e di azione che sostituisse quella precedente per la quale non si poteva fare altro che registrare il fallimento definitivo delle promesse di Yahweh".

E’ una tesi assolutamente falsa, e senza base storica ne logica. Infatti dal punto di vista storico, le persone che hanno diffuso il Vangelo sono ben note: gli Apostoli, oltre naturalmente a Marco (che diffuse il Vangelo in Egitto), e i discepoli degli Apostoli, per esempio Policarpo di Smirne, Ignazio di Antiochia, Ireneo di Lione, Giustino Martire ecc., oltre naturalmente ai vari vescovi che succedettero agli Apostoli. Queste persone hanno lasciato scritti dai quali si evince che i cristiani erano perseguitati dal potere romano. Oltre a ciò naturalmente vi sono scritti di persone non cristiane, come le Lettere di Plinio il Giovane, dove si certifica che i cristiani erano perseguitati nel I, II e III secolo.
Se questa fantomatica regia occulta fosse stata reale, gli stessi cristiani che andavano al martirio sarebbero stati vittime di un complotto che mostrava che Gesù Cristo è il Figlio di Dio. Ma se fosse così chi avrebbe convinto i primi cristiani ad abbracciare la fede in Gesù Cristo? Come abbiamo visto è impossibile che “i falsari del complotto” abbiano convinto i primi cristiani dei fatti soprannaturali presenti nei Vangeli se loro stessi non vi credevano. Ed inoltre anche ammesso che fosse stato così i primi cristiani avrebbero fatto i nomi dei primi “falsi evangelizzatori”.
Purtroppo la teoria del complotto di Mauro Biglino fa acqua da tutte le parti e soprattutto oltre che scontrarsi con la storia, si scontra prima di tutto con la logica.
Nella pag. 228 Biglino immagina (è proprio il verbo adatto al caso), che nel 70 d.C. a Gerusalemme vi fossero delle potente famiglie ebree colluse con il potere romano.
Secondo Biglino l’ebreo Giuseppe (lo scrittore Giuseppe Flavio) che si consegnò ai romani durante l’invasione da parte dell’imperatore Vespasiano della Palestina, e per questo fu considerato un traditore dagli ebrei, svolse un ruolo importante nel futuro affermarsi della fede cristiana. Secondo Biglino Giuseppe Flavio apparteneva a una famiglia nobile che faceva parte della classe sacerdotale. Inoltre Biglino afferma che altri sacerdoti ebrei consegnarono grandi ricchezze ai romani e in cambio ottennero protezione.
Giuseppe Flavio quindi (che per Biglino faceva parte di una famiglia sacerdotale), avrebbe accolto in modo benevolente la predicazione di Paolo di Tarso e avrebbe favorito l’affermarsi del Cristianesimo. Vediamo cosa scrive Biglino a pag. 233:

"Quelle famiglie sacerdotali si trovano a Roma negli ultimi decenni del primo secolo e in quello stesso lasso di tempo, terminate le persecuzioni neroniane contro le prime comunità cristiane di stampo e formazione paolina, vediamo nascere una forma di cristianesimo maggiormente unitaria e strutturata, costituita da gruppi di credenti diretti da vescovi che facevano capo, in una gerarchia di stampo monarchico, al vescovo di Roma, una sorta di riproposizione del sommo sacerdote del Tempio di Gerusalemme".

Biglino sta velatamente facendo intendere che la casta sacerdotale di Gerusalemme avrebbe avallato il messaggio dei Vangeli per procrastinare il suo potere, non più gerosolimitano, ma romano. Innanzitutto bisogna sottolineare che, anche se gli Apostoli ed Evangelisti erano ebrei, andarono quasi tutti al martirio pur di non rinnegare il nome di Gesù Cristo. Ciò significa che ci credevano realmente e non vi fu alcun complotto. In secondo luogo i vescovi di Roma sucessivi a Pietro non erano ebrei, ma romani o italici. In terzo luogo, i vescovi di Roma non avevano alcuna autorità sui vescovi delle altre quattro sedi apostoliche (Bisanzio, Alessandria d’Egitto, Antiochia, Gerusalemme). Il Cristianesimo antico non era organizzato come una gerarchia piramidale, ma come piuttosto un’insieme di chiese che formavano la Chiesa di Cristo. In quarto luogo, le persecuzioni ai romani continuarono fino alla fine del terzo secolo quindi, dopo il 70 d.C. per almeno altri 230 anni. Sembra che Biglino non abbia mai letto un libro serio sulla storia della persecuzioni. (Per approfondire vedere nota 43).
Il Cristianesimo si diede una forma di gerarchia piramidale a partire dal IV secolo con Costantino (per approfondire vedere nota 44).

Eccomi giunto alla fine di questa confutazione delle tesi di Mauro Biglino. Non posso fare a meno che notare che Biglino, partendo tra traduzioni errate o forzate sviluppa delle personali elucubrazioni anti-storiche e anti-logiche. Inoltre si contraddice continuamente nelle sue teorie. Per esempio Biglino a pag. 136 del suo libro ha scritto che Gesù era un ribelle anti-romano; a pag 146 Biglino ha scritto che Gesù era un potente figlio di un “Elohim”, che per Biglino sarebbe un essere sovrumano, extraterreste; a pag. 161 Biglino torna a sostenere la tesi del Gesù rivoluzionario anti-romano. A pag. 162 con la teoria sulla frase “eli eli lema sabactani”, Biglino torna a sostenere la teoria che Gesù fosse il figlio di un “Elohim” (quindi extraterrestre), come nella pag. 165.
Biglino si rivela inoltre, ed è la cosa che più dispiace, una persona non in pace con se stessa, infatti dai suoi scritti traspare un notevole risentimento verso la Chiesa cattolica. Se fosse in pace con se stesso non avrebbe bisogno di denigrare nessuna fede. Inoltre le sue frasi irriverenti e qualche parola non soppesata in modo corretto su Gesù Cristo e Maria dimostrano che Biglino non porta rispetto neppure per noi cristiani. In ogni caso gli tendo idealmente la mano, e spero possa riconsiderare le proprie idee.

YURI LEVERATTO
Copyright 2016

Note:
1-http://camcris.altervista.org/messia.html
2-Oggi Şanlıurfa, nella Turchia sud-orientale
3-https://en.wikipedia.org/wiki/Muratorian_fragment
4-http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/01/lepoca-post-costantiniana-il-dominio.html
5- Secondo la mentalità vigente nell’Antico Testamento la violenza e la punizione erano relazionate alla giustizia di Dio. Dio mostrava la sua giustizia con la punizione, perché ancora non aveva inviato il Figlio. Aveva inviato profeti, per annunciare proprio la venuta del Figlio. Infatti nei Libri dell’Antico Testamento vi sono circa trecento profezie che indicano l’arrivo del Figlio. Ma proprio perché il Figlio non era arrivato e non aveva potuto salvare il mondo, il patto tra Dio e l’uomo era ancora “antico”. Proprio per questo ogni trasgressione contro Dio o ogni peccato doveva per forza essere punita severamente o con la morte, proprio perché il Figlio non era ancora arrivato. La vendetta era pertanto un mezzo per far regnare la giustizia tra i popoli. Dio (Yahweh) era un Padre severo che puniva i peccati se necessario con la morte. Puniva chi non gli obbediva e trasgrediva la legge, puniva chi non aveva fede in lui. Il Dio veterotestamentario doveva per forza essere infinitamente giusto, punendo i peccati, esattamente come lo è il Dio neo-testamentario. Ma nel Nuovo Testamento Gesù Cristo è venuto proprio per togliere il peccato del mondo e ristabilire il patto iniziale tra Dio e l’uomo. Ora non vi è più castigo terreno, ne punizione terrena, ma chi crede in Gesù Cristo è salvo. Proprio per questo Dio ha inviato suo Figlio, che è Dio stesso, il Verbo. Per poter salvare il mondo.
6- https://books.google.com.co/books?id=YUbGlHdhBaUC&pg=PA238&lpg=PA238&dq=Lev.+17:11+original+sin&source=bl&ots=bY5eRjixUI&sig=JlHJxlm5rvnNAfZmRCmHC0uC8Ps&hl=en&sa=X&ei=Sr33UsmfM4qTyQHw6IH4AQ&redir_esc=y#v=onepage&q=Lev.%2017%3A11%20original%20sin&f=false
7- http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/11/il-cristianesimo-antico-leta-patristica.html --- http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/02/la-condanna-morte-del-console-manio.html
8- «Giovanni, il discepolo del Signore, colui che riposò sul suo petto (Gv 13,3), ha pubblicato anche lui un Vangelo mentre dimorava ad Efeso in Asia» (Adversus Haereses III, 1, 1)
9-testo in latino del frammento muratoriano dove si conferma l’attribuzione a Giovanni del quarto Vangelo: “[...] quarti euangeliorum Iohannis ex discipulis. cohortantibus condiscipulis et episcopis suis dixit Conieiunate mihi hodie triduum, et quid cuique fuerit reuelatum alteratrum nobis enarremus. eadem nocte reuelatum Andreae ex apostolis, ut recognoscentibus cunctis, Iohannes suo nomine cuncta describeret [...]
10-Per esempio per il Vangelo di Marco abbiamo fonti documentali di Eusebio di Cesarea, che riporta questo scritto di Papia di Ierapoli:
« Anche questo il presbitero era solito dire. Marco, che fu interprete di Pietro, scrisse con cura, ma non in ordine, ciò che ricordava dei detti e delle azioni del Signore. Poichè egli non aveva ascoltato il Signore nè era stato uno dei suoi seguaci, ma successivamente, come ho detto, uno di Pietro. Pietro adattava i propri insegnamenti all'occasione, senza preparare un arrangiamento sistematico dei detti del Signore, cosicchè Marco fu giustificato a scrivere alcune delle cose come le ricordava. Poichè egli aveva un solo scopo, non tralasciare nulla di quanto aveva ascoltato e di non scrivere nulla di errato. »
(Papia, citato in Eusebio di Cesarea Storia ecclesiastica, 3.39.15)
Inoltre abbiamo, sempre per il Vangelo di Marco, fonti documentali di Ireneo ( Ireneo, Contro le eresie, 3.1, 10.6) e di Tertulliano (Tertulliano, Contro Marcione, 4,5).
11-http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/10/cristo-non-e-horus-e-il-cristianesimo.html
12-J. Carmignac, Nascita dei Vangeli sinottici, San Paolo, Cinisello Balsamo, 1986.
13-http://www.statveritas.com.ar/Varios/JLoring-01.htm
14-  Abbiamo varie fonti storiche del martirio di Paolo di Tarso, avvenuto probabilmente nel 67 d.C., vediamone alcune:

Lettera di Ignazio di Antiochia agli Efesini (110 AD)

XII. So chi sono e a chi scrivo. Io sono un condannato, voi avete ottenuto misericordia. Io in pericolo, voi al sicuro. Voi siete la strada per quelli che s'innalzano a Dio. Gli iniziati di Paolo che si è santificato, ha reso testimonianza ed è degno di essere chiamato beato. Possa io stare sulle sue orme per raggiungere Dio; in un'intera sua lettera si ricorda di voi in Gesù Cristo.

Lettera ai Romani di Dionigi, vescovo di Corinto (166-174 AD), in Eusebio di Cesarea - Storia Ecclesiastica 25-8

“Con una tale ammonizione voi avete fuso le piantagioni di Roma e di Corinto, fatte da Pietro e da Paolo, giacchè entrambi insegnarono insieme nella nostra Corinto e noi ne siamo i frutti, e ugualmente, dopo aver insegnato insieme anche in Italia, subirono il martirio nello stesso tempo”

Tertulliano –Prescrizione contro le eresie (200 AD)

Come felice è la sua chiesa, su cui gli apostoli riversano tutta la loro dottrina insieme con il loro sangue! Dove Pietro subisce la passione come il suo Signore! Dove Paolo vince la corona in una morte simile a quella di Giovanni, dove l'apostolo Giovanni fu immerso, illeso, in olio bollente, e quindi rimandato in esilio nella sua isola! Vedete ciò che ha imparato, ciò che ha insegnato, e quello che ha avuto comunione con le nostre chiese in Africa!

Lattanzio, De Mortibus Persecutorum (318 AD)

I suoi apostoli erano allora undici di numero, al quale sono stati aggiunti Mattia, al posto del traditore Giuda, e poi Paolo. Poi si dispersero per tutta la terra a predicare il Vangelo, come il Signore loro Maestro gli aveva ordinato; e durante venticinque anni, e fino all'inizio del regno di Nerone, si occuparono di gettare le fondamenta della Chiesa in ogni provincia e città. E mentre Nerone regnava, l'apostolo Pietro è venuto a Roma, e, attraverso la potenza di Dio che gli fu affidata, fece certi miracoli e, convertendo molti alla vera religione, costruì un tempio fedele e saldo al Signore. Quando Nerone sentì parlare di queste cose, e osservò che non solo a Roma, ma in ogni altro luogo, una grande moltitudine di persone abbandonava ogni giorno il culto degli idoli, e, condannando le loro vecchie abitudini, si avvicinava alla nuova religione, lui, un esecrabile e pernicioso tiranno, decise di radere al suolo il tempio celeste e distruggere la vera fede. Fu lui che per primo ha perseguitato i servi di Dio; lui ha crocifisso Pietro e ha fatto uccidere Paolo.
15-Articoli dove ho confutato le tesi del Sig. Donnini:
http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/10/confutazione-di-yuri-leveratto-al-video.html
http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/10/confutazione-di-yuri-leveratto-al-video_13.html
16- la storicità di Gesù: http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/10/la-storicita-di-gesu.html
17- http://biblehub.com/interlinear/daniel/9-21.htm
18- http://journals.cambridge.org/action/displayAbstract?fromPage=online&aid=2172976
19-http://www.intratext.com/IXT/ITA0449/_P17.HTM
20-  Piñero, Antonio (2009). «Libro sobre la Natividad de Marìa». Todos los Evangelios: Traducciòn ìntegra de las lenguas originales de todos los textos evangèlicos conocidos. Madrid: Edaf. pp. 237-244. ISBN 978-84-414-2116-5. «Fecha probable de composiciòn: siglo IX La Patrologìa Latina de Migne lo sigue incluyendo entre las obras de san Jerònimo.»
21- http://biblehub.com/interlinear/matthew/1-18.htm
22- Spiros Zodhiates, “Cristo era Dio?”
23- http://www.christianarticles.it/Le-due-genealogie-di-Gesu-Cristo.htm
24- http://www.gotquestions.org/Italiano/genealogie-Gesu.html
25- http://biblehub.com/interlinear/2_kings/2-11.htm
26- http://biblehub.com/interlinear/psalms/22-1.htm
27- http://www.fau.edu/llcl/greenspahn.php
28- http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/11/lo-scopo-principale-della-missione-di.html
29- http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/10/confutazione-di-yuri-leveratto-al-video.html
30-http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/11/la-morte-in-croce-di-gesu-cristo.html
31-http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/11/considerazioni-sulla-risurrezione-di.html
32- http://biblehub.com/interlinear/mark/16-19.htm
33- http://biblehub.com/interlinear/luke/24-51.htm
34- http://biblehub.com/interlinear/acts/1-2.htm
35- http://biblehub.com/interlinear/acts/1-9.htm
36- http://biblehub.com/interlinear/acts/1-11.htm
37- http://biblehub.com/interlinear/acts/20-13.htm
38- https://it.wikipedia.org/wiki/Papiri_del_Nuovo_Testamento
39-http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/03/considerazioni-sullantico-testamento-e.html
40- http://danielesalamone.altervista.org/estratto-chi-ha-ucciso-goliath-david-o-elchanan/
41-Biblia Reina Valera 1960, commenti di Charles Ryre
42- http://biblehub.com/interlinear/psalms/136-16.htm
43- http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/02/le-persecuzioni-dei-cristiani-dalle.html
44- http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/01/lepoca-post-costantiniana-il-dominio.html
45-http://biblehub.com/interlinear/exodus/3-14.htm
46-1-http://www.jewishencyclopedia.com/articles/11305-names-of-god
47- http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/04/il-patto-abramitico.html
48- http://yurileveratto2.blogspot.com/2016/05/la-bibbia-e-realmente-la-parola-di-dio.html
49- http://yurileveratto2.blogspot.com/2015/11/lo-scopo-principale-della-missione-di.html