lunedì 6 febbraio 2017

Alcune profezie sulla missione di Gesù Cristo sulla terra


Molti uomini, anche non credenti, hanno compiuto opere d’arte o letterarie di grande valore, ma nessuno di essi ha potuto fare delle profezie che si siano rivelate valide, come invece accadde con i profeti della Bibbia. L’Apostolo Pietro ci indica infatti che le profezie non vengono dall’uomo. Vediamo il passaggio corrispondente, nella Seconda Lettera di Pietro (1, 21): 

Nessuna profezia infatti è mai proceduta da volontà d'uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perchè spinti dallo Spirito Santo.

Nella Bibbia vi sono profezie sulla grandezza, la decadenza e la caduta di alcune nazioni. La storia di Israele è descritta nel Deuteronomio (28, 47-68). Inoltre si fecero profezie su molte altre nazioni tra le quali si include l’Assiria (Isaia 10, 12 – 24, 25 – 18, 13) e Babilonia (Isaia 13 e Daniele 5, 28).
Vi sono poi varie profezie sulle persone: per esempio sul re Giosia (1 Re 13, 2 – 2 Re 23, 15-16), o sul regno di Ciro di Persia (Isaia 48, 28 – 45, 1). 
In totale nella Bibbia ci sono circa ottocento profezie, e di queste circa trecento si riferiscono a Gesù Cristo (1).
Vediamo alcune delle profezie riferite alla misione di Gesù Cristo sulla terra. 

Gesù è discendente di una donna

Genesi (3, 15):
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».

Compimento:

Lettera ai Galati (4, 4): 

Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, 5per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perchè ricevessimo l’adozione a figli.

Gesù è discendente di Abramo

Genesi (12, 1-3):

Il Signore disse ad Abram:
«Vattene dalla tua terra,
dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò.
Farò di te una grande nazione
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e possa tu essere una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò,
e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra».

Compimento:

Vangelo di Matteo (1, 1-2)

Libro della genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abrahamo. Abrahamo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli.

Lettera ai Galati (3, 16): 

Ora è appunto ad Abramo e alla sua discendenza che furono fatte le promesse. Non dice la Scrittura: «E ai discendenti», come se si trattasse di molti, ma: E alla tua discendenza, come a uno solo, cioè Cristo.

Gesù è discendente della tribù di Giuda

Genesi (49, 10):

Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, nè il bastone del comando di fra i suoi piedi, finchè venga Sciloh; e a lui ubbidiranno i popoli.

Compimento:

Vangelo di Matteo (1, 1-2)

Libro della genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abrahamo. Abrahamo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli.

Gesù è discendente di Giacobbe

Numeri (24, 17-19): 

Lo vedo, ma non ora; lo contemplo, ma non vicino: una stella sorgerà da Giacobbe e uno scettro si alzerà da Israele, che schiaccerà Moab da un capo all'altro e abbatterà tutti i figli di Sceth. Edom diventerà sua proprietà e anche Seir, suo nemico, diventerà sua proprietà: Israele farà prodezze. Da Giacobbe verrà un dominatore che sterminerà i superstiti delle città».

Compimento:

Vangelo di Matteo (1, 1-2)

Libro della genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abrahamo. Abrahamo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli.

Gesù è discendente di Davide 

Salmi (132, 11): 

L'Eterno ha giurato a Davide in verità e non cambierà: «Io metterò sul tuo trono un frutto delle tue viscere.

Geremia (23, 5):

Ecco, i giorni vengono», dice l'Eterno, «nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da re, prospererà, ed eserciterà il giudizio e la giustizia nel paese.


Geremia (33, 15): 

In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio di giustizia, che eserciterà giudizio e giustizia nel paese.

Compimento: 

Vangelo di Matteo 1, 6): 

Iesse generò il re Davide; il re Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria.

Vangelo di Luca, 1, 32-33): 

Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine».

Atti degli Apostoli (2, 30): 

Egli dunque, essendo profeta, sapeva che Dio gli aveva con giuramento promesso che dal frutto dei suoi lombi, secondo la carne, avrebbe suscitato il Cristo per farlo sedere sul suo trono; 

Lettera ai Romani (1, 3-4)

riguardo a suo Figlio, nato dal seme di Davide secondo la carne, dichiarato Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità mediante la resurrezione dai morti: Gesù Cristo nostro Signore,

Gesù è Profeta come Mosè

Deuteronomio (18, 15-19):

L'Eterno, il tuo DIO, susciterà per te un profeta come me, in mezzo a te, fra i tuoi fratelli; a lui darete ascolto, in base a tutto ciò che chiedesti all'Eterno, il tuo DIO, in Horeb, il giorno dell'assemblea, quando dicesti: "Che io non oda più la voce dell'Eterno, il mio DIO, e non veda più questo gran fuoco, perchè non muoia". E l'Eterno mi disse: "Ciò che hanno detto, va bene; io susciterò per loro un profeta come te di mezzo ai loro fratelli e porrò le mie parole nella sua bocca, ed egli dirà loro tutto ciò che io gli comanderò. E avverrà che se qualcuno non ascolterà le mie parole che egli dice in mio nome, io gliene domanderò conto.


Compimento: 

Vangelo di Matteo (21, 11): 

E le folle dicevano: «Costui è Gesù, il profeta che viene da Nazaret di Galilea».

Vangelo di Giovanni (1, 45): 

Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui, del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, il figlio di Giuseppe».

Vangelo di Giovanni 6, 14): 

Allora la gente, avendo visto il segno che Gesù aveva fatto, disse: «Certamente costui è il profeta, che deve venire nel mondo».

Atti degli Apostoli (3, 22-23): 

Mosè stesso infatti disse ai padri: "Il Signore Dio vostro susciterà per voi un profeta come me in mezzo ai vostri fratelli; ascoltatelo in tutte le cose che egli vi dirà. E avverrà che chiunque non ascolterà quel profeta, sarà distrutto tra il popolo".

Gesù Cristo è il Figlio di Dio

Salmi (2, 7): 

Dichiarerò il decreto dell'Eterno. Egli mi ha detto: "Tu sei mio figlio, oggi io ti ho generato.

Proverbi (30, 4):

Chi è salito in cielo e ne è disceso? Chi ha raccolto il vento nelle sue mani? Chi ha racchiuso le acque nella sua veste? Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Qual è il suo nome e il nome di suo figlio, se lo sai?

Compimento: 

Vangelo di Matteo (3, 17): 

ed ecco una voce dal cielo, che disse: «Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».

Luca (1, 32): 

Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; 

Gesù è risuscitato dai morti

Salmi (16, 10):

perchè tu non lascerai l'anima mia nello Sceol e non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione.

Compimento: 

Atti degli Apostoli (13, 35-37):

Per questo egli dice anche in un altro Salmo: "Tu non permetterai che il tuo Santo veda la corruzione". Or Davide, dopo aver eseguito il consiglio di Dio nella sua generazione, si addormentò e fu aggiunto ai suoi padri, e vide la corruzione, ma colui che Dio ha risuscitato, non ha visto corruzione. 

Gesù è Crocifisso

Salmo 22:

Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato? Perchè sei così lontano e non vieni a liberarmi, dando ascolto alle parole del mio gemito? O DIO mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi, e anche di notte non sto in silenzio. Eppure tu sei il Santo, che dimori nelle lodi d'Israele. I nostri padri hanno confidato in te; hanno confidato in te e tu li hai liberati. Gridarono a te e furono liberati; confidarono in te e non furono delusi. Ma io sono un verme e non un uomo; il vituperio degli uomini e disprezzato dal popolo. Tutti quelli che mi vedono si fanno beffe di me, allungano il labbro e scuotono il capo, dicendo: «Egli si è affidato all'Eterno; lo liberi dunque, lo soccorra, poichè lo gradisce». Certo, tu sei colui che mi hai tratto fuori dal grembo materno; mi hai fatto avere fiducia in te da quando riposavo sulle mammelle di mia madre. Io fui abbandonato a te fin dalla mia nascita; tu sei il mio Dio fin dal grembo di mia madre. Non allontanarti da me, perchè l'angoscia è vicina, e non c'è nessuno che mi aiuti. Grandi tori mi hanno circondato, potenti tori di Bashan mi hanno attorniato; essi aprono la loro gola contro di me, come un leone rapace e ruggente. Sono versato come acqua, e tutte le mie ossa sono slogate; il mio cuore è come cera che si scioglie in mezzo alle mie viscere. Il mio vigore si è inaridito come un coccio d'argilla e la mia lingua è attaccata al mio palato; tu mi hai posto nella polvere della morte. Poichè cani mi hanno circondato; uno stuolo di malfattori mi ha attorniato; mi hanno forato le mani e i piedi. Io posso contare tutte le mie ossa; essi mi guardano e mi osservano. Spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tunica. Ma tu, o Eterno, non allontanarti; tu che sei la mia forza, affrettati a soccorrermi. Libera la mia vita dalla spada, l'unica mia vita dalla zampa del cane. Salvami dalla gola del leone e dalle corna dei bufali. Tu mi hai risposto. Io annunzierò il tuo nome ai miei fratelli; ti loderò in mezzo all'assemblea. O voi che temete l'Eterno, lodatelo; e voi tutti, discendenti di Giacobbe glorificatelo; e voi tutti, o stirpe d'Israele, temetelo. Perchè egli non ha disprezzato nè sdegnato l'afflizione dell'afflitto, e non gli ha nascosto la sua faccia; ma quando ha gridato a lui, lo ha esaudito. Il motivo della mia lode nella grande assemblea sei tu; io adempirò i miei voti in presenza di quelli che ti temono. I bisognosi mangeranno e saranno saziati; quelli che cercano l'Eterno lo loderanno; il vostro cuore vivrà in eterno. Tutte le estremità della terra si ricorderanno dell'Eterno e si convertiranno a lui, e tutte le famiglie delle nazioni adoreranno davanti a te. Poichè all'Eterno appartiene il regno, ed egli signoreggia sulle nazioni. Tutti i ricchi della terra mangeranno e adoreranno; tutti quelli che scendono nella polvere e che non possono mantenersi in vita s'inchineranno davanti a lui. Una posterità lo servirà, si parlerà del Signore alla futura generazione. Essi verranno e proclameranno la sua giustizia a un popolo che deve ancora nascere, e che egli stesso ha fatto.

Salmo (69, 21):

Mi hanno invece dato fiele per cibo, e per dissetarmi mi hanno dato da bere dell'aceto. 

Compimento: 

Vangelo di Matteo (27, 34-50): 

gli diedero da bere dell'aceto mescolato con fiele; ma egli, avendolo assaggiato, non volle berne. Dopo averlo crocifisso, si spartirono le sue vesti tirando a sorte, affinchè si adempisse ciò che fu detto dal profeta: «Hanno diviso tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno tirato a sorte». Postisi quindi a sedere, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo, posero anche la motivazione scritta della sua condanna: «COSTUI È GESÙ, IL RE DEI GIUDEI». Allora furono crocifissi con lui due ladroni: uno a destra e l'altro a sinistra. E coloro che passavano di là lo ingiuriavano scuotendo il capo, e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso; se sei il Figlio di Dio, scendi giù dalla croce!». Similmente, anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe, dicevano: «Egli ha salvato gli altri e non può salvare se stesso; se è il re d'Israele, scenda ora giù dalla croce e noi crederemo in lui; egli si è confidato in Dio; lo liberi ora, se veramente lo gradisce, poichè ha detto: "Io sono il Figlio di Dio"». Anche i ladroni crocifissi con lui lo ingiuriavano allo stesso modo. Dall'ora sesta fino all'ora nona si fecero tenebre su tutto il paese. Verso l'ora nona, Gesù gridò con gran voce dicendo: «Elì, Elì, lammà sabactanì?». Cioè: «Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?». E alcuni fra i presenti, udito questo, dicevano: «Costui chiama Elia». E in quell'istante uno di loro corse, prese una spugna, l'inzuppò d'aceto e, infilatala in cima ad una canna, gli diede da bere. Ma gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo». E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito. 


Vangelo di Giovanni (19, 28-30): 

Dopo questo, sapendo Gesù che ogni cosa era ormai compiuta, affinchè si adempisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Or c'era là un vaso pieno d'aceto. Inzuppata dunque una spugna nell'aceto e, postala in cima ad un ramo d'issopo, gliela accostarono alla bocca. Quando Gesù ebbe preso l'aceto, disse: «È compiuto». E, chinato il capo, rese lo spirito. 

Gesù è tradito da un amico

Salmi (41, 9): 

Persino il mio intimo amico, su cui facevo affidamento e che mangiava il mio pane, ha alzato contro di me il suo calcagno. 

Compimento: 

Vangelo di Giovanni (13, 18-21):

Non parlo di voi tutti; io conosco quelli che ho scelto, ma bisogna che si adempia questa Scrittura: "Colui che mangia il pane con me, mi ha levato contro il suo calcagno". Ve lo dico fin d'ora prima che avvenga, affinchè quando sarà avvenuto, crediate che io sono il Cristo. In verità, in verità vi dico: Chi riceve colui che manderò, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato». Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito, e testimoniò e disse: «In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà»

Ascensione al cielo di Gesù

Salmi (68, 18):

Tu sei salito in alto, hai fatto prigioniera la prigionia, hai ricevuto doni fra gli uomini anche fra i ribelli, affinchè tu, o Eterno DIO, possa dimorare là.

Compimento: 

Vangelo di Luca (24, 51): 

E avvenne che, mentre egli li benediceva, si separò da loro e fu portato su nel cielo.

Atti degli Apostoli (1, 9): 

Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu sollevato in alto; e una nuvola lo accolse e lo sottrasse dai loro occhi.

Grandi re rendono omaggio a Gesù

Salmi (72, 10-11):

I re di Tarshish e delle isole gli pagheranno il tributo, i re di Sceba e di Saba gli offriranno doni. Sì, tutti i re lo adoreranno e tutte le nazioni lo serviranno.

Compimento: 

Vangelo di Matteo (2, 1-12):

Ora, dopo che Gesù era nato in Betlemme di Giudea al tempo del re Erode, ecco dei magi dall'oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poichè noi abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarlo». All'udire ciò, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. E, radunati tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi, del popolo, s'informò da loro dove doveva nascere il Cristo. Ed essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea, perchè così è scritto per mezzo del profeta: "E tu, Betlemme terra di Giuda, non sei certo la minima fra i principi di Giuda, perchè da te uscirà un capo, che pascerà il mio popolo Israele"». Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, domandò loro con esattezza da quanto tempo la stella era apparsa. E, mandandoli a Betlemme, disse loro: «Andate e domandate diligentemente del bambino, e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, affinchè io pure venga ad adorarlo». Ed essi, udito il re, partirono; ed ecco, la stella che avevano veduta in oriente andava davanti a loro finchè, giunta sul luogo dov'era il bambino, vi si fermò. Quando essi videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. E, entrati nella casa, trovarono il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono. Poi aperti i loro tesori, gli offrirono doni: oro, incenso e mirra. Quindi, divinamente avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.

Gesù è sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec

Salmi (110, 4):

L'Eterno ha giurato e non si pentirà: «Tu sei sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedek». 

Compimento: 

Lettera agli Ebrei (5, 5-6):

Così anche Cristo non si prese da sè la gloria di diventare sommo sacerdote, ma la ricevette da colui che gli disse: «Tu sei mio Figlio, oggi io ti ho generato», e altrove dice: «Tu sei sacerdote in eterno, secondo l'ordine di Melchisedek».

Gesù è seduto alla destra di Dio

Salmi (110, 1): 

L'Eterno dice al mio Signore: «Siedi alla mia destra finchè io faccia dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi».

Compimento: 

Vangelo di Marco (14, 61-62):
Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo, il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?». E Gesù disse: «Sì, io lo sono. E voi vedrete il Figlio dell'uomo sedere alla destra della Potenza e venire con le nuvole del cielo».
Lettera agli Ebrei (1, 3):
Egli, che è lo splendore della sua gloria e l'impronta della sua essenza e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver egli stesso compiuto l'espiazione dei nostri peccati, si è posto a sedere alla destra della Maestà nell'alto dei cieli, 
La pietra scartata sarà la pietra angolare

Salmi (118, 22-23):

La pietra, che i costruttori avevano rigettata, è divenuta la testata d'angolo. Questa è opera dell'Eterno, ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri. 

Isaia (8, 14-15): 

Egli sarà un santuario, ma anche una pietra d'intoppo, una roccia d'inciampo per le due case d'Israele, un laccio e una trappola per gli abitanti di Gerusalemme. Tra di loro molti inciamperanno, cadranno, saranno infranti, rimarranno nel laccio e saranno presi.

Isaia (28, 16): 

Perciò così dice il Signore, l'Eterno: «Ecco, io pongo come fondamento in Sion una pietra, una pietra provata, una testata d'angolo preziosa, un fondamento sicuro; chi crede in essa non avrà alcuna fretta.

Compimento: 

Vangelo di Matteo (21, 42-43): 

Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: "La pietra che gli edificatori hanno rigettata è divenuta la testata d'angolo. Questa è opera del Signore, ed è meravigliosa agli occhi nostri"? Perciò io vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto e sarà dato a una gente che lo farà fruttificare. 

Atti degli Apostoli (4, 11):

Questi è la pietra che è stata da voi edificatori rigettata e che è divenuta la testata d'angolo.

Lettera agli Efesini (2, 20): 

edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare,

Prima Lettera di Pietro (2, 6-8): 

Nella Scrittura si legge infatti: «Ecco io pongo in Sion una pietra angolare, eletta, preziosa, e chi crede in essa non sarà affatto svergognato». Per voi dunque che credete essa è preziosa, ma per coloro che disubbidiscono: «La pietra, che gli edificatori hanno rigettato, è divenuta la testata d'angolo, pietra d'inciampo e roccia d'intoppo che li fa cadere». Essendo disubbidienti, essi inciampano nella parola, e a questo sono altresì stati destinati.

Gesù è nato da una vergine

Isaia (7, 14):

Perciò il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio e gli porrà nome Emmanuele. 

Compimento: 

Vangelo di Matteo (1, 18-25): 

Or la nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa in matrimonio a Giuseppe, ma prima che iniziassero a stare insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Allora Giuseppe, suo sposo, che era uomo giusto e non voleva esporla ad infamia, deliberò di lasciarla segretamente. Ma, mentre rifletteva su queste cose, ecco che un angelo del Signore gli apparve in sogno, dicendo: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria come tua moglie, perchè ciò che è stato concepito in lei è opera dello Spirito Santo. Ed ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesù, perchè egli salverà il suo popolo dai loro peccati». Or tutto ciò avvenne affinchè si adempisse quello che era stato detto dal Signore, per mezzo del profeta che dice: «Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figlio, il quale sarà chiamato Emmanuele che, interpretato, vuol dire: "Dio con noi"». E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l'angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sè sua moglie; ma egli non la conobbe, finchè ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesù.

Vangelo di Luca (1, 26-35):

Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, ad una vergine fidanzata a un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. E l'angelo, entrato da lei, disse: «Salve, o grandemente favorita, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne». Ma quando lo vide, ella rimase turbata alle sue parole, e si domandava cosa potesse significare un tale saluto. E l'angelo le disse: «Non temere, Maria, perchè hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, tu concepirai nel grembo e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine». E Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poichè io non conosco uomo?». E l'angelo, rispondendo, le disse: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti adombrerà; pertanto il santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio. 

Gesù predica prima in Galilea

Isaia (9, 1-8)

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse. Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perchè tu hai spezzato il giogo che l’opprimeva,
la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Madian.
Perchè ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco. Perchè un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre. Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti. Una parola mandò il Signore contro Giacobbe, essa cadde su Israele. La conoscerà tutto il popolo, gli Efraimiti e gli abitanti di Samaria, che dicevano nel loro orgoglio e nell’arroganza del loro cuore:

Compimento:

Vangelo di Matteo (4, 12-16): 

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perchè si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta.

Gesù è umile e gentile

Isaia (42, 1-3): 

«Ecco il mio servo, che io sostengo, il mio eletto in cui la mia anima si compiace. Ho posto il mio Spirito su di lui; egli porterà la giustizia alle nazioni. Non griderà, non alzerà la voce, non farà udire la sua voce per le strade. Non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; presenterà la giustizia secondo verità.

Isaia (53, 7): 

Maltrattato e umiliato, non aperse bocca. Come un agnello condotto al macello, come pecora muta davanti ai suoi tosatori non aperse bocca. 

Compimento: 

Vangelo di Matteo (12, 18-20): 

«Ecco il mio servo che io ho scelto; l'amato mio in cui l'anima mia si è compiaciuta. Io metterò il mio Spirito su di lui, ed egli annunzierà la giustizia alle genti. Egli non disputerà e non griderà e nessuno udirà la sua voce per le piazze. Egli non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finchè non abbia fatto trionfare la giustizia.

Vangelo di Matteo (26, 62-63): 

Allora il sommo sacerdote, alzatosi, gli disse: «Non rispondi nulla a ciò che costoro testimoniano contro di te?». Ma Gesù taceva. E il sommo sacerdote replicò dicendo: «Io ti scongiuro per il Dio vivente di dirci se sei il Cristo, il Figlio di Dio».

Gesù predica ai gentili

Isaia (42, 1):

«Ecco il mio servo, che io sostengo, il mio eletto in cui la mia anima si compiace. Ho posto il mio Spirito su di lui; egli porterà la giustizia alle nazioni.

Isaia (49, 1-8):

Isole, ascoltatemi, e prestate attenzione, o popoli lontani. L'Eterno mi ha chiamato fin dal grembo materno, ha menzionato il mio nome fin dalle viscere di mia madre. Ha reso la mia bocca come una spada tagliente, mi ha nascosto nell'ombra della sua mano, mi ha reso una freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra. Mi ha detto: «Tu sei il mio servo, Israele, in cui sarò glorificato». Ma io dicevo: «Invano ho faticato, per nulla e inutilmente ho speso la mia forza; certamente però il mio diritto è presso l'Eterno e la mia ricompensa presso il mio DIO». E ora dice l'Eterno che mi ha formato fin dal grembo materno per essere suo servo, per ricondurre a lui Giacobbe e per radunare intorno a lui Israele (io sono onorato agli occhi dell'Eterno, e il mio DIO è la mia forza). Egli dice: «È troppo poco che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ricondurre gli scampati d'Israele. Ti ho stabilito come la luce delle nazioni, perchè tu sia la mia salvezza fino alle estremità della terra». Così dice l'Eterno, il Redentore d'Israele, il suo Santo, a colui che è disprezzato dagli uomini, al detestato dalla nazione, al servo dei potenti: «I re vedranno e si leveranno, i principi si prostreranno, a causa dell'Eterno che è fedele, il Santo d'Israele, che ti ha scelto». Così dice l'Eterno: «Nel tempo della grazia io ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho aiutato; ti preserverò e ti farò l'alleanza del popolo, per far risorgere il paese, per rimetterli in possesso delle eredità devastate, 
Compimento: 

Vangelo di Matteo (12, 21): 

E le genti spereranno nel suo nome»

Gesù è colpito

Isaia (50, 6):

Ho presentato il mio dorso a chi mi percuoteva e le mie guance a chi mi strappava la barba; non ho nascosto il mio volto all'ignominia e agli sputi. 

Compimento: 

Vangelo di Matteo (26, 67):

Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; ed altri lo percossero con pugni,

Vangelo di Matteo 27, 26-30): 

Allora egli liberò loro Barabba; e dopo aver fatto flagellare Gesù, lo diede loro, perchè fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore, avendo condotto Gesù nel pretorio, radunarono attorno a lui tutta la coorte. E, spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto. E, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra; e, inginocchiandosi davanti a lui, lo schernivano dicendo: «Salve, o re dei Giudei!». Poi, sputandogli addosso, presero la canna e con quella lo percotevano sul capo. 

Gesù è il Messia sofferente: 

Isaia (52, 13): 

Ecco, il mio servo prospererà e sarà innalzato, elevato e grandemente esaltato. 

Isaia (53, 12): 

Perciò gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino con i potenti, perchè ha versato la sua vita fino a morire ed è stato annoverato fra i malfattori; egli ha portato il peccato di molti e ha interceduto per i trasgressori.

Compimento: 

I quattro Vangeli.

Il patto nuovo ed eterno

Isaia (55, 3-4):

Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e la vostra anima vivrà; e io stabilirò con voi un patto eterno, secondo le grazie stabili promesse a Davide. Ecco, io l'ho dato come testimone ai popoli, come principe e comandante dei popoli. 

Geremia (31, 31-33): 

Ecco, verranno i giorni», dice l'Eterno, «nei quali stabilirò un nuovo patto con la casa d'Israele e con la casa di Giuda; non come il patto che ho stabilito con i loro padri nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dal paese di Egitto, perchè essi violarono il mio patto, benchè io fossi loro Signore», dice l'Eterno. «Ma questo è il patto che stabilirò con la casa d'Israele dopo quei giorni», dice l'Eterno: «Metterò la mia legge nella loro mente e la scriverò sul loro cuore, e io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.

Compimento: 

Vangelo di Matteo (26, 28):

perchè questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto che è sparso per molti per il perdono dei peccati.

Vangelo di Marco (14, 24): 

Quindi disse loro: «Questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto, che è sparso per molti. 

Vangelo di Luca (22, 20):

Così pure, dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è sparso per voi. 

Lettera agli Ebrei (8, 6-13): 

Ma ora Cristo ha ottenuto un ministero tanto più eccellente in quanto egli è mediatore di un patto migliore, fondato su migliori promesse, perchè, se quel primo patto fosse stato senza difetto, non sarebbe stato necessario stabilirne un altro. Dio infatti, rimproverandoli, dice: «Ecco, vengono i giorni che io concluderò con la casa d'Israele e con la casa di Giuda un nuovo patto, non come il patto che feci con i loro padri, nel giorno che li presi per mano per condurli fuori dal paese di Egitto, perchè essi non sono rimasti fedeli al mio patto, ed io li ho rigettati, dice il Signore. Questo dunque sarà il patto che farò con la casa d'Israele dopo quei giorni, dice il Signore, io porrò le mie leggi nella loro mente e le scriverò nei loro cuori; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. E nessuno istruirà più il suo prossimo e nessuno il proprio fratello, dicendo: "Conosci il Signore!". Poichè tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro, perchè io avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati e dei loro misfatti». Dicendo "un nuovo patto", egli ha reso antico il primo; or quello che diventa antico ed invecchia, è vicino ad essere annullato.


Il braccio destro di Dio

Isaia (53, 1): 

Chi ha creduto alla nostra predicazione e a chi è stato rivelato il braccio dell'Eterno?

Isaia (59, 16): 

Egli ha visto che non c'era più nessuno e si è stupito che nessuno intercedesse; allora il suo braccio gli è venuto in aiuto e la sua giustizia lo ha sostenuto

Compimento: 

Vangelo di Giovanni (12, 38): 

affinchè si adempisse la parola detta dal profeta Isaia: «Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore?».

Gesù è intercessore

Isaia (59, 16): 

Egli ha visto che non c'era più nessuno e si è stupito che nessuno intercedesse; allora il suo braccio gli è venuto in aiuto e la sua giustizia lo ha sostenuto

Compimento:

Lettera agli Ebrei (9, 15):

E perciò egli è il mediatore del nuovo patto affinchè, essendo intervenuta la morte per il riscatto dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, i chiamati ricevano la promessa dell'eterna eredità.

Una doppia missione

Isaia (61, 1, 11): 

Lo Spirito del Signore, l'Eterno, è su di me, perchè l'Eterno mi ha unto per recare una buona novella agli umili; mi ha inviato a fasciare quelli dal cuore rotto, a proclamare la libertà a quelli in cattività, l'apertura del carcere ai prigionieri, a proclamare l'anno di grazia dell'Eterno e il giorno di vendetta del nostro DIO, per consolare tutti quelli che fanno cordoglio, per accordare gioia a quelli che fanno cordoglio in Sion, per dare loro un diadema invece della cenere, l'olio della gioia invece del lutto, il manto della lode invece di uno spirito abbattuto, affinchè siano chiamati querce di giustizia, la piantagione dell'Eterno per manifestare la sua gloria. Essi ricostruiranno le antiche rovine, rialzeranno i luoghi desolati nel passato, restaureranno le città desolate, devastate da molte generazioni. Stranieri verranno a pascolare le vostre greggi, i figli dello straniero saranno i vostri agricoltori e i vostri vignaioli. Ma voi sarete chiamati "sacerdoti dell'Eterno" e sarete chiamati "ministri del nostro DIO". Voi godrete le ricchezze delle nazioni, e la loro gloria passerà a voi. Invece della vostra vergogna avrete doppio onore; invece della confusione esulteranno nella loro eredità. Perciò nel loro paese possederanno il doppio e avranno un'allegrezza eterna. Poichè io, l'Eterno, amo la giustizia, odio il furto nell'olocausto; io darò loro fedelmente la ricompensa e stabilirò con loro un patto eterno. La loro discendenza sarà nota fra le nazioni e la loro progenie fra i popoli; tutti quelli che li vedranno li riconosceranno, perchè essi sono una discendenza benedetta dall'Eterno. Io mi rallegrerò grandemente nell'Eterno, la mia anima festeggerà nel mio DIO, perchè mi ha rivestito con le vesti della salvezza, mi ha coperto col manto della giustizia, come uno sposo che si mette un diadema, come una sposa che si adorna dei suoi gioielli. Perciò, come la terra fa crescere la sua vegetazione e come il giardino fa germogliare ciò che vi è stato seminato, così il Signore, l'Eterno, farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le nazioni.

Compimento:

Vangelo di Luca (4, 12-21): 

Poi venne a Nazaret, dove era cresciuto e, com'era solito fare in giorno di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò per leggere. E gli fu dato in mano il libro del profeta Isaia; lo aprì e trovò quel passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perchè mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per guarire quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la liberazione ai prigionieri e il recupero della vista ai ciechi, per rimettere in libertà gli oppressi, e per predicare l'anno accettevole del Signore». Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si pose a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. Allora cominciò a dir loro: «Oggi questa Scrittura si è adempiuta nei vostri orecchi». 

Gesù farà miracoli

Isaia (35, 5-6): 

Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e saranno sturate le orecchie dei sordi; allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto griderà di gioia, perchè sgorgheranno acque nel deserto e torrenti nella solitudine. 

Compimento: 

Vangelo di Matteo (11, 3-6): 

«Sei tu colui che deve venire, oppure dobbiamo aspettarne un altro?» E Gesù, rispondendo, disse loro: «Andate e riferite a Giovanni le cose che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista e gli zoppi camminano; i lebbrosi sono mondati e i sordi odono; i morti risuscitano e l'evangelo è annunziato ai poveri. Beato è colui che non si sarà scandalizzato di me!».

Vangelo di Giovanni (11, 47): 

Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest'uomo fa molti segni.

Gesù sarà chiamato “il Signore”

Geremia (23, 5-6): 

«Ecco, i giorni vengono», dice l'Eterno, «nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto, che regnerà da re, prospererà, ed eserciterà il giudizio e la giustizia nel paese. Nei suoi giorni Giuda sarà salvato e Israele dimorerà al sicuro. Questo sarà il nome con cui sarà chiamato: "L'Eterno nostra giustizia". 

Compimento: 

Atti degli Apostoli (2, 36):

Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che quel Gesù che voi avete crocifisso, Dio lo ha fatto Signore e Cristo».

Si profetizza il tempo della missione di Gesù

Daniele (9, 24-26): 

Settanta settimane sono stabilite per il tuo popolo e per la tua santa città, per far cessare la trasgressione, per mettere fine al peccato, per espiare l'iniquità, per far venire una giustizia eterna, per sigillare visione e profezia e per ungere il luogo santissimo. Sappi perciò e intendi che da quando è uscito l'ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme fino al Messia, il principe, vi saranno sette settimane e altre sessantadue settimane; essa sarà nuovamente ricostruita con piazza e fossato, ma in tempi angosciosi. Dopo le sessantadue settimane il Messia sarà messo a morte e nessuno sarà per lui. E il popolo di un capo che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà con un'inondazione, e fino al termine della guerra sono decretate devastazioni. 

Compimento: 

Lettera ai Galati (4, 4): 

ma, quando è venuto il compimento del tempo, Dio ha mandato suo Figlio, nato da donna, sottoposto alla legge, 

Lettera agli Efesini 1, 10): 

per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra.

Gesù nasce a Betlemme

Michea (5, 1-2):

E tu, Betlemme di Efrata
così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda,
da te mi uscirà colui
che deve essere il dominatore in Israele;
le sue origini sono dall'antichità,
dai giorni più remoti.
Perciò Dio li metterà in potere altrui
fino a quando colei che deve partorire partorirà;
e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele.

Compimento:

Vangelo di Matteo (2, 1):

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano

Vangelo di Luca (2, 4-6):

Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

Gesù entra nel tempio con autorità

Malachia (3, 1):

Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore, che voi cercate; l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il Signore degli eserciti. 

Compimento:

Vangelo di Matteo (21, 12): 

Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe

Gesù entra a Gerusalemme sul dorso di un asino

Zaccaria (9, 9):

Esulta grandemente figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio d'asina.

Compimento: 

Vangelo di Matteo (21, 1-10):

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito». Ora questo avvenne perchè si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta:
Dite alla figlia di Sion:
Ecco, il tuo re viene a te
mite, seduto su un'asina,
con un puledro figlio di bestia da soma.
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava: 
Osanna al figlio di Davide!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Osanna nel più alto dei cieli!
Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva: «Chi è costui?».

Gesù è trafitto

Zaccaria (12, 10): 

Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito. 

Compimento: 

Vangelo di Giovanni (19, 34-37):

ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perchè anche voi crediate. Questo infatti avvenne perchè si adempisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.

La discesa dello Spirito Santo

Gioele (2, 28):

«Dopo questo avverrà che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. 

Compimento: 

Atti degli Apostoli (2, 16-18).

Accade invece quello che predisse il profeta Gioele:
Negli ultimi giorni, dice il Signore,
Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona;
i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno dei sogni.
E anche sui miei servi e sulle mie serve
in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi
profeteranno.

Vi sarà opposizione da parte delle nazioni

Salmi (2, 2):

I re della terra si ritrovano e i principi si consigliano insieme contro l'Eterno e contro il suo Unto.

Compimento: 

Apocalisse (19, 19): 

E vidi la bestia e i re della terra coi loro eserciti radunati per far guerra contro colui che cavalcava il cavallo e contro il suo esercito. 

Vittoria di Gesù sulla morte

Isaia (25, 8): 

Distruggerà per sempre la morte; il Signore, l'Eterno asciugherà le lacrime da ogni viso, toglierà via da tutta la terra il vituperio del suo popolo, perchè l'Eterno ha parlato.

Compimento: 

1 Corinzi (15, 54):

Così quando questo corruttibile avrà rivestito l'incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito l'immortalità, allora sarà adempiuta la parola che fu scritta: «La morte è stata inghiottita nella vittoria».

Apocalisse (7, 17):

perchè l'Agnello, che è in mezzo al trono, li pascolerà e li guiderà alle vive fonti delle acque; e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi».

Apocalisse (21, 4):

E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte, nè cordoglio nè grido nè fatica, perchè le cose di prima son passate».

Il Messia glorioso

Isaia (63, 1): 

Chi è costui che viene da Edom, da Botsrah, con le vesti tinte di scarlatto? Costui, splendido nella sua veste, che procede nella grandezza della sua forza? «Sono io che parlo con giustizia e sono potente nel salvare». 

Compimento: 

Apocalisse (19, 11-16): 

Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco, e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele e il Verace; ed egli giudica e guerreggia con giustizia. I suoi occhi erano come fiamma di fuoco e sul suo capo vi erano molti diademi, e aveva un nome scritto che nessuno conosce se non lui; era vestito di una veste intrisa nel sangue, e il suo nome si chiama: "La Parola di Dio". E gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano su cavalli bianchi, vestiti di lino finissimo, bianco e puro. Dalla sua bocca usciva una spada acuta per colpire con essa le nazioni; egli governerà con uno scettro di ferro ed egli stesso pigerà il tino del vino della furente ira di Dio onnipotente. E sulla sua veste e sulla coscia portava scritto un nome: IL RE DEI RE e IL SIGNORE DEI SIGNORI.

Il Messia è Re

Salmi (2, 6-9): 

e dirà: «Ho insediato il mio re sopra Sion, il mio santo monte. Dichiarerò il decreto dell'Eterno. Egli mi ha detto: "Tu sei mio figlio, oggi io ti ho generato. Chiedimi, e io ti darò le nazioni come tua eredità e le estremità della terra per tua possessione. Tu le spezzerai con una verga di ferro, le frantumerai come un vaso d'argilla"». 

Compimento: 

Apocalisse 19, 15-16): 

Dalla sua bocca usciva una spada acuta per colpire con essa le nazioni; egli governerà con uno scettro di ferro ed egli stesso pigerà il tino del vino della furente ira di Dio onnipotente. E sulla sua veste e sulla coscia portava scritto un nome: IL RE DEI RE e IL SIGNORE DEI SIGNORI.

Tutte le nazioni si sottomettono al suo governo

Isaia (2, 4). 
Egli farà giustizia fra le nazioni e sgriderà molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci; una nazione non alzerà più la spada contro un'altra nazione e non insegneranno più la guerra. 

Michea (4, 1-4):

Ma negli ultimi tempi avverrà che il monte della casa dell'Eterno sarà stabilito sulla sommità dei monti e sarà innalzato al di sopra dei colli, e ad esso affluiranno i popoli. Verranno molte nazioni e diranno: «Venite, saliamo al monte dell'Eterno e alla casa del DIO di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie e noi cammineremo nei suoi sentieri». Poichè da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola dell'Eterno. Egli sarà giudice fra molti popoli e farà da arbitro fra nazioni potenti e lontane. Con le loro spade forgeranno vomeri, e con le loro lance falci; una nazione non leverà più la spada contro l'altra e non saranno più addestrate per la guerra. Siederanno ciascuno sotto la propria vite e sotto il proprio fico, e più nessuno li spaventerà, perchè la bocca dell'Eterno degli eserciti ha parlato. 

Compimento: 

Apocalisse (12, 5): 

Ed ella partorì un figlio maschio, che deve governare tutte le nazioni con uno scettro di ferro; e il figlio di lei fu rapito presso Dio e il suo trono.

I gentili cercheranno il Messia d’Israele

Isaia (11, 10): 

In quel giorno avverrà che la radice di Isai si ergerà come una bandiera per i popoli; le nazioni lo cercheranno, e il luogo del suo riposo sarà glorioso.

Compimento:

Lettera ai Romani (11, 25): 

Perchè non voglio, fratelli, che ignoriate questo mistero, affinchè non siate presuntuosi in voi stessi, che ad Israele è avvenuto un indurimento parziale finchè sarà entrata la pienezza dei gentili. 

Nota: 
1- Elenco delle profezie bibliche su Gesù Cristo, http://camcris.altervista.org/messia.html

Immagine: Ecce Homo, Hieronymus Bosh

sabato 4 febbraio 2017

Analisi critica del pensiero di Agostino d’Ippona



Molti studiosi descrivono Agostino d’Ippona come il più grande filosofo del Cristianesimo, colui che riuscì a fare da cerniera tra il platonismo e il Cristianesimo. Ciò fu sicuramente vero, ma altri studiosi lo dipingono come il creatore di vari dogmi aggiunti e non presenti nel Nuovo Testamento, come il sostenitore della predestinazione assoluta e come un apologista del cosidetto “ibrido costantiniano”, il sistema di potere creato da Costantino, che influenzò in negativo tutto il mondo occidentale nei successivi quindici secoli, quindi almeno fino al periodo dell’Illuminismo. 
Per comprendere il pensiero di Agostino d’Ippona (354-430 d.C.), bisogna necessariamente studiare il periodo storico post-costantiniano durante il quale il filosofo ha vissuto. 
Esso fu caratterizzato da un graduale ritorno a concetti tipici dell’Antico Testamento e da un progressivo sincretismo tra il Cristianesimo e alcuni culti pagani. 
Come sappiamo l’imperatore Costiantino aveva reso lecita la religione cristiana nel 313 d.C. (editto di Milano). Questo fatto storico di enorme importanza aveva segnato un cambio fondamentale nella storia del Cristianesimo, sia dal punto di vista dell’attitudine del cristiani, sia dal punto di vista di come il Cristianesimo si sarebbe poi lentamente trasformato, in seguito ad alcuni sincretismi con culti pagani. 
I cristiani, che erano stati perseguitati per circa 280 anni, passarono lentamente a far parte del potere. Costantino aveva bisogno però di cementare la fede cristiana in modo da unificare l’impero sotto un’unica religione. Egli cavalcò astutamente le tesi della componente originale e maggioritaria del Cristianesimo, quella Apostolica. Le altre correnti, come quelle ariane o gnostiche furono avversate perché ritenute pericolose per l’unità dell’impero. Durante il Concilio di Nicea, che Costantino presiedette, fu redatto il Credo, una preghiera non biblica alla quale però fu riconosciuto valore quasi scritturale. Era l’inizio del cosidetto “ibrido costantiniano”, il periodo durante il quale il Cristianesimo si abbracciò con il potere imperiale e fu poi sincretizzato con alcuni culti pagani. 
Innanzitutto nel 336 d.C. vi fu la fissazione del 25 dicembre come data di nascita di Gesù Cristo. Come sappiamo nei Vangeli non vi è traccia di questa data, ma essa fu introdotta in modo da far coincidere il giorno del sol invictus, che era un culto pagano al sole, con il culto a Gesù. 
A Roma ed in altre città dell’impero vi era il culto della dea madre, impersonificato nella dea egizia Iside. Lentamente questo culto fu sostituito con il culto a Maria anche in seguito al pensiero di Agostino, come vedremo più avanti nell’articolo, fino a giungere al 431 d.C., quando i teologi cattolici sancirono il titolo di “teotokos” per Maria, ovvero “Madre di Dio”. 
Durante questi anni i cristiani pensavano che Dio stesse inaugurando una nuova età dell’oro nella quale essi erano liberi da persecuzioni e avrebbero potuto vivere nel lusso, abbracciati con il potere mondano. Siccome però non trovarono alcun passaggio nel Nuovo Testamento per giustificare questo periodo, retrocedettero all’Antico Testamento, ossia al modello teocratico di re Salomone. Nell’ibrido costantiniano vi fu pertanto un ritorno a certi modelli di vita che erano tipici dell’Antico Testamento, e non del Nuovo Testamento. 
Per esempio, mentre i Vangeli propongono un messaggio di allontanamento dai beni materiali, nall’Antico Testamento non vi era questo messaggio. Pertanto per i cristiani dell’ibrido, era consentito cercare di accrescere le proprie ricchezze. 
Anche per quanto riguarda i giuramenti vi fu un ritorno all’Antico Testamento. Mentre nel Nuovo Testamento non erano leciti i giuramenti, in quanto si presupponeva che i cristiani dicessero sempre la verità, nell’ibrido si instaurarono nuovamente i giuramenti, che si convertirono nel pilastro della società romana e medievale. 
Ma uno dei punti più importanti dell’ibrido fu l’abbandono del concetto di non violenza insaturato da Cristo. L’amore persino per i nostri nemici fu lentamente abbandonato e si tornò a concetti tipici dell’Antico Testamento, come “occhio per occhio e dente per dente”. 
Agostino si inserì molto bene nell’ibrido costantiniano, infatti anticipò il concetto della guerra giusta e altri dogmi che supportarono il sincretismo con culti pagani. 
Innanzitutto Agostino introdusse il concetto di guerra giusta. Vediamo una sua citazione tratta dal libro "Contro Fausto Manicheo", Libro 22, 74, (1): 

"Cosa infatti si biasima nella guerra? Forse il fatto che muoiano quelli che sono destinati a morire, perché i destinati a vivere siano sottomessi nella pace? Obiettare questo è proprio dei paurosi, non dei religiosi. Il desiderio di nuocere, la crudeltà della vendetta, l'animo non placato e implacabile, la ferocia della ribellione, la brama di dominare e simili: è questo che a ragione si biasima nelle guerre. È soprattutto per punire a buon diritto simili cose che le guerre vengono intraprese dai buoni, per ordine di Dio o di qualche altro potere legittimo, contro la violenza di chi si oppone, quando essi vengono a trovarsi in una congiuntura delle umane vicende tale che la situazione stessa li costringe giustamente o a ordinare qualcosa di simile o ad eseguirlo". 

Vediamo anche questo passaggio de La città di Dio, (1, 21):

Lo stesso magistero divino ha fatto delle eccezioni alla legge di non uccidere. Si eccettuano appunto casi d'individui che Dio ordina di uccidere sia per legge costituita o per espresso comando rivolto temporaneamente a una persona. Non uccide dunque chi deve la prestazione al magistrato. È come la spada che è strumento di chi la usa. Quindi non trasgrediscono affatto il comandamento con cui è stato ingiunto di non uccidere coloro che han fatto la guerra per comando di Dio ovvero, rappresentando la forza del pubblico potere, secondo le sue leggi, cioè a norma di un ordinamento della giusta ragione, han punito i delinquenti con la morte. Così Abramo non solo non ha avuto la taccia di crudeltà ma è stato anche lodato per la pietà perché decise di uccidere il figlio non per delinquenza ma per obbedienza. E a buona ragione si discute se si deve considerare come comando di Dio il caso per cui Iefte sacrificò la figlia che gli andò incontro, giacchè aveva fatto voto di immolare a Dio l'essere che per primo gli fosse andato incontro dopo la vittoria. Non altrimenti è scusato Sansone per il fatto che si fece schiacciare assieme ai nemici nel crollo della casa, giacchè una ispirazione divina, che per suo mezzo compiva prodigi, glielo aveva comandato interiormente. Eccettuati dunque questi casi, in cui una giusta legge in generale o in particolare Dio, sorgente stessa della giustizia, comandano di uccidere, è responsabile del reato di omicidio chi uccide se stesso o un altro individuo.

In realtà Agostino non fu il creatore della dottrina della “guerra giusta”. Fu Tommaso d’Aquino che, in pieno Medio Evo, giustificò la guerra come un mezzo per raggiungere un fine. Vediamo a tale proposito questa citazione di Tommaso d’Aquino (2): 

« In contrario, sant'Agostino afferma: "Quando s'intraprende una guerra giusta, ai fini della giustizia non interessa nulla che uno combatta in campo aperto o con imboscate". Agostino lo dimostra con l'autorità del Signore, che comandò a Giosuè di preparare un'imboscata agli abitanti di Ai. »

Come vediamo Tommaso cita Agostino, che fece enfasi in un episodio dell’Antico Testamento. 
I criteri della “guerra giusta” sono una chiara violazione degli insegnamenti di Gesù Cristo. Il Messia ha detto che non dobbiamo resistere al malvagio, come si nota nel Vangelo di Matteo (5, 39-42): 

Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pòrgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. 

Naturalmente Agostino considerava che la guerra giusta potesse essere dichiarata solo dallo stato, ma così facendo stava dando allo stato il potere di sostituirsi a Dio, ovvero di andare contro le parole di Gesù Cristo, se fosse stato conveniente e opportuno. Questi scritti di Agostino hanno influenzato i teologi successivi, come Tommaso d’Aquino, e tutto il periodo medievale. 
Soffermiamoci adesso sul concetto di “Immacolata Concezione” di Maria, la madre di Gesù. Sappiamo che questo dogma fu introdotto nel 1854 e si riferisce al fatto che Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Non voglio entrare nel merito di questo dogma, ma qui voglio sottolineare l’influenza che ebbe Agostino su di esso. Ecco il cap. 42 dell’opera di Agostino “Natura e Grazia”: 

Poi ricorda coloro "dei quali si dice non solo che non peccarono, ma che vissero anche santamente: Abele, Enoch, Melchisedech, Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Gesù di Nave, Finees, Samuele, Natan, Elia, Eliseo, Michea, Daniele, Anania, Azaria, Misaele, Ezechiele, Mardocheo, Simeone, Giuseppe di cui era sposa la vergine Maria, Giovanni". Aggiunge pure delle donne: "Debora, Anna madre di Samuele, Giuditta, Ester, l'altra Anna figlia di Fanuel, Elisabetta" e anche la stessa Madre del Signore e Salvatore nostro, e di essa dice "che va necessariamente riconosciuta senza peccato dal nostro senso religioso". Escludiamo dunque la santa vergine Maria, nei riguardi della quale per l'onore del Signore non voglio si faccia questione alcuna di peccato. Infatti da che sappiamo noi quanto più di grazia, per vincere il peccato sotto ogni aspetto, sia stato concesso alla Donna che meritò di concepire e partorire colui che certissimamente non ebbe nessun peccato? Eccettuata dunque questa Vergine!, se avessimo potuto riunire tutti quei santi e quelle sante durante la loro vita terrena e interrogarli se fossero senza peccato, quale pensiamo sarebbe stata la loro risposta? Quella che dice costui o quella dell'apostolo Giovanni? Lo chiedo a voi. Per quanto grande potesse essere la loro santità nella vita corporale, alla nostra eventuale domanda non avrebbero forse gridato ad una sola voce: Se dicessimo di essere senza peccato, inganneremmo noi stessi e la verità non sarebbe in noi ? O forse risponderebbero in questo modo più per umiltà che per verità? Ma a costui già piace, e gli piace con ragione, "di non mettere il pregio dell'umiltà dalla parte della falsità". Allora, se quei santi nella loro risposta dicessero la verità, sarebbero peccatori e la verità sarebbe in essi, proprio per il loro umile riconoscimento. Se al contrario mentissero, sarebbero ugualmente peccatori, perché in essi non ci sarebbe la verità. 

Come vediamo fu Agostino che anticipò la creazione di questo dogma, ossia che Maria fu esente dal peccato fin dal suo concepimento. Ma ciò contraddice in modo particolare questo passaggio del Vangelo di Luca (1, 46-47): 

Allora Maria disse:
«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

Maria disse “Dio, mio salvatore” e pertanto anche ella, essendo salvata, fu salvata dal peccato. 
Agostino introdusse anche il concetto che i bimbi non battezzati sarebbero condannati per tutta l’eternità. Vediamo a tale proposito questa sua citazione dal libro “Il castigo e il perdono dei peccati e il battesimo dei bambini (1, 20, 28):  

C'è a proposito anche quest'altro testo: Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio, ha la vita eterna; chi non crede al Figlio, non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di lui. In quale dunque di queste categorie metteremo i bambini? In quella di coloro che credono nel Figlio o in quella di coloro che sono increduli al Figlio? "In nessuna delle due, dirà qualcuno, perché, non potendo credere ancora, non sono da computarsi nemmeno come increduli". Non dà questa indicazione la regola ecclesiastica che conta i bambini battezzati nel numero dei fedeli. I bambini che si battezzano, per la virtù e la celebrazione di un cosi grande sacramento, pur non facendo essi con il loro cuore e con la loro bocca ciò che concerne la fede da possedere interiormente e da professare esteriormente, sono tuttavia computati nel numero dei credenti. Certamente quei bambini ai quali è mancato il sacramento devono considerarsi tra coloro che non credono al Figlio e quindi, se usciranno dal corpo privi della grazia di questo sacramento, subiranno la conseguenza già detta: Non avranno la vita, ma l'ira di Dio incombe su di loro. Da che viene questo, se, essendo chiaro che non hanno peccati propri, essi non sono nemmeno implicati nella colpa del peccato originale?

L’usanza di battezzare il bimbo appena nato, introdotta da Agostino, era in contrasto con il battesimo biblico. In generale per i primi cristiani il battesimo non era visto come un rituale magico che potesse salvare una persona, a meno che non fosse accompagnato dalla fede in Gesù Cristo e dal vero pentimento dei propri peccati. In pratica il battesimo attuato senza fede, non aveva alcun valore.
Il battesimo (la cui etimologia deriva dal greco “immersione”), veniva attuato immergendo completamente la persona nell’acqua, la quale, una volta emersa dichiarava “Io credo che Gesù Cristo è Figlio di Dio” (Atti, 8, 37). L’immersione è un simbolo del “scendere nella tomba” dell’uomo vecchio, e l’emersione è un simbolo della “rinascita” dell’uomo nuovo in Cristo. I primi cristiani quindi sostevano che i bambini non battezzati che morivano nell’infanzia potevano salvarsi. 
Agostino ha introdotto anche il concetto non biblico che i morti si possono beneficiare del sacrificio dell’eucarestia. Vediamo a tale proposito questo passaggio del "Manuale sulla fede, speranza e carità" (cap. 110).

Non si deve nemmeno negare che le anime dei defunti ricevono sollievo dalla pietà dei propri cari che sono in vita, quando viene offerto per loro il sacrificio del Mediatore o si fanno elemosine nella Chiesa. Tutto questo però giova a quanti in vita hanno acquisito meriti che consentissero in seguito di ricavarne vantaggio. C’è infatti un tipo di condotta non così buono da non richiedere questi suffragi dopo la morte, nè così cattivo da non ricavarne giovamento dopo la morte; ve n’è poi uno talmente buono da non richiederne e viceversa uno talmente cattivo da non potersene avvantaggiare, una volta lasciata questa vita. È in questa vita perciò che si acquista ogni merito, che consente a ciascuno di ricavarne sollievo o oppressione. Nessuno però s’illuda di guadagnarsi presso Dio, al momento della morte, quanto ha trascurato quaggiù. Quindi tutte le pratiche solitamente raccomandate dalla Chiesa a favore dei defunti non sono contrarie all’affermazione dell’Apostolo: Tutti dovremo comparire davanti al tribunale di Dio, ciascuno per ricevere la ricompensa per quanto ha fatto finchè era nel corpo, sia in bene che in male; anche il merito di potersi giovare di queste cose, infatti, ciascuno se l’è procurato finchè viveva nel corpo. Ma non tutti se ne giovano: e perché mai, se non perché ciascuno ha condotto, finchè era nel corpo, una vita diversa? Ora, dal momento che vengono offerti sia i sacrifici dell’altare sia di qualunque altra elemosina, essi rendono grazie per chi è veramente buono; intercedono per chi non è veramente buono; per chi poi è veramente cattivo, non potendo in alcun modo aiutare i morti, cercano in qualche modo di consolare i vivi. Per quanti poi se ne giovano, il giovamento comporta o la piena remissione o almeno la possibilità di una condanna più tollerabile.

Secondo la Bibbia non ha valore pregare o chiedere intercessioni per i morti. Vediamo a tale proposito questo passaggio della Lettera agli Ebrei (9, 27-28):

E come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola, per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a quelli che l'aspettano per la loro salvezza”.

In ultima analisi consideriamo ciò che insegnò Agostino sul concetto di salvezza.
Durante la vita di Agostino ci fu un monaco britannico di nome Pelagio che sosteneva che non vi sia necessità della Grazia divina: l’uomo è capace da solo di scegliere il bene. In pratica per Pelagio l’uomo con il libero arbitrio sarebbe capace di salvarsi. 
La posizione di Pelagio era contraria al Cristianesimo apostolico secondo il quale nessuno, senza la Grazia, può salvarsi. Tuttavia i primi cristiani hanno sempre sostenuto che i credenti hanno comunque un ruolo nella loro salvezza. Vediamo a tale proposito questo passaggio della Lettera agli Efesini (2, 8-9):

Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinchè nessuno se ne vanti;

Secondo questo passaggio neo-testamentario il credente si salva per Grazia e per fede. Egli deve essere disposto a rinunciare al mondo e portare la sua croce. Quindi, la salvezza dell’uomo viene, secondo la Bibbia, da Dio, ma anche dall’uomo. 
Agostino, per controbbattere le tesi di Pelagio sostenne l’esatto opposto, ossia che in seguito alla caduta di Adamo, l’uomo è completamente incapace di salvarsi. Inoltre l’uomo non è libero di scegliere se credere o no, ma dipende totalmente dalla Grazia di Dio. Dio è colui che decide se salvare una persona o condannarne un’altra. Secondo Agostino, prima della creazione del mondo, Dio ha predestinato chi sarebbe stato salvo e chi sarebbe stato condannato. Inoltre, sempre secondo Agostino, nessuno può fare nulla in questa vita per modificare questa situazione: gli eletti non possono perdere la salvezza, mentre i non eletti non possono guadagnarla. Questi concetti sono stati espressi nel suo libro “la predestinazione dei santi” (3).
E’ vero che il concetto di predestinazione è biblico, nel senso che Dio essendo onniscente conosce fin da prima della creazione chi si salverà e chi no (come si evince dalla Lettera ai Romani 8, 29-30), ma è anche vero che Dio ha dato all’uomo la possibiltà di scelta. Se l’insegnamento dogmatico di Agostino fosse giusto quale sarebbe stato il senso di questi passaggi dei Vangeli? 

Vangelo di Matteo (7, 21-27):

Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande».

Per quale motivo ci avrebbe esortato a costruire la nostra casa sopra la roccia se la decisione della nostra salvezza o della nostra condanna fosse stata già presa da Dio prima della creazione del mondo?

Vangelo di Matteo (9, 13):

“Ma chi persevererà sino alla fine, sarà salvato”

Per quale motivo Gesù ci avrebbe avvertito di perseverare fino all’ultimo se non ci fosse nulla che noi potremmo fare per perseverare?
Ed inoltre, per quale motivo Gesù ha ordinato agli Apostoli di portare il Vangelo a tutte le nazioni, se la predicazione degli Apostoli non poteva cambiare nulla in riferimento alla salvezza o alla condanna delle persone?
Inoltre, per quale motivo Agostino sosteneva che gli eretici come Pelagio dovevano essere perseguitati e messi a tecere? Secondo la logica di Agostino gli eletti non possono perdere la salvezza mentre i non eletti non possono guadagnarla, quindi gli insegnamenti di Pelagio non avrebbero potuto fare alcun danno. 
Come vediamo Agostino d’Ippona, il grande filosofo che riuscì a completare e superare il platonismo, interpretandolo come un preambolo al Cristianesimo, contribuì anche all’introduzione di dogmi e concetti non propriamente biblici, che influirono in negativo per molti secoli sulla civiltà occidentale. 

Yuri Leveratto

Immagine: Agostino d'Ippona, Botticelli.

Note:

1-http://www.augustinus.it/italiano/contro_fausto/index2.htm
2 Somma teologica,  IIª-IIae q. 40 art. I
3-La predestinazione dei santi cap. 16-19